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Il Conte Ory

IntraText CT - Lettura del testo

  • ATTO SECONDO
    • SCENA DECIMA
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SCENA DECIMA
Il conte Ory dalla sua stanza, Isoliero, sulla
poltrona. La Contessa, ritta, accanto a lui.
La scena è nella più profonda oscurità.

CONTE
(piano)
Cheti al favor
Di notte tenebrosa,
Moviam il piè,
Lieti avanziam
E senza ella destar:
Ch'io ceda è ben
All'alma crucciosa!
Amor mi colse,
Né potrei riposar.
D'amor e di speranza
In sen mi batte il cor.
La notte ed il silenzio
M'infondono lieto umor.

CONTESSA
Di tema e di speranza
In sen mi batte il cor.
La notte ed il silenzio
Mi accrescono il terror.

ISOLIERO
Di tema e di speranza
In sen mi batte il cor.
La notte ed il silenzio
Raddoppiano il suo error.
(Piano alla Contessa)
Parlate!

CONTESSA
Chi va ?

CONTE
(Ell'è!) Suora Giannetta,
In questa stanza sola,
Ove non può dormir...
Ahi! tutto langue!
Tutto l'inquieta!...
Tanto ha timor...
Mi permettete
Ch'io possa a voi venir?...

ISOLIERO
(E cólto nella rete!)

CONTESSA
(Infame traditore!)

CONTE
(avvicinandosi a Isoliero)
Oh dolce e caro istante,
Se in due noi siam!
Qual gioia al cor!

ISOLIERO
(Sì, in due noi siam!)

CONTE
Ah, non si ha timor.

CONTESSA
Che fate voi!

CONTE
(stringendo la mano d'Isoliero)
Non s'ha, non s'ha timor
Se questa man
Mi preme il cor.
(Isoliero stringe al core la mano della
Contessa).

CONTESSA
(Ei preme la mia mano al cor! )

ISOLIERO
(piano alla Contessa, con passione)
Beltà severa,
Non vi opponete,
Sola potete,
Far lieto un cor!

CONTE
Oh ciel, qual gioia!...
Oh qual piacer!
D'amore e di speranza
In sen mi batte il cor.
La notte ed il silenzio
M'infondon lieto umor.

ISOLIERO
Di tema e di speranza
In sen mi batte il cor.
La notte ed il silenzio
Raddoppiano il suo error.

CONTESSA
Di tema e di speranza
In sen mi batte il cor.
La notte ed il silenzio
M'accrescono il terror.
Di lasciarmi or vi scongiuro,
Suor Giannetta, ite da me.

CONTE
Voi lasciar? ah no! giammai!...
Io rimango a' vostri piè.

CONTESSA
(Io tremo, oh ciel! Che mai vorrà!)

CONTE
È l'ardor che mi divora,
Sono amante che vi adora.

CONTESSA
Giusto Ciel! Qual traditor!

CONTE
L'amor che offusca la ragion
M'otterrà da voi perdon.
(Baciando la mano a Isoliero)
Lasciate, a voi io la reclamo...
Questa man da voi, sol bramo.

CONTESSA
(Troppo a me lo stringe amor.)
Cheta orsù!...

CONTE
Un nume ancor
Puote amarvi egli di più?
(Si sente suonare replicatamente
la campanella del castello.
Poi suonano le trombe, prima
da lontano, poi da vicino).

CONTESSA, ISOLIERO e CONTE
Qual sento mai fragore
Di trombe ad echeggiar!...

CONTESSA e ISOLIERO
Non più timor; ci vengono a liberar!

CONTE
(Oh qual periglio! È vano lo sperar!...)
(La Contessa si ritira).
Oh Ciel! Quale rumor!

ISOLIERO
(avanzandosi)
È l'ora del ritorno,
È d'uopo di partire, o mio signor...

CONTE
(assai sorpreso e sdegnato)
È il mio paggio Isolier!...

ISOLIERO
Quegli che al sen vi strinse
E che voi supponeste la Contessa.

CONTE
Ah! che tradito or son!...
(minaccioso)
Temi il mio sdegno!...

ISOLIERO
Non vi rendete a vostro padre indegno.
(Odesi di nuovo squillo di trombe più vicino).
Ei giunge qui... Odo l'araldo...

CONTE Oh ciel!...




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