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Aristotele
Etica a Nicomaco

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6. [La concordia].

Anche la concordia è, manifestamente, un sentimento di amicizia. È per questo che la concordia non è identità di opinioni: questa, infatti, può esserci anche tra uomini che non si conoscono fra di loro. Né si dice che sono concordi uomini che la pensano alla stessa maniera su un argomento qualsiasi, [25] per esempio sui fenomeni celesti (giacché non è un fatto di amicizia l’essere concordi su queste cose), ma si dice che nelle città vi è concordia quando i cittadini la pensano alla stessa maniera a proposito dei loro interessi, e scelgono e mettono in pratica le stesse cose, quelle che hanno comunitariamente giudicate opportune. Sono concordi, quindi, sulle cose da farsi, almeno su quelle importanti e che possono soddisfare [30] le due parti o tutte le parti interessate. Per esempio, le città si dicono concordi quando tutti i cittadini ritengono opportuno che le cariche siano elettive, o che ci si allei con gli Spartani, o che Pittaco 295 eserciti il potere per tutto il tempo che anch’egli lo voglia. Ma quando, di due rivali, ciascuno vuol essere lui ad esercitare il potere, come i due nelle Fenicie 296, allora c’è la guerra civile: infatti, essere concordi non significa che l’uno e l’altro intendano la stessa cosa, qualunque essa sia; [35] si è bensì concordi quando l’uno e l’altro intendono che sia la stessa persona ad avere la stessa cosa, per esempio, quando sia il popolo [1167b] sia la classe dirigente vogliono che siano i migliori a detenere il potere: in questo modo, infatti, tutti ottengono quello cui aspirano. Quindi, la concordia è manifestamente un’amicizia politica, come pure si dice comunemente, giacché riguarda gli interessi e ciò che serve a vivere. Tale concordia si trova [5] nella classe dirigente: i suoi appartenenti, infatti, sono concordi sia ciascuno con se stesso, sia gli uni con gli altri, poiché, per così dire, si tengono sul medesimo terreno (le volontà di tali uomini sono stabili e non rifluiscono continuamente come l’Euripo 297), vogliono le cose giuste e vantaggiose, e a queste tendono anche come comunità. Gli uomini cattivi non sono in grado di essere concordi, [10] come anche di essere amici, se non per poco, perché tendono a prendersi di più degli altri, quando si tratta di vantaggi, ma a tenersi indietro quando si tratta di fatiche e di servizi pubblici. Poiché ciascuno vuole per sé questi vantaggi, spia il prossimo e lo ostacola: e quando i cittadini non se ne curano, il bene comune va in rovina. Succede, quindi, che tra di loro nasce la guerra civile, [15] perché cercano di costringere gli uni gli altri a fare ciò che è giusto, mentre essi stessi non vogliono farlo.

 




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