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| Antonio Balsemin Desso ve conto… IntraText CT - Lettura del testo |
30 COME SONO CAMBIATI I TEMPI!
Ai tempi nei quali ero bambino e volevo sapere com'ero venuto al mondo, la mamma mi raccontò che un giorno nel quale lei era andata nell’orto per cogliere una verza, alzando le foglie basse per scoprire il gambo e poterlo tagliare, trovò me che dormivo tutto infreddolito. Appena alzate le foglie, diedi in un pianto continuo e lei, avendo compreso che io avevo tanta fame, mi allattò e pian piano sono cresciuto fino ad essere quello che ero. Mio padre, da parte sua, mi raccontò che una volta che si era recato al mercato per comperare un cavolfiore, quando giunse a casa e lo levò dalla sporta, una volta tolte le foglie più grandi, al posto del centro del cavolfiore trovò me, che dormivo tranquillo come un angioletto. Suor Maria Pia, per suo conto, mi confidò che ero giunto a questo mondo portato da una cicogna, che veniva da molto lontano e che aveva le piume più bianche dei candidi gigli di Sant’Antonio. Don Pietro, che avendo molto studiato, di certo era il più informato, parlando a voce bassa e alzando gli occhi e le mani al cielo, mi spiegò che si era trattato dell'opera dello Spirito Santo, il quale conosce bene il da farsi per far girare il mondo nel verso giusto e far nascere i bambini quando è giunto il loro momento. Alle maestre e ai maestri non mi sono mai arrischiato a formulare domande circa quest'accadimento, perché avevo paura di essere qualificato o per un gran curioso o per un discolo e, non si sa mai, essere messo in castigo nell’angolo dietro la lavagna dell’aula. Per Bacco, avendo sentito suonare tutte queste campane, ero sicurissimo di conoscere dei particolari che i miei coetanei non conoscevano e queste nozioni resistettero finché non si sciolsero da sole. Bene, raccontatevi tutte queste chiare informazioni dei tempi trascorsi, passo alla storia che vi voglio raccontare!
Frequento un carissimo amico che ha un figlio in età puberale e più volte quest'amico mi ha confidato di voler parlare con lui dei fatti delicati della vita, prima che intoppi in mano di pericolose compagnie. Nel pomeriggio d'oggi questo mio amico è venuto a farmi visita e mi è apparso completamente fuori di sé. Poverino, era tutto un sudore, tremava ed aveva gli occhi spiritati. Ecco quanto mi ha detto: “Tu sai, caro Antonio, che il mio Pierino si sta facendo uomo e, poiché vorrei essere per lui un genitore modello e moderno, ogni giorno pensavo a come iniziare un discorso con lui per parlare della vita, di com'è fatta la donna, di com'è fatto l’uomo, insomma, volevo istruirlo su questo delicato argomento. Questa mattina ho preso il coraggio a quattro mani e gli ho detto: “Caro Pierino, ormai tu sei un ometto ed è scoccata l’ora che dobbiamo parlare da uomo ad uomo. Vuoi?” “Va bene, papà, andiamo al riparo del portico così potremo stare in disparte e parlare all’ombra e al fresco”. Lui parte tutto sicuro ed io lo seguo, lui si siede e io mi siedo, lui mi guarda e io lo guardo, lui sembra seduto su soffice cotone ed io mi sento seduto su aguzze spine, lui sembra fresco come un garofano ed io mi sento sudato come un fornaio di fronte alla bocca aperta di un forno surriscaldato. Alla fine, sai, caro Antonio, come andò a finire? Dato che io non fiatavo, lui tossisce come per schiarirsi la voce e...: “Suvvia, papà, non esser timido e vergognoso, dimmi: che cos’è che vuoi sapere?”