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| P. Giocondo Pio Lorgna, O.P. Lettere collettive alle Imeldine IntraText CT - Lettura del testo |
12. (Cavarzere 25 gennaio 1921)
Quest’oggi la chiesa celebra la festa della conversione di S. Paolo e questo caro santo, nella sua conversione, quante cose dice a noi! S. Paolo era un persecutore di Gesù Cristo e, ad un tratto, mosso dalla grazia ne diventa un apostolo e uno degli amanti suoi più teneri.
Basterebbe l’esempio della conversione di S. Paolo per far conoscere a noi tutti la forza divina della grazia! Ebbene pensiamo che in mezzo a noi abbiamo la stessa sorgente della grazia: chi dunque ha bisogno, e chi non ne ha? di convertirsi davvero, vada a questa sorgente e si purifichi e si abbellisca di continuo degli splendori delle virtù. Un’anima veramente eucaristica, che orienta tutta la sua vita verso Gesù, come dovrebbe rifulgere per abbondanza di grazia e fragranza di virtù!
S. Paolo protestava, dopo la conversione, che non voleva amare che Gesù, non voleva predicare che Gesù e tutto quello che faceva tutto voleva compiere per amore; è proprio lui che disse: “Charitas Christi urget nos (2Cor 5,14), la carità di Cristo ci muove”: che sublimi ammaestramenti per l’anima eucaristica! Non volere, non amare, non agire che per Gesù e mossi solo dalla divina carità! S. Paolo è anche detto il cantore della carità... deh, che sorrida a tutte voi e vi accenda del suo amore per Gesù.
Vi benedico