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Aurelio Aureli
L’Orfeo

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  • ATTO III
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Scena III
Orfeo

ORFEO
Scelerato Aristeo
T'ingoi l'Abisso e le spietate Erinni
Al seno tuo s'avventino
Ed in eterno l'alma tua tormentino.
Qui Orfeo, sedendo all'ombra d'un alta quercia,
canta al suono della sua lira.
D'un amante che sospira,
Dolce lira, i fiati accogli,
Spiega, o plettro, i miei cordogli.
Piante, sassi, augelli e venti,
Ascoltate i miei lamenti.
(Qui, al canto d'Orfeo,
si muovono alcune piante
e compariscono varie fiere,
ed animali, ad ascoltarlo.)
È morta Euridice,
Mirar non mi lice
Più i raggi del Sol.
Uccidami il duol.
Quest'alma dolente
Nel Baratro ardente
Seguirla già vuol,
È morta Euridice,
[Mirar non mi lice
Più i raggi del Sol].
Sonno, tu che sopisci
I tormenti a' mortali,
Spiega placido l'ali
Su queste luci ed in perpetuo oblio
Addormenta per sempre il duolo mio.

(Qui Orfeo, vinto dal duolo, s'addormenta,
egli comparisce in sogno Euridice,
in ombra, sopra l'ali di due fantasmi.)




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