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| Anonimo Admeto IntraText CT - Lettura del testo |
Bosco. Ercole, ed Alceste, travestita da guerriero.
ERCOLE
A qual fine, o Regina,
sotto guerriero manto il sen copristi?
ALCESTE
Ercole; del mio core
vo' scoprirti gli arcani.
Sappi, che questi arnesi
vestirmi fece gelosia d'amore.
Se il consorte adorai,
tu il vedesti, e lo sai.
Or, che mercè della tua destra invitta
dall'abisso alla luce io son tornata,
vo' scoprir, se nel cor del mio consorte
ver me spento è il suo amor con la mia morte.
ERCOLE
Credimi, che doglioso il tuo fatto deplora,
e il nome tuo và proferendo ogn'ora.
ALCESTE
Se il mi piange dirò,
ch'egli è il primo marito,
che vedovo restando
fra tormentose voglie
s'abbia veduto a lacrimar la moglie.
ERCOLE
Ah, come al tuo apparir, tosto il vedrai,
nascergli d'improviso la gioia al core,
e al mesto labbro il riso.
ALCESTE
Deh; contentati Alcide pria di me,
ricondurti entro la Reggia
ove giunto dirai, che in van per me calcasti
le vie d'abisso, e che non mi trovasti.
ERCOLE
Alla trista novella
l'eccessivo dolor potria svenarlo.
ALCESTE
Sarò presta al soccorso
e a risanarlo.
ERCOLE
Già che così t'aggrada,
parto, Alceste, a servirti.
ALCESTE
Starò poco a servirti.
Gelosia spietata Aletto,
Meco uscisti dall'inferno,
E m'entrasti a forza in petto
Per affligger questo cor.
Ti vorrei scacciar dal seno,
Ma non ho vigore bastante;
Chi prova il tuo veleno,
Nò, non sa, che cosa è amor.
(Parte.)