|
SCENA SECONDA
Le suddette, Ragonda torna agitata.
RAGONDA
Sull'empio, e non cadran l'ire divine?...
(sdegnata)
Quale orror!
CONTESSA
Che mai fu?...
RAGONDA
Che mai s'udì!...
CONTESSA
(agitata)
Parla, ti spiega ormai!...
RAGONDA
Trista colpa e peggior del Conte Ory!...
Alquante sciagurate pellegrine,
Che l'infame persegue,
Ahimè! giunser fin qui;
E per la notte almeno
Vi cercano ricetto...
CONTESSA
Tutto ottengan da me.
RAGONDA
Vi seppi prevenir... Tutto disposi.
Serbiamo ai lor martir qualche mercé.
CONTESSA
Quante saranno, amica, le meschine?...
RAGONDA
Dieci saranno...
CONTESSA
Ahi! troppo!...
RAGONDA
E forse più!
Quale contegno!
CONTESSA
Gli anni lor?
RAGONDA
Quaranta.
CONTESSA
La figura?
RAGONDA
Orrenda!
Quel Conte Ory mi dà timor.
Chete le ho fatte entrar
In pace e sofferenza.
Esse tremano ancor
Di freddo e di terror.
Tributarvi una vuol
La sua riconoscenza.
Di vedervi un istante
Ricerca essa il favor...
Ma sen viene... mi sembra...
Si avvicina...
CONTESSA
Va ben!...
Lasciateci, per or...
RAGONDA
(al Conte Ory, presentandolo
alla Contessa e partendo colle altre)
A lei... senza timor.
CONTESSA
(Dicea Ragonda il ver;
Quanto modesta ell'è!)
Venite, madama; venite a me.
|