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| Anonimo Admeto IntraText CT - Lettura del testo |
Admeto, solo.
ADMETO
Quivi tra questi solitari orrori,
lontan dall'altre cure
vengo a sfogar gl'interni miei dolori.
Admeto, e che farai?
Fra l'ombre della notte
quando tutto s'oblia
per doppio foco l'alma tua s'affanna.
La sorte ti condanna,
di due belle, che estinte
già negli Elisi son, d'essere amante:
Dove trarrai le piante
per trovar il tuo bene?
Se il trovi poi, chi ti trarrà di pene?
Ah! che se abbraccio Alceste,
Antigona disprezzo, e al mio cor,
benchè avezzo a penar sempre,
un tal dolor è troppo.
Giusti numi del ciel, se deste aita
a questa afflitta vita,
fate, che il duolo abbia in me fine omai.
Admeto, e che farai?
Ah, sì, morrò,
E allor potrò
Dividere quel cor,
Che in vita è poco.
Così nel doppio amor
All'una, e l'altra bella
Risplenda una facella
In doppio foco.
(Parte.)