| Indice | Parole: Alfabetica - Frequenza - Rovesciate - Lunghezza - Statistiche | Aiuto | Biblioteca IntraText |
| Antonio Balsemin Ve vojo contar… IntraText CT - Lettura del testo |
6 DAL SALE GROSSO AL SALE FINO*
Stava per scoccare l’ora del pranzo e la mamma era affaccendata ad apparecchiare la tavola e a cuocere il pranzo come era suo solito, tutti i giorni. Il piatto principale sarebbe stato la pastasciutta ed assaggiando l'acqua com’era di sale disse: “Va bene!”. Poi, passando ai preparativi del secondo, prese il vasetto dove teneva il sale fino e disse: “Ohimè, è finito! Tonio, per piacere, pestami un pugno di sale grosso. Prendi dalla credenza la bottiglia bianca, che è ben tonda e ben liscia. Dalle una strofinata con il canovaccio. Mi raccomando, tu che hai la vista buona, controlla che non ci siano sassolini. Schiaccialo fino fino, deve risultare come la farina. Se il sale non si scioglie completamente nell'olio ed aceto quando si condisce l'insalata e se ti capita un granellino sotto i denti ti dà fastidio”. Io mi applicavo, spingendo a tutta forza, la bottiglia sui grani di sale allargato sopra la lastra levigata di marmo. Questo lavoro consisteva nel far pressione sulla bottiglia che, premuta e mossa con un impercettibile movimento rotante, si faceva slittare sui granelli che, pressati, si riducevano in particelle via via sempre più piccole. Terminata la prima sgrossata, si raccoglieva il tutto con il palmo della mano di coltello ricostruendo il mucchietto. Quest’operazione si ripeteva più volte fintanto il sale sembrava quasi cipria. Ad operazione terminata la mamma disse: “Prendi questo cartoccio di sale di contrabbando e curalo bene affinché non vi restino pietruzze. I contrabbandieri, imbroglioni, per guadagnare di più vi mischiano sassolini. Se te ne capita uno sotto i denti ti può spaccare un molare!” Io esaminavo il sale grosso con la massima attenzione, un pugno alla volta, allargandolo ampiamente e curando grano per grano. Eseguito il lavoro, lei riponeva il sale mondato nel suo apposito vaso, quello di vetro verde, che aveva l'apertura molto larga attraverso la quale introduceva la mano e la ritraeva poi, a pugno chiuso, con dentro la quantità di sale, operata a tasto. Il sale, completamente sgrossato, lo metteva in un vasetto piccolo, di vetro trasparente. Queste erano le piccole incombenze che potevo eseguire in casa, dando una mano. Le facevo sempre volentieri perché mi davano soddisfazione e mi sembrava che, accomodatomi a tavola, il pasto me lo fossi un pochino, veramente pochino, guadagnato.