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| P. Giocondo Pio Lorgna, O.P. Lettere collettive alle Imeldine IntraText CT - Lettura del testo |
5. (Fontanellato Pentecoste, 8 giugno 1919)
Da questo luogo sì santo e che accoglie tante care memorie della mia vita, non escluse quelle della mia vocazione, io sento il bisogno di mandarvi la mia paterna benedizione.
Prostrato dinanzi alla Vergine taumaturga non cesso di pregare per l’opera e per voi tutte. La Madonna di Fontanellato quante grazie mi ha fatto! Ebbene spero che mi farà anche questa di vedere sempre più rifiorire la piccola opera eucaristica e di vedere, specialmente le prime delle figlie, tutte ripiene del vero spirito della pia Istituzione. Quest’oggi poi, solennità di Pentecoste, quanto ho pregato per voi!
Non posso poi tacervi l’impressione che ho ricevuto recitando l’ufficio dello Spirito Santo quando lessi questa frase di Gesù rivolta agli apostoli al fine di prepararli a ricevere lo Spirito Santo e perché non si affannassero per la sua dipartita dalla terra per ascendere
al cielo; la frase è questa “Non turbetur cor vestrum (Gv 14, 27); non si turbi il vostro cuore”. Che bellezza di paradiso un cuore non turbato, è il vero tempio di Gesù, il Santuario dello Spirito Santo, il regno soave della pace. Con questo non s’intende che noi passiamo la vita senza tempeste e nubi minacciose. Però questi turbini solo devono essere come all’orizzonte dell’anima, non mai scendere nell’intimo del cuore e sconvolgerlo e agitarlo.
Rumoreggi pure il tuono, ma all’esterno dell’anima; l’anima nelle sue fibre più delicate ed intime stia sempre in pace, unita a Gesù e spoglia nella mente, nel cuore e nella volontà di tutto ciò che non riguarda il Divino Amante, lo Sposo prediletto che, anche salendo al cielo, si è degnato rimanere con noi per formare tutte le nostre delizie.
Per carità, figliuole mie, non cercate altro che Gesù e solo in Gesù sia il vostro riposo e la vostra pace: ve lo ripeto “Non turbetur cor vestrum”, mai siate turbate, agitate. Che lo Spirito Santo doni a noi tutti questo spirito di pace paradisiaca che è frutto dell’amore divino.
Mercoledì sera spero di essere a Venezia e così, giovedì, rivederci e animarci insieme alla vita di perfezione.
Vi benedico