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Anonimo
Admeto

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Scena IV

Un bosco. Antigona ed Meraspe, ambi due da pastori.

RECITATIVO

ANTIGONA
Admeto traditor, iniquo amante. Per la tua
rotta fede entro d'un letto infermo a languir
ti condanna il gran Tonante:
Admeto traditor, iniquo amante.
A che chiedermi al padre in tua sposa reale,
se ingannar mi volevi, perfidissimo Rege,
e disleale? Ma Laomendonte, oh Dio, la tua
morte compiango, e il viver mio. Del famoso
Ilion l'alta caduta le Regie pompe in veste
umil mi muta.

MERASPE
tregua, o Principessa, ai sospiri del
core, a' tuoi lamenti; e desta nel tuo sen
dolce conforto.

ANTIGONA
Meraspe, oh Dio! Il genitore è morto!

MERASPE
Chi contradir può mai ciò che il Ciel vuole?

ANTIGONA
Or procuriamo intanto, per dar qualche
sollievo a' miei tormenti d'introdurci Reggia;
Ma se alcun ti richiede nuova dell'esser mio,
cela il mio trono; che tua figlia,
e pastorella sono.

MERASPE
Farò quanto m'imponi; alfin tu spera, che
non sempre fia sorte a noi severa!

ARIA

ANTIGONA
Spera allor che in mar turbato
Il nocchier vede il periglio,
E consiglio
Al suo scampo cerca ogn'or;
Ma se poi dal vento irato
Fra gli scogli a furia è spinto,
Egli è vinto,
E l'ardir gli manca, e il cor.




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