Indice | Parole: Alfabetica - Frequenza - Rovesciate - Lunghezza - Statistiche | Aiuto | Biblioteca IntraText
Antonio Balsemin
Ve vojo contar…

IntraText CT - Lettura del testo

Precedente - Successivo

Clicca qui per nascondere i link alle concordanze

15        LA CORNATA DEL TORO*

 

V

i voglio raccontare di uno spavento realmente vissuto. Prima dei miei vent'anni, feci il filo con una dozzina di fidanzatine: cosine semplici, cose tutte sullo scherzo! Qualche promessa, qualche lusinga, ma mai fatto il ‘fidanzatoufficiale! I paesi erano non lontani e mai due ‘belle’ nel medesimo. Anche i miei nomi erano diversi. Per una mi chiamavo Mario, per un’altra Franco, per un'altra Bibi, per un’altra ecc... Mai, salvo che da quella del mio paese, mi facevo chiamare Antonio. Si sa, se si vuole riuscire vincitori bisogna saper mischiare abilmente le carte! Io, , c'è l'ho fatta. Mi piaceva amoreggiare! Eh, l’amore, quante cose può fare l’amore! Fino a che sei giovane, ti va tutto bene. Puoi combinarne più di Bertoldo, non crolli mai! Mi piaceva fare l'occhio di triglia con più fanciulle vuoi da seguire o farmi seguire. Con tale agire, per realizzare la seconda parte, inventavo per ogni ragazza una data differente per il mio compleanno. Così un anno sono stato gratificato con ben tre 'omaggi'! Ritornando alla storia del toro furioso, che tentò di incornarmi, vi preciso che accadde in un allevamento di mucche di proprietà della famiglia di una mia ‘morosa’. Di lei ricordo i capelli biondo platino naturale e le moltissime lentiggini sul viso. A me piacevano tanto! Le mie gambe erano robuste e pedalavo velocemente andando con la bicicletta. Poiché nella campagna tutti hanno compiti da eseguire ognuno deve fare la sua parte. La fanciulla, rimasta a casa sola soletta, all'imbrunire, doveva guidare gli armenti agli abbeveratoi. Assolto l'impegno scortava il branco nel recinto apposito e bloccava il cancello con il paletto. Non dovevano svignarsela, nella notte, i quadrupedi! Sistemate le ‘matrone’ la ragazza entrava nella stalla per riuscirne con il toro, perché, anche lui aveva diritto alla bevuta pomeridiana! Lei lo precedeva guidandolo con l'apposita catena. Questa iniziava con un manico tondo di legno al quale seguiva una serie d’anelli di ferro. L’ultimo era a sua volta inserito in un fermaglio con molla. Questa fibula era agganciata ad un anello passante in un foro eseguito nella narice del toro. Il bestione, posatele a pelo acqua, deglutiva agitando la coda. Una volta ristorato, alzò il testone fornito di belle corna e, fissando nella mia direzione, abbozzò un repentino sussulto. Dato uno strattone alla catena partì come un bolide verso me. Fuggii a gambe levate ma mi trovai bloccato dalla parete. Mi rannicchiai coprendomi gli occhi con le mani. Quello arrivò di gran carriera e cercò di colpirmi. Fortunatamente per me, possedeva corna sviluppate in larghezza, così, lui, caricando a testa bassa, urtò con le punte la parete della costruzione. Il bersaglio, secondo lui, l'aveva centrato: ero io! Mi salvò lo spazio fra le due corna. L'ampia fronte pigiò soltanto leggermente sul mio addome! Immediatamente accorse la bella guardiana, chiamandolo per nome: “Sultano, vieni qua, birbante!”. Ripresa la catena lo guidò verso la stalla. Il toro la seguì buono, docile, traballante. Ripresomi, recitai un’orazione di ringraziamento. Come scrive il grande Manzoni: “Anche un dispiacere, una volta superato, può divenire un piacere, ricordandolo!”.

Scherzando e ridendo affermo che, quella volta, fui più ‘destro’, senza volerlo, dei toreri della Spagna!

 

 




* Episodio a conclusione felice






Precedente - Successivo

Indice | Parole: Alfabetica - Frequenza - Rovesciate - Lunghezza - Statistiche | Aiuto | Biblioteca IntraText

Best viewed with any browser at 800x600 or 768x1024 on Tablet PC
IntraText® (V89) - Some rights reserved by Èulogos SpA - 1996-2007. Content in this page is licensed under a Creative Commons License