Indice | Parole: Alfabetica - Frequenza - Rovesciate - Lunghezza - Statistiche | Aiuto | Biblioteca IntraText
Anonimo
Admeto

IntraText CT - Lettura del testo

Precedente - Successivo

Clicca qui per nascondere i link alle concordanze

Scena ultima

Trasimede e detti.

TRASIMEDE
No, no, signor, son qui;
castiga pur castiga un mostro
di furore, agitato da amore.
(S'inginocchia.)

ADMETO
Oggi è giorno di gioia,
non si funesti, no,
con l'altrui morte.
(Lo leva da terra.)
Io ti perdono. In me vuol sol la sorte
che rimanga il dolore in tanta gioia.
Antigona, Alceste: Oh cielo! o stelle!
Chi di voi seguirò?
Qual di voi lascierò?

ALCESTE
Antigona è costei! Numi, che ascolto?

ANTIGONA
No, signore; ad Alceste
devi la vita; ad ella io devo ancora
la vita tua, che preservò due volte:
si conservi fra noi salda memoria
d'un atto illustre. Alceste,
cede a un fervido amor, l'amor di gloria.
(Prende Alceste per mano, e la presenta
ad Admeto.)

ALCESTE
Generosa rivale.

ADMETO
Chi vide mai alma più bella in terra?

ANTIGONA
Stringi la sposa Admeto;
indi saper mi basta, che non è amor,
quel che a virtù contrasta.

ALCESTE
La gioia in me si avanza.

TRASIMEDE
Comincia a ravvivarsi in me speranza.

ARIA

ALCESTE
caro, caro sì,
Ti stringo al fin così
Nel sen amato.
Non più gelosia
Tormento all'alma mia
al sen piangato.

RECITATIVO

ADMETO
Ad Alceste la vita, a te l'onore
devo Antigona bella, ambe impresse
vi avrò sempre nel core.

CORO
Se un core è contento
Non sa più bramar.
fa più il tormento
Un alma penar.

Fine.




Precedente - Successivo

Indice | Parole: Alfabetica - Frequenza - Rovesciate - Lunghezza - Statistiche | Aiuto | Biblioteca IntraText

Best viewed with any browser at 800x600 or 768x1024 on Tablet PC
IntraText® (V89) - Some rights reserved by Èulogos SpA - 1996-2007. Content in this page is licensed under a Creative Commons License