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Congregazione per la Dottrina della Fede
Notificazione su scritti del R.P. Marciano Vidal

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2. Questioni particolari 

L’Autore ritiene che i metodi intercettivi, vale a dire, quelli che agiscono dopo la fecondazione e prima dell’impianto, non sono abortivi. Generalmente non si possono considerare come procedimenti moralmente leciti per controllare la natalità,24 tuttavia sono moralmente accettabili «in situazioni di notevole gravità, quando è impossibile ricorrere ad altri mezzi».25 L’Autore applica questo stesso criterio di giudizio alla sterilizzazione, affermando che in alcune situazioni esso non pone difficoltà morale, «dato che l’intenzione è quella di realizzare in modo responsabile un valore umano».26 In entrambi i casi si tratta di giudizi contrari alla dottrina della Chiesa.27 

L’Autore sostiene che la dottrina della Chiesa sull’omosessualità possiede una certa coerenza, però non gode di un sufficiente fondamento biblico28 e risente di importanti condizionamenti29 ed ambiguità.30 In essa si riscontrano i difetti presenti «in tutto l’edificio storico dell’etica sessuale cristiana».31 Nella valutazione morale dell’omosessualitàaggiunge l’Autore — si deve «adottare un atteggiamento di provvisorietà» e dopo «si deve formulare in chiave di ricerca e di apertura».32 Per l’omosessuale irreversibile un giudizio cristiano coerente «non passa necessariamente attraverso l’unica via di uscita di una morale rigida: passaggio all’eterosessualità o astinenza totale».33 Tali giudizi morali non sono compatibili con la dottrina cattolica, secondo la quale esiste una valutazione precisa e ferma sulla moralità oggettiva delle relazioni sessuali tra persone dello stesso sesso.34 Il grado di imputabilità morale soggettiva che tali relazioni possono avere in ogni caso singolo è una questione che qui non è in discussione

L’Autore sostiene che non è stata provata la «gravità ex toto genere suo della masturbazione».35 Alcune condizioni personali sono in realtà elementi oggettivi di questo comportamento e pertanto «non è corretto fare “astrazione oggettiva” dai condizionamenti personali e fare una valutazione universalmente valida a partire dal punto di vista oggettivo».36 «Non ogni atto di masturbazione è “materia oggettivamente grave”».37 Non sarebbe corretto il giudizio della morale cattolica, secondo la quale gli atti di autoerotismo sono oggettivamente azioni intrinsecamente cattive.38 

Per quanto concerne la procreazione responsabile, l’Autore afferma che nessuno dei metodi attuali per la regolazione delle nascite è buono sotto tutti gli aspetti. «È incoerente e rischioso far propendere la valutazione morale per un metodo determinato».39 Benché al Magistero della Chiesa spetti orientare positivamente e negativamente l’uso delle diverse soluzioni concrete, 40 se venissero a crearsi conflitti di coscienza, «continuerà a essere valido il principio basilare dell’inviolabilità della coscienza morale».41 Ma anche prescindendo da queste situazioni conflittuali, «l’utilizzazione morale dei metodi strettamente anticoncezionali deve essere oggetto di discernimento responsabile dei coniugi».42 Fra i diversi criteri offerti dall’Autore per orientare tale discernimento,43 non viene annoverato il valore oggettivo e vincolante della norma morale contenuta nell’enciclica Humanae vitae.44 e nei documenti del Magistero pontificio precedente 45 e susseguente.46 

Sulla fecondazione in vitro omologa, l’Autore si allontana dalla dottrina ecclesiale.47 «Per quanto riguarda la fecondazione pienamente intraconiugale (“caso semplice”), riteniamo che non può essere rifiutata...».48 Neutralizzando per quanto possibile la probabilità di rischi per il nascituro, essendoci una ragionevole proporzione tra i fallimenti e il successo fondatamente sperato, e sempre rispettando la condizione umana dell’embrione, «la fecondazione artificiale omologa non può essere dichiarata come immorale in linea di principio».49

Anche su altri problemi di morale speciale, Moral de actitudes contiene giudizi ambigui. Così, per esempio, riguardo al ricorso all’inseminazione artificiale fra coniugi con sperma di un donatore,50 come alla fecondazione in vitro eterologa.51 e all’aborto. L’Autore afferma giustamente l’immoralità globale dell’aborto, ma, per quanto riguarda l’aborto terapeutico, la sua posizione è ambigua:52 sostenendo la possibilità di alcuni interventi medici in alcuni casi molto difficili, non si capisce se intende riferirsi a ciò che tradizionalmente veniva chiamato «aborto indiretto», o se invece viene ammessa la liceità di interventi che non rientrano nella categoria tradizionale testé citata. Altrettanto ambiguo è quanto si dice sull’aborto eugenetico.53 Sulle leggi riguardanti l’aborto, l’Autore afferma giustamente che non si può considerare la pratica dell’aborto come il contenuto di un diritto individuale,54 tuttavia in seguito afferma che «non ogni liberalizzazione giuridica [dell’aborto] è contraria in modo frontale nei riguardi dell’etica».55 L’Autore sembra riferirsi alle leggi che stabiliscono una certa depenalizzazione dell’aborto.56 Tuttavia, dato che esistono diversi tipi di depenalizzazione dell’aborto, alcuni dei quali sono in pratica una legalizzazione e gli altri comunque non risultano accettabili per la dottrina cattolica,57 e dal momento che il contesto non è sufficientemente chiaro, al lettore non è data la possibilità di determinare che tipo di leggi di depenalizzazione dell’aborto vengono considerate «non contrarie in modo frontale nei riguardi dell’etica». 

