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Anonimo
Admeto

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Scena VII

Sala Regia. Meraspe, Trasimede e poi Antigona.

RECITATIVO

MERASPE
Prence, meco gioisci:
Antigona è tornata;
è nella Regia, e in questo lieto giorno
avran l'ultimo fine i suoi dolori.

TRASIMEDE
E come?

MERASPE
Per la corte una voce s'è sparsa
ch'oggi Admeto la prende in sua consorte.

TRASIMEDE
Misero Trasimede!

MERASPE
Ma vedi, ella qui viene:
Meglio da lei sapremo
l'evento del suo fato.
(Antigona entra.)

ANTIGONA
Qui vengo a rivederti, Admeto amato.

MERASPE
Antigona felice e fortunata,
dopo fieri contrasti la tua sorte
crudel s'è al fine placata.

TRASIMEDE
Antigona tu sei?

ANTIGONA
Sì, quella sono.

TRASIMEDE
Concedi a me'l perdono
delle trascorse offese.

ANTIGONA
Odio serbar non so per il germano
dell'idol mio che adoro.

TRASIMEDE
Ed è ver che mi lasci?
Ah cieli, io moro.

ANTIGONA
Prence; deh ti consola;
amo, chi sempre amai; da me t'invola.

TRASIMEDE
Cruda, perfida, ingrata;
così dunque mi lasci? ah! sì, spietata,
tu mi vedrai morir, se non ottengo
quella, ch'io tanto bramo.

ANTIGONA
E che ci posso far? Meraspe;
andiamo.
(Vuol partire.)

MERASPE
Datti pace, signor.

TRASIMEDE
Da me, tu parti?

ANTIGONA
Sì, lo sposo m'attende.

TRASIMEDE
S'egli a me ti contende,
saprà punire il cielo l'oltraggio
ch'ambi fate all'alma amante;
e poi tu mi vedrai spirarti avante.

ARIA

ANTIGONA
E che ci posso far
Se non ti posso amar?
Tu piangi, tu peni,
Ma colpa mia non è
Se ad altri diedi il cor.
Consolati! Chi , chi ,
Ritrovi altra beltà,
Che fida più di me
Apprezzi un tanto amor.
(Parte Antigona e Meraspe.)

RECITATIVO

TRASIMEDE
Mie speranze abbattute,
dove, dove andrete,
dal destino tradite, e dalla sorte?
Ma per qual causa incolpo del
destino i rigori? Ah, che il germano
solo causa il mio mal; empio inumano.

ARIA

Armati, o core,
Di cieco sdegno!
Sveni l'indegno
Fiera impietà.
Già so che amore
Dentro il suo regno
Legge non ha.

RECITATIVO

Ma giunge il Re; da questa parte ascoso
al varco attenderò l'empio rivale;
darà la morte sua fine al mio male.




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