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Antonio Balsemin
Ve vojo contar…

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17        FUFI E MADDALENA*

 

Adesso vi racconto una storia che ha dell'inverosimile, ma vi assicuro: è vera e posso, anche, documentarvela. Una straordinaria coppietta, Fufi e Maddalena, viveva nell'aia di una casa poco sottostante la casa dove, ai tempi del fatto, ero ospitato da amici. La famiglia, che occupava la casa un po’ più a valle, qualche anno addietro, aveva trovato e raccolto una cagnolina abbandonata. La tenevano più per simpatia che per difesa. In ogni modo, come campanello d'allarme, che avvertiva se qualcuno metteva piede nel cortile, funzionava benissimo. Appena una persona oltrepassava il piccolo cancello mettendo piede nella ‘sua’ proprietà, la vigileguardiana’ se la batteva nascondendosi nel retro del deposito delle fascine ed abbaiava disperatamente. Come vedeva il padrone, sentendosi protetta, si trasformava in una mansueta cagnetta tutta affettuosa, si strusciava addosso ai pantaloni di qualsiasi persona, compreso me, perché voleva essere accarezzata. Si trattava di una bastardina vivace e mi faceva gran tenerezza. Il suo nome: Maddalena. Un giorno i padroni di questo bell'esemplare canino videro lungo il fossato della strada un gattino così piccolo che avresti detto appena nato. Furono presi da compassione, lo raccolsero e lo portarono a casa. Lo chiamarono: Fufi. Le persone si preoccuparono di fargli succhiare qualche goccia di latte inserendo il dito intinto di siero nella boccuccia del micetto. Poi lo depositarono sopra una manciata di fieno e si misero ad osservare che cosa non avrebbe mai combinato la Maddalena. Il Fufi, affranto per la perdita della mamma, stava immobile come un gomitolo di lana mentre la Maddalena lo ispezionava tutto annusandolo pelo per pelo. Chissà, forse la Maddalena (non essendo mai stata mamma), avrà pensato di esserlo diventata verginalmente e, nel suo cervelletto adottò la creatura come proprio figlio. Il giorno seguente i padroni, messo un po’ di latte in una ciotola, stavano ad osservare come si sarebbero comportati i due. La Maddalena aveva fame ma, da brava mamma, voleva favorire la prole e pareva dicesse: “Mangia, figlio mio, mangia perché devi crescere!” Il Fufi avrà forse capito, avrà intuito, stà di fatto che si mise a lappare il latte e sbirciandola con gli occhietti pareva sussurrare: “Grazie, mamma”. Ormai si era formata una nuova famiglia! Trascorsi alcuni mesi il gattino si era fattogiovanotto’ e la Maddalena seguiva i cicli naturali augurandosi che passasse un ‘girovago’ suo simile per far due chiacchiere e qualcosa d'altro. I ‘signori’ avevano notato il fare ansioso della Maddalena e, siccome non volevano che la comunità aumentasse, isolarono la spasimante nel gabbiotto dei conigli. Questa era costretta, per forza, a rimanervi chiusa all'interno ma il Fufi, per amore, non si scostava di un passo dalla prigione. I padroni erano coscienti che la cagnetta doveva soddisfare i bisogni corporali e, di tanto in tanto, la mettevano in libertà vigilata. Una volta che il Fufi vide la porticina aperta della gabbia con un salto felino vi ci saltò dentro. Quando il guardiano, afferrata per la collottola la Maddalena, voleva rimetterla nel reclusorio, tentò d’estrarre il gattino. Questo, per tutta risposta, soffiò mostrando i dentini aguzzi e gli artigli minacciosi. Un fulmine, un tuono, suonò risulotiva la decisione dell'uomo: “Vuoi stare dentro? Restaci!” Bloccata la porticina con un giunco se n’andò. Nella ex conigliera rimasero i due innamorati che, finalmente uniti, sembravano felici e contenti!

Guarda un po’ quali cose straordinarie può fare l'amore! Potrà mai avvenire simile cosa anche per gli uomini…?

 

 




* Considerazioni






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