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Michelangelo Buonarroti il Vecchio
Rime

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264

Come portato ho già più tempo in seno
l'immagin, donna, del tuo volto impressa,
or che morte s'appressa,
con previlegio Amor ne stampi l'alma,
che del carcer terreno
felice sie 'l dipor suo grieve salma.
Per procella o per calma
con tal segno sicura,
sie come croce contro a' suo avversari;
e donde in ciel ti rubò la natura
ritorni, norma agli angeli alti e chiari,
c'a rinnovar s'impari
pel mondo un spirto in carne involto,
che dopo te gli resti il tuo bel volto.




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