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| Anonimo Admeto IntraText CT - Lettura del testo |
Trasimede con il ritratto in mano,
Antigona ed Orindo in disparte.
TRASIMEDE
Godo, o bella, vederti in questo loco.
ANTIGONA
Signor, grazie ti rendo
de' tuoi regi favori.
TRASIMEDE
Mio bellissimo foco,
tu sei dolce cagion de' miei dolori.
TRASIMEDE
No, no, a quello che io miro,
Ahi! l'altro è estinto.
ORINDO
Or so, perchè mi sprezza:
Ella ama il Prence, e l'amor mio non cura.
TRASIMEDE
Sì, sì, più che vi miro
(guardando Antigona)
Sospirate vaghezze sì, voi siete,
che l'anima m'ardete:
d'una beltà dipinta,
qual conforto sperar posso al mio duolo?
Vanne Antigona al suolo,
(Getta il ritratto, ed Orindo ascosamente
lo raccoglie, e parte.)
A te, a te mi volgo,
splendor di mie pupille,
bella effigie animata,
cara Antigona amata.
ANTIGONA
Fuggirò col partir la tua follia.
Da te più tosto partir vogl'io,
Bel idol mio,
Ma con te resta questo mio cor.
Deh, ti sovvenga, ch'io vivo in pene,
Caro mio bene,
E per te abrucio d'un vivo ardor.
(Parte.)