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Aristotele
Protreptico
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Testo
B17
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B17
) Se dunque 1) il
fine
è sempre
migliore
della cosa (
perchè
tutto si
genera
in
vista
dello
scopo
e il "ciò per cui" è sempre
migliore
e il
meglio
di tutto), se poi 2) il
fine
conforme
a
natura
è ciò che viene
raggiunto
per
ultimo
nel
processo
del
divenire
, quando questo si
sviluppi
con
continuità
fino
al
compimento
; se
inoltre
assumiamo
3) che nell'
uomo
prima
giunge
a
compimento
il
corpo
, e
soltanto
in
seguito
ciò che
concerne
l'
anima
, e che il
compimento
di ciò che è
migliore
è sempre
successivo
alla sua
generazione
; se dunque
assumiamo
che 4) l'
anima
viene all'
essere
sempre dopo il
corpo
, e che a sua
volta
all'
interno
dell'
anima
la
facoltà
della
mente
viene all'
essere
per
ultima
(
poichè
vediamo
che questa per
natura
è l'
ultima
che si
origina
nell'
uomo
, e questa è la
ragione
per cui l'
unico
bene
il cui
possesso
la
vecchiaia
reclami
); 5)
ammesso
tutto questo, allora la
facoltà
della
mente
è per
natura
il nostro
fine
, ed il suo
esercizio
costituisce
lo
scopo
ultimo
in
vista
di cui siamo
nati
.
Posto
che noi siamo
stati
generati
conformemente
a
natura
, è allora anche
chiaro
che
esistiamo
per
pensare
ed
imparare
. (
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