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SCENA TERZA
Il Conte Ory, travestito da pellegrina.
Rimane alquanto distante dalla Contessa,
con molta riserva. La Contessa Adele.
CONTE
Ah! qual rispetto, o donna,
De' pregi tuoi m'accende!...
L'anima mia pretende
Spiegarti alfin l'ardor.
CONTESSA
(attonita)
L'ardor!
CONTE
(correggendosi)
La tua bontade, la tua bell'alma
A noi salvò l'onor.
CONTESSA
Di me superba io sono
Se un'alma vil domai;
Son lieta se salvai
Sì amabile virtù.
CONTE
(tra sé sorridendo)
Virtù!...
CONTESSA
A questo core tornò la calma
Né languirà mai più.
CONTE
Nel mio core sempre impresso
Resterà cotanto amore.
(Va per baciarle la mano).
Questa mano sul mio core
Sempre, sempre resterà.
CONTESSA
(con qualche risentimento ritira la mano)
Che fate, oh ciel!... Vi prego...
CONTE
Di mia riconoscenza
Io v'offro il sol tributo,
E senza il vostro aiuto...
Ohimè, qualor io penso
Che offeso era il mio onor,
Io tremo e gelo in cor.
CONTESSA
(con bontà stendendogli la mano)
Calmate il vostro foco...
CONTE
(baciandole la mano con trasporto)
Ah, signora!...
CONTESSA
Qui salvo è il vostro onor.
(Da sé)
Di quale ardor si accende?...
La man, la man le trema:
L'opprime ancor la tema,
Tranquilla ancor non è.
(Al Conte)
Qui voi potete alfin
Sfidare il Conte Ory.
CONTE
(da sé)
Convien l'ardor ch'io provo
Sopir nel petto mio;
Un sol pensiero, oh Dio,
Soltanto regna in me!
(Alla Contessa)
Qui voi potete lieta
Sfidare il Conte Ory.
Lo dicon temerario.
CONTESSA
Meco esser de' il contrario.
CONTE
Si crede ch'egli vi ami.
CONTESSA
Ah, invan fia che lo brami.
CONTE
Per ottener mercede
S'ei vi cadesse al piè,
Che mai fareste allor?
CONTESSA
L'audacia sua d'un punto
Saprei punire allor.
Quel vil che insulta
La nostra pace,
Tremar l'audace
Del ciel dovrà.
A me fia caro
Quel solo oggetto,
Che il foco in petto
Celar saprà.
Ma chi alla forza
Si affida, insano,
Pretende invano
La mia pietà.
CONTE
(da sé)
(Con me severa,
Crudel, tu sei;
Ma i lacci miei
Son tesi a te.
Io già la veggo
Smaniosa, irata,
Già sconsolata
Cadermi al piè.
Poi d'un sorriso
Mi mostra appieno
Che il suo bel seno
Crudel non è).
(Odesi rumore al di fuori).
CONTESSA
Son qui le vostre fide compagne.
CONTE
(Io li sento... essi son!)
(Osservando nel fondo della scena e ridendo)
Ah sì! Son esse!...
(In veste femminile i cavalier!...)
CONTESSA
(fa un cenno e si appronta
una tavola con latte e frutta)
Io vuo' che vi si appresti
Del latte e delle frutta...
CONTE
(bacia la mano della Contessa,
che esce osservandolo con interesse)
Quale bontà celeste!...
(Il Conte la segue cogli occhi,
indi accennando la tavola)
L'ordinario è frugal
Ed il cibo è modesto;
Così non è fatal.
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