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ALCUNE
RIFLESSIONI
L'argomento di questa commedia aveva qualche
inciampo che facilmente la poteva far cadere nell'indecenza. Due donne maritate
e che vogliono avere il galante non si sogliono mettere sulla scena. Ciò corre
tutto giorno quasi da per tutto, ma sul teatro non converrebbe. Parmi averle
esposte in modo che toglie ogni ombra di scandalo.
Suppongo la cameriera invogliata scioccamente
d'imitar la padrona, ma innamorata del marito, e onesta a segno di non
lasciarsi neppure toccar la mano.
Suppongo la Dama entrata appena nel mal costume
d'avere un servente; e l'unica scena ch'ella lo ha al fianco espone non già
svenevoli leziosaggini, ma un contrasto feroce e ridicolo.
Altri avrebbe forse posto sulla scena un marito
deluso, schernito, beffeggiato. lo ho creduto bene di porvi un marito
innamorato, intrepido, e schernitore.
Altri forse avrebbe voluto che il galante
trionfasse almeno in apparenza; ed io ho creduto di doverlo presentare quale
esser, suole ognun di costoro, cioè balordo, vuoto, e pusillanime, cosicché
s'inginocchia ai piedi d'una femmina che lo sgrida, s'intimorisce quando ne
viene il marito, e si lascia beffamente discacciare.
L'eseguire le smanie, i furori, i violenti moti
delle convulsioni esige verità e decenza; e ciò si otterrà da una abile attrice
la quale non si abbandoni troppo ad impeti che la pongano in atteggiamenti
immodesti; né troppo sia negli atteggiamenti contegnosa e studiata, onde
tolgasi affatto la teatrale illusione.
La Domenica, la Margherita, la Francesca debbono
essere veramente tre donne, non uomini vestiti da donna; e queste negli sforzi
tenendo la loro padrona toglieranno ogni pericolo d'indecenza e di
sconvenevolezza.
Si allude all'esperienze
de' palloni aereostatici, che si fanno quasi universalmente in questi giorni.
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