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Ferdinando Fontana
Parigi Nuove poesie e Ellenia moderna

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  • IMITAZIONI DAL GRECO MODERNO
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IMITAZIONI DAL GRECO MODERNO

 

 

PREFAZIONE

 

Una signorina, greca d'origine, ita­liana di cuore, l'ingegno della quale è ormai palese per moltissimi scritti pieni di finezza e di vigorìa, la signorina Matilde Serao, aveva in mente di pubblicare una raccolta di versioni in prosa di parecchie poesie d'autori greci moderni. - Già s'era messa al lavoro, quando, avendo ella avuto la gentilezza di farmene ammirare alcune, a me venne il ticchio di tentarne una imitazione in versi, sul testo, s'intende, della di lei versione; poichè, pur troppo, non solo io non ne conosco un iota del greco moderno, ma persino anche le  nozioni dell'antico, avute alla scuola, si sono (pur troppo, lo ripeto!) quasi completamente cancellate dalla mia memoria.

In parecchi punti fui fedele al testo, perchè lo potevo; in altri, non potendolo, ho dovuto ri­correre a perifrasi, che, forse, e senza forse, non riusciranno a rivaleggiare d'efficacia coll'origi­nale, ma che, ho fiducia, ne conservano, almeno in parte, il sapore e l'idea precisa. In altri punti ancora (confesso il mio peccato) la vena dell'autore greco mi prese la mano, e io osai ag­giungere qualche frase, qualche concetto mio; frasi e concetti che, mi pareva, dopo molta ri­flessione, non potessero diminuire quella vena.

Insomma, non essendo io partigiano di una traduzione di versi, fatta in versi, eppur senten­domi tentato irresistibilmente a commettere una incoerenza in proposito, - tantochè i versi mi venivano sulle labbra belli e fatti, leggendo la versione della signorina Serao; tantochè, spo­stando appena cogli occhi qualche parola, mi sentivo ronzar nella testa delle strofe intere - mi decisi a prendere un mezzo termine: di farla, cioè, secondo il metodo seguito dagli orecchianti i quali, udito un motivo, senza saper di musica, pur lo ripetono canterellando, - inesattamente, se vogliamo, avuto riguardo alle note scritte dal maestro. - ma, in ogni modo, abbastanza efficacemente da farlo riconoscere senza fatica.

 

*

 

Le Imitazioni che pubblico appartengono un po' a tutti i generi della poesia greca moderna; ho creduto bene di far così per poter dare un idea, per quanto minima, dell'influenza che ebbero in Grecia, negli ultimi anni, e le ri­voluzioni letterarie d'oggidì e le condizioni po­litiche, attraversate testè da quel paese - condizioni politiche tanto somiglianti a quelle attraversate dal nostro.

Benchè la nota patriottica predomini, ac­canto ad essa non tacciono la filosofica e la sentimentale, la romantica e la verista, l'umoristica e la classica. Vi si sente la Grecia com'è dav­vero e come somiglia a noi. Uscita di fresco dalle guerre combattute per la propria indipen­denza nazionale, come noi, essa ha ancor negli orecchi, come noi, l'eco delle canzoni ardenti di patriottismo; ma, come noi, essa tende già a una letteratura meno d'attualità; la canzone si muta in poema; dalla patria redenta si guarda il mondo.

Ho proprio fatto male a pubblicare queste Imitazioni, adunque?.. Non mi si terrà conto, almeno, delle buone intenzioni?.. È vero che di buone intenzioni, dice il proverbio «è lastri­cata la casa del diavolo...» Ma al diavolo e alla sua casa chi ci crede oramai?

Mi sono paragonato ad un orecchiante... Alla peggio mi toccherà di esser punito laddove ho peccato, e di sentirmi confondere, invece, co­gli orecchiuti... Ma a queste cose ci sono tanto abituato!


 




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