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Ferdinando Fontana
Parigi Nuove poesie e Ellenia moderna

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  • IMITAZIONI DAL GRECO MODERNO
    • DI DIONIGI SALOMOS
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DI DIONIGI SALOMOS

 

CENNO BIOGRAFICO

 

Il conte Dionigi Salomos nacque in Zante nel 1815 da famiglia nobilissima e ricca. Ebbe potente ingegno poetico e nutrì profondo amore alla libertà; poetava in lingua popolare ed i suoi canti patriottici giungevano nelle parti più lon­tane del mondo, dove si trovassero esuli ellenî. - La sua bellissima Ode alla Libertà fu tra­dotta in tutte le lingue europee ed è divenuta oggi l'inno nazionale dei Greci.

Morì a Zante nel 1857.

 

 

 

AD UNA FANCIULLA SUICIDA35

 

Tu, che cantavi un tutti i miei canti,

Tu questo solo cantar non potrai!

E non l'udrai,

Perchè ti copre il marmo sepolcral.

Ah sventura! - Sedevi al fianco mio,

Pallida, un giorno. - Io ti chiesi: «Che hai?»

Tu rispondesti: - «Ho di morte desio...

«M'arde la sete d'un succo letal!..»

 

E così fu! - Con man ferma e spietata

Tu la coppa fatal

Alle labbra hai recata!

- Attendeva la veste nuzïal

La tua bella persona... e, abbiglïata

Del drappo funeral,

Il cinico becchin l'ha sotterrata!

 

Ora un eterno sonno verginal

Dorme la forma tua; e il lercio mondo

Soffia invan, del tuo avel sopra le ajuole,

Della calunnia sua l'alito immondo!

Il lercio mondo, sentina di mal,

Le crëature

Odiò mai sempre generose e pure,

E, se infami non può, morte le vuole.

 

Ma, il novissimo giorno, - allor che avanti

Al tribunal di Dio verran le genti, -

Tu, le nitenti

Braccia agitando nella luce d'or,

All'orbe intero - agli eletti e ai dannati -

Sdegnosamante tuonerai gli accenti

Degli innocenti - spiriti oltraggiati

Abbeverati - dall'uman livor.

 

Dirai: «Signore, ero giovane e pura,

«Ero un candido fior,

«E voller di sozzura

«Macchiar vigliaccamente il mio candor!

«La fanciulla non teme altra sventura

«Che il sospettato onor...

«Ed io chiesi al velen la sepoltura!

 

«Oh!.. Ma se è vero, se è vero, o Signor,

«Che tu sai tutto, e che tutto comprendi;

«Se è ver che sei dei tristi il punitor

«Se è ver che i giusti tu premî e difendi;

 

«Oh!.. allora accendi - d'immenso furor

«Le tue saette!

«E scagliale, le lingue maledette

«Dei miei nemici a incenerir, Signor

 


 




35 Questi versi furono detti dall'autore sulla tomba di una bella fanciulla Zantiota calunniata nell'affetto purissimo che la stringeva al poeta. - Le giovinette greche li cantano spesso nei ritrovi familiari.






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