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P. Giocondo Pio Lorgna, O.P.
Lettere collettive alle Imeldine

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28. (24 dicembre 1923)

 

Mie buone figliuole [di Este].

Qui dinanzi a me, sul mio tavolo, sono tutte le vostre letterine ed io vorrei rispondere ad ognuna ma, questa volta, la risposta è già stata data a voce quando mentre voi mandavate a Venezia le vostre lettere io venivo costì. Non solo io ebbi la gioia di rivedervi, ma anche di ascoltarvi tutte e così, risposi ad ognuna ciò che il cuore mi dettava.

Da Bologna volevo scrivervi; ma questa volta il lavoro fu


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ancora più lungo: due giorni continuarono le adunanze: una durò più di cinque ore. Se non scrissi a voi, parlai però tanto di voi al nostro S. Patriarca Domenico perché cresciate vere sue figlie, vere anime eucaristiche ... pregai pure più volte dinanzi alla B. Imelda.

Sono poi tanto lieto nell’aver visto in tutte la buona volontà di proseguire nella via della perfezione e fare di questa prima casa filiale un vero modello di vita regolare. Continuate nella via intrapresa sempre con maggior fervore e, così, darete tanta gioia al cuore eucaristico di Gesù e attirerete su di voi, sulla vostra casa e sull’opera, le più elette benedizioni.

Anche qui non mancheranno i dolori e le prove... ma queste sono i sigilli divini che non possono mai mancare in tutto ciò che è bello e che è santo ed è proprio per questo che S. Giovanni della Croce di cui oggi facciamo la festa ripeteva spesso questa giaculatoria: “O Signore, patire ed essere disprezzato per Te: Domine, pati et contemni pro Te!”.

Amiamo sì il Signore, desideriamo tanto di farlo amare con un apostolato sublime di azioni feconde, ma non dimentichiamo mai che il dolore è come l’inverno che prepara i fiori della primavera. Vogliamo molti fiori e per voi e per l’Opera? Amiamo Gesù, come S. Giovanni della Croce e, come avvenne per lui, attendiamo con amore le croci che Gesù dona ai suoi veri amanti.

Gesù Eucaristia sia sempre il vostro Maestro e il vostro consolatore e la Vergine delle Grazie vi sorrida quale Madre tenerissima.

Io pure vi benedico

Vostro aff. Padre

Testo in AL VI 274 (10)

 

 




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