La Congregazione, prendendo atto con soddisfazione dei passi già fatti dall’Autore e della sua disponibilità a seguire i testi magisteriali, ha fiducia che, dalla sua collaborazione con la Commissione Dottrinale della Conferenza Episcopale Spagnola, risulterà un manuale adatto per la formazione degli studenti in teologia morale

La Congregazione, con questa Notificazione, desidera anche incoraggiare i teologi moralisti a proseguire il cammino di rinnovamento della teologia morale, in particolare nell’approfondimento della morale fondamentale e nell’uso rigoroso del metodo teologico-morale, secondo gli insegnamenti dell’Enciclica Veritatis splendor e con il vero senso di responsabilità ecclesiale.

 

Il Sommo Pontefice Giovanni Paolo II, nel corso dell’Udienza accordata al sottoscritto Cardinale Prefetto il 9 febbraio 2001, alla luce degli ulteriori sviluppi, ha confermato la Sua approvazione alla presente Notificazione, decisa nella Sessione Ordinaria di questa Congregazione, e ne ha ordinato la pubblicazione.

 

Roma, dalla sede della Congregazione per la Dottrina della Fede, il 22 febbraio 2001, nella Festa della Cattedra di San Pietro, Apostolo.

 

+ Joseph Card. Ratzinger
Prefetto

 

+Tarcisio Bertone, S.D.B.
Arcivescovo emerito di Vercelli
Segretario

 

 

 

 




24 Ma II/2, p. 651 = 574.



25 Ma II/2, p. 651 = 574.



26 Ma II/1, p. 714 = 641; cfr. anche Ma II/2, p. 652 = 575, dove la sterilizzazione viene considerata come una «soluzione adeguata» per alcuni casi, e Det, p. 225, dove si afferma che in alcune occasioni la sterilizzazione sarà l’«único método aconsejable».



27 Cfr. Congregazione per la Dottrina della Fede, Dich. De abortu procurato (18 novembre 1974), nn. 12-13: AAS 66 (1974) 737-739; Giovanni Paolo II, Lett. Enc. Evangelium vitae (25 marzo 1995), n. 58: AAS 87 (1995) 466-467. Riguardo alla sterilizzazione, cfr. Paolo VI, Lett. Enc. Humanae vitae (25 luglio 1968), n. 14: AAS 60 (1968) 490-491 e le fonti ivi citate; Congregazione per la Dottrina della Fede, Risp. Circa sterilizationem in nosocomiis catholicis (13 marzo 1975): AAS 68 (1976) 738-740; Catechismo della Chiesa Cattolica, n. 2399.



28 Cfr. Ma II/2, pp. 314-315 = 266-267.



29 Cfr. Ma II/2, p. 315 = 267.



30 Cfr. Ma II/2, p. 316 = 268; inoltre Det, pp. 294-295.



31 Ma II/2, p. 316 = 268; cfr. pp. 316-318 = 268-270.



32 Ma II/2, p. 330 = 281-282.



33 Ma II/2, p. 332 = 283.



34 Cfr. Rm 1, 24-27; 1 Cor 6, 10; 1 Tm 1, 10; Congregazione per la Dottrina della Fede, Dich. Persona humana (29 dicembre 1975), n. 8: AAS 68 (1976) 84-85; Lett. Homosexualitatis problema (1 ottobre 1986), nn. 3-8: AAS 79 (1987) 544-548; Catechismo della Chiesa Cattolica, nn. 2357-2359. 2396.



35 Ma II/2, p. 374 = 324.



36 Ma II/2, p. 381 = 330; cfr. anche Det, p. 45.



37 Ma II/2, p. 382 = 332.



38 Cfr. Dich. Persona humana, n. 9: AAS 68 (1976) 85-87; Catechismo della Chiesa Cattolica, n. 2352. Cfr. anche Leone IX, Lett. Ad splendidum nitentis, anno 1054: DH 687-688.



39 Ma II/2, p. 653 = 576.



40 Cfr. Ma II/2, p. 653 = 576.



41 Ma II/2, p. 653 = 576.



42 Ma II/2, p. 653 = 576.



43 Cfr. Ma II/2, pp. 653-654 = 576-577.



44 Cfr. Lett. Enc. Humanae vitae, nn. 11-14: AAS 60 (1968) 488-491.



45 Cfr. le fonti elencate in Lett. Enc. Humanae vitae, n. 14: AAS 60 (1968) 490-491.



46 Cfr. Giovanni Paolo II, Esort. Apost. Familiaris consortio (22 novembre 1981), n. 32: AAS 74 (1982) 118-120; Catechismo della Chiesa Cattolica, nn. 2370 e 2399. Cfr. anche Ma II/2, pp. 648-650571-573.



47 Congregazione per la Dottrina della Fede, Istr. Donum vitae (22 febbraio 1987), n. II, B, 5: AAS 80 (1988) 92-94.



48 Ma II/1, p. 660 = 597.



49 Ma II/1, p. 661 = 597.



50 Cfr. Ma II/1, p. 649 = 586 e DET, p. 315.



51 Cfr. Ma II/1, p. 660 = 597.



52 Cfr. Ma II/1, p. 437 = 403.



53 Cfr. Ma II/1, pp. 437-438 = 403.



54 Cfr. Ma II/1, p. 454 = 412.



55 Ma II/1, p. 454 = 412.



56 Cfr. Ma II/1, pp. 442. 444 = 408.



57 Cfr. Dich. De abortu procurato, nn. 19-23: AAS 66 (1974) 742-744; Lett. Enc. Evangelium vitae, nn. 71-74: AAS 87 (1995) 483-488.






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