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| Anonimo Admeto IntraText CT - Lettura del testo |
Sala Regia. Meraspe, Trasimede e poi Antigona.
MERASPE
Prence, meco gioisci:
Antigona è tornata;
è nella Regia, e in questo lieto giorno
avran l'ultimo fine i suoi dolori.
TRASIMEDE
E come?
MERASPE
Per la corte una voce s'è sparsa
ch'oggi Admeto la prende in sua consorte.
MERASPE
Ma vedi, ella qui viene:
Meglio da lei sapremo
l'evento del suo fato.
(Antigona entra.)
ANTIGONA
Qui vengo a rivederti, Admeto amato.
MERASPE
Antigona felice e fortunata,
dopo fieri contrasti la tua sorte
crudel s'è al fine placata.
ANTIGONA
Sì, quella sono.
TRASIMEDE
Concedi a me'l perdono
delle trascorse offese.
ANTIGONA
Odio serbar non so per il germano
dell'idol mio che adoro.
TRASIMEDE
Ed è ver che mi lasci?
Ah cieli, io moro.
ANTIGONA
Prence; deh ti consola;
amo, chi sempre amai; da me t'invola.
TRASIMEDE
Cruda, perfida, ingrata;
così dunque mi lasci? ah! sì, spietata,
tu mi vedrai morir, se non ottengo
quella, ch'io tanto bramo.
ANTIGONA
E che ci posso far? Meraspe;
andiamo.
(Vuol partire.)
ANTIGONA
Sì, lo sposo m'attende.
TRASIMEDE
S'egli a me ti contende,
saprà punire il cielo l'oltraggio
ch'ambi fate all'alma amante;
e poi tu mi vedrai spirarti avante.
ANTIGONA
E che ci posso far
Se non ti posso amar?
Tu piangi, tu peni,
Ma colpa mia non è
Se ad altri diedi il cor.
Consolati! Chi sà, chi sà,
Ritrovi altra beltà,
Che fida più di me
Apprezzi un tanto amor.
(Parte Antigona e Meraspe.)
TRASIMEDE
Mie speranze abbattute,
dove, dove andrete,
dal destino tradite, e dalla sorte?
Ma per qual causa incolpo del
destino i rigori? Ah, che il germano
solo causa il mio mal; empio inumano.
Armati, o core,
Di cieco sdegno!
Sveni l'indegno
Fiera impietà.
Già so che amore
Dentro il suo regno
Legge non ha.
Ma giunge il Re; da questa parte ascoso
al varco attenderò l'empio rivale;
darà la morte sua fine al mio male.