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SCENA QUINTA
I suddetti, contadinelle che escono dal
romitaggio.
CORO
(osservando alla parte del romitaggio)
Voi caro al cor
Siete, o signor;
La Dio mercé,
Con voi sarò;
Buon eremita
Vi rivedrò.
Saggio profeta
Vi serbi il ciel.
Buona figliuola
Mercé il romito
Sorte e marito
Ritroverà.
L'AIO
(guardando le fanciulle)
(Se giunger vedo
Gentil donzella,
Certo il padrone
La seguirà!)
(Alle paesane)
Mie giovinotte,
Di grazia, dite,
Come giunt'è,
Quando e perché
Questo eremita?
Ditelo a me.
CORO
Ben d'otto dì...
L’AIO
(Che intesi, ahimè!)
Ben d'otto dì?...
CORO
...Che qui comparve.
L'AIO
(...Che a noi disparve,
Che a noi fuggì.
Questo è un affare
Ben singolare
Che mi stordì.
Qui v'ha un mistero!...
Questo eremita
Che ognuno onora,
Che ognuno implora,
E che si adora
Forse egli mai,
Fosse il mio caro
Conte d'Ory?)
Quel malandrino
M'è qui vicino;
Certo ch'io son,
Qui nascosto egli è.
CORO
(Che volge in capo
Quel viator?
Tetro m'appare,
Di tristo umor.)
(Fissando con occhio di sospetto l'Aio)
Partir conviene,
Sortiam di qui.
(Partono).
L'AIO
(andando incontro ad Alice,
che esce dal romitaggio)
L'eremita, mia bella,
Ove potrò veder?
ALICE
Fra breve qui sarà:
Dee qui venir; Madama la Contessa
Lo brama consigliar...
ISOLIERO
(con gioia)
Davver?...
ALICE
Sopra d'ignoto mal
Che sì la tiene oppressa.
L'AIO
Grazie, mia buona figlia.
(Si farà dunque veder!)
ISOLIERO
(Ella viene!
Qual gioia e piacer!)
L'AIO
(Questa bella Contessa
Dal guardo seduttor,
Mi rafferma nel cor
Una prova più forte.)
(Ad Isoliero)
M'attendi; io vado a rintracciar le nostre
Scorte: (con loro assieme
Ritornerò per confermar miei dubbi,
O almen li struggerò.)
(Parte).
(Alice si ritira d'altra parte).
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