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Aurelio Aureli
L’Orfeo

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  • ATTO II
    • Scena XIII
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Scena XIII
Sala contigua a due Gabinetti l'uno
con vari strumenti musicali d'Orfeo,
l'altro con la Libraria d'Esculapio
Esculapio, Ercole, Achille

ESCULAPIO
Io vi stringo amici al petto

ACHILLE, ERCOLE
Noi con l'alma t'abbracciamo

ESCULAPIO
Qui Minerva ha'l suo ricetto.

ACHILLE, ERCOLE
Ivi Apol posar vediamo.

ESCULAPIO
Ditemi, o germi illustri? Ed a quai studi
In etàfiorita
Inoltrati vi siete?

ACHILLE
Io, di quel Nume
Che Suol temprar, a suon di Lira i carmi,
Studio le note, e canto imprese ed armi.

ESCULAPIO
E tu Alcide?

ERCOLE
Gl'arcani,
Che con ziffre di stelle il Fato orrendo
Stampa nel Cielo, a dispiegar apprendo.

ESCULAPIO
Eruditi sudori! Io ben son vago
D'udir, al suon d'armoniose corde.
Come il suo canto il forte Achille accordo.

ACHILLE
A le tue brame obbediente io servo.

ERCOLE
Io d'Opi in tanto il vasto seno osservo.

Ercole entra nel Gabinetto della Libraria e si ferma a contemplar
sopra un mappamondo il giro immenso della Terra.
Achille s'accosta verso la parte
degli strumenti musicali ad un arpicordo,
e, suonando, canta.

ACHILLE
Cupido, fra le piante,
Al varco m'aspettò,
Co'l crin d'un bel sembiante
Mi prese e mi legò.
E da chioma ch'è bionda apprese Amore,
Co' sferze d'ambra a flagellarmi il core.
Avvinta in aurei stami
Contenta l'alma sta,
E da si bei Legami
Di sciogliersi non sa.
La bellezza, cui diedi il core in dono,
I lacci porta, e il prigioniero io sono

ESCULAPIO
Di tua canora voce
Soave è il suon: ma con sì ardente affetto
Canti d'"Amor, ch'io del tuo cor sospetto.

ACHILLE
So che spirano foco i fiati miei,
(tra )
Bella Egizia ove sei?

ESCULAPIO
Ma tu co'l lumi in questo globo affissi,
Ercole, che contempli?

ERCOLE
Intento ammiro,
De l'antica Cibele,
Le quattro parti, e di quest'Orbe il giro.
Ma dimmi? e non è questa
L'Africa adusta?

ESCULAPIO
Sì, d'orridi mostri
Fecondo ha'l sen quell'arenosa terra.

ERCOLE
Saprà Alcide atterrarli in aspra guerra.
Che compassi? che sfere?
Quelle brame guerriere
Celar non so, che nel mio sen nascondo.
Purgar di mostri il Mondo
Vedrassi Alcide, e con stupor eterno
Sbranar Leoni e spopolar l'Inferno.

ESCULAPIO
Del tuo cor l'alta audacia
Fa a ciascuno palese
Quanto dei tu produr sublimi imprese.




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