Indice | Parole: Alfabetica - Frequenza - Rovesciate - Lunghezza - Statistiche | Aiuto | Biblioteca IntraText
Ferdinando Fontana
Parigi Nuove poesie e Ellenia moderna

IntraText CT - Lettura del testo

  • POESIE VARIE
    • PER NOI
Precedente - Successivo

Clicca qui per nascondere i link alle concordanze

PER NOI

A UNA DONNA

 

Questi miei versi nacquer fortunati

Poichè alcun, fuor di noi, li leggerà;

Fiori a mensa volgar non destinati

Tu sei l'altar che i lor profumi avrà.

 

Essi son nati nel nostro giardino,

Un recesso sublime di mister;

A noi soli l'aperse un il Destino,

Ed il Destino ne cacciava ier.

 

Pari al Vecchio crudel della Montagna

Ei dona e toglie l'oasi celestial...

Ed or noi siam nella brulla campagna,

Moviam nell'ombra fra i rovi del Mal.

 

Ahi!.. Dacchè fummo reietti, e smarrita

Abbiam la strada per tornarvi ancor,

Come grave su noi pesa la vita!

Come s'invidia l'amico che muor!

 

Anima mia, io mi sento spossato

E cerco in mezzo al buio la tua man...

Anima mia, che duol l'averti amato,

L'amarti ancora e l'esserti lontan!..

 

Anima mia, la tetraggine piomba

Sul capo mio, qual corvo a cimiter;

Ne sento il rostro adunco che rimbomba

Sulla mia fronte e ne svelle i pensier.

 

Dolorando rammento. - Uomini e cose

Passan come fantasmi intorno a me;

Io più al Sol non sorrido alle rose;

La giovinezza mia restò con te.

 

Chiudendo le palpebre io ti rivedo,

Vedo i grandi occhi tuoi color del mar,

E allor ti parlo, e d'esser tuo io credo,

E allor mi sembra di udirti cantar.

 

Ma tutti i canti tuoi che suon funèbre

Han quest'oggi a volerli rammentar!

Che mestizia, s'io chiudo le palpebre,

Scorgo negli occhi tuoi color del mar!

 

Senti - Un rimorso ho qui nel cor confitto,

Un rimorso che m'empie di terror:

Noi commettemmo un orrido delitto!..

Noi seppellimmo vivo il nostro amor!

 

Noi l'inchiodammo, colla mano rea,

Dentro una bara che chiaman dover;

E, poichè sottoterra egli gemea,

Noi ci gridammo che non era ver!

 

E siam fuggiti. - Ma, ove sta la cassa,

I sogni miei mi soglion trascinar...

E sento ch'ei si muove, ch'egli squassa

Il coperchio che sopra gli inchiodàr.

 

Guai s'ei risorge dalla fossa!.. Guai!

Non più sereno Iddio cinto di fior,

Non più poeta dai teneri lai,

Non più di voluttà caldo amator,

 

Sarà bufera dagli urli tonanti,

Sarà vulcan dalla bava infernal,

Avrà la possa di mille giganti

E d'Ariman la nequizia immortal!

 

Ond'io ti prego, anima mia, piangendo

Di venir meco ov'ei sepolto sta,

Chè, ginocchioni, del delitto orrendo

Chieder voglio alla vittima pietà.

 

Evocherem tutti i ricordi: - il Maggio

Che cogli olezzi suoi ci inebbriò;

L'ore solenni, che umano linguaggio

Indarno sempre rivelar tentò.

 

Evocheremo i canti all'ora bruna;

Le notti, in cui vegliare era sognar;

In cui, con morbida luce, la luna

Parea le nostre fronti accarezzar.

 

E quando gli direm la doglia estrema

E l'amarezza che ci sta nel cuor,

Egli, il Signor della bontà suprema,

Del suo perdono ci aprirà i tesor.

 

Allor le zolle io smuoverò; tu udrai

Il legno della bara scricchiolar;

E l'amor nostro, che morrà giammai,

Uscirà fuori, e ci verrà a baciar.

 

Poi, diafano spettro, andar lontano

Noi lo vedremo, al par di pellegrin

Che non teme stanchezza od uragano,

Ma va dove lo spinge il suo Destin.

 

E sparirà. - Noi cadrem singhiozzanti

Col volto a terra, ma un canto si udrà;

Esso avrà note blande e tremolanti

E i meati del cor ne cercherà:

 

«Poveri pazzi! - È dolcezza infinita

«Ogni amarezza che vien dall'amor!

«Che volgar fogna sarebbe la vita

«Senza l'olezzo di questi dolor!

 

«Sono le angosce d'Amor le Vestali;

«Il gaudio è fiamma che brilla e che muor;

«Cadran nel fango gli umani ideali...

«Io solo ho luce d'eterno splendor.

 

Finito il canto, a noi stessi gli sguardi

Noi volgerem con un lungo sospir...

E... Orror!.. Ci accorgerem d'esser vegliardi.

E non avrem che un compito: morir!

 

 

 




Precedente - Successivo

Indice | Parole: Alfabetica - Frequenza - Rovesciate - Lunghezza - Statistiche | Aiuto | Biblioteca IntraText

Best viewed with any browser at 800x600 or 768x1024 on Tablet PC
IntraText® (V89) - Some rights reserved by Èulogos SpA - 1996-2007. Content in this page is licensed under a Creative Commons License