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Aristotele
Etica a Nicomaco

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11. [Costituzioni politiche, strutture familiari, e corrispondenti forme di amicizia].

[10] È manifesto che in ciascun tipo di costituzione c’è amicizia nella misura in cui c’è anche giustizia. L’amicizia tra un re ed i suoi sudditi sta nel fatto che il re fa loro più benefici di quanti non ne riceva: egli, infatti, fa del bene ai sudditi, se, essendo buono, si prende cura di loro, per farli star bene, come un pastore si prende cura delle sue pecore; perciò anche Omero 267 chiamò [15] Agamennone "pastore di popoli". Di tal natura è anche l’amicizia di un padre: differisce, però, per la grandezza dei benefici, giacché egli dona ai figli l’esistenza, che è ritenuta il più grande dei beni, e nutrimento ed educazione. E questi benefici si attribuiscono anche ai progenitori. Inoltre, è per natura che il padre ha autorità sui figli, i progenitori sui discendenti, il re sui sudditi. [20] Ma queste amicizie si fondano su una superiorità, ed è perciò che i genitori vengono anche onorati 268. Per conseguenza, anche la giustizia, in esse, non è la stessa cosa, ma varia col merito: così, infatti, varia anche l’amicizia. L’amicizia tra marito e moglie è la stessa che c’è anche nel regime aristocratico, giacché è corrispondente al valore personale, e al migliore ne va di più, e a ciascuno quanto ne conviene: [25] ma è così anche per la giustizia. L’amicizia tra fratelli, poi, assomiglia a quella tra compagni d’arme, perché sono uguali e vicini d’età, e quelli che hanno queste qualità hanno per lo più passioni e caratteri simili. Ma assomiglia a questa anche l’amicizia corrispondente alla costituzione timocratica, giacché in essa i cittadini vogliono essere uguali e virtuosi: per conseguenza, il potere è esercitato a turno, e su una base d’uguaglianza; così, quindi, [30] si caratterizza anche l’amicizia corrispondente. E nelle deviazioni, come la giustizia si riduce a poco, così anche l’amicizia, e la più piccola si trova nella costituzione peggiore: nella tirannide, infatti, non c’è affatto amicizia o ce n’è poca. Quando non c’è nulla di comune tra chi governa e chi è governato, non c’è neppure amicizia tra loro, giacché non c’è giustizia: per esempio, tra artigiano e strumento, [35] tra anima e corpo 269, tra padrone e schiavo: [1161b] infatti, tutte queste cose ricevono delle cure da parte di chi le usa, ma verso esseri inanimati non è possibileamiciziagiustizia. Ma neppure verso un cavallo o un bue, né verso uno schiavo in quanto schiavo. Non c’è niente di comune, infatti, in quanto lo schiavo è uno strumento animato, e lo strumento è uno schiavo inanimato. [5] Quindi, non è possibile amicizia verso di lui in quanto è schiavo, ma è possibile in quanto è uomo: si ritiene, infatti, che ogni uomo può avere un rapporto di giustizia con chiunque abbia la possibilità di avere in comune con lui una legge o un patto; e, per conseguenza, si potrà avere anche un rapporto d’amicizia con uno schiavo nella misura in cui questi è un uomo. Quindi, è in piccola misura che anche nelle tirannidi sono possibili le amicizie e la giustizia, mentre nelle democrazie [10] sono possibili in misura maggiore, perché tra coloro che sono uguali sono molte le cose in comune.

 




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