I.
Siamo in quella punta della provincia di Mantova dove il Po,
raccolte dalla opposta riva le torbide acque dell'Enza, si getta a un tratto
verso settentrione, discendendo per ampio letto fino allo sbocco dell'Oglio. È
questo, per così dire, l'ultimo addio che il regal fiume volge repentinamente alla
catena delle Alpi di dove è uscito, per poi riprendere come l'aquila romana il
suo cammino contro il corso del sole, e così avviarsi difilato, al mare.
Le terre comprese da questa subitanea svolta del Po non sono
belle: sono buone in grandissima parte. Chi muove sull'argine che tutte le
difende, può bensì vagare cogli occhi dalle nevi del Baldo fino alle più
modeste curve del più prossimo Apennino, ma chi abbandona la riva e si spinge
verso terra, deve determinare il proprio orizzonte valendosi qua d'un
albero e là d'un campanile, e se questo giovi all'ampiezza ed alla varietà
della scena è molto facile immaginare.
* *
Era vicina la sera di una giornata nè brutta nè bella, a mezzo
aprile, ed uomini e donne andavano a gara a chi faceva più rumore in una
fattoria non molto lunge dall'abitato, detta da secoli la Casanova. Dio
ci scampi da quella novità, da quei muri screpolati, da quelle pietre
scoperte! Un carro, mezzo pieno di roba verde per le bestie, era entrato
cigolando sotto il portico interno, e fra i bisbigli delle donne, e il vociare
più sommesso degli altri uomini, emergeva, ruvida e sgarbata, una voce
cavernosa di basso profondo:
— Fate presto, fate presto. E voi un'altra volta aggiogateli
un po' meglio. Giù questa paglia, santa pazienza! Con quelle marmotte di donne
che stanno là a pettegolare, e non vedono che un carro, da solo, io non lo
posso cacciare in là!
Non lo avesse mai detto! Un soprano sfogato si affacciò alla
porta dell'andito con una caldaja in mano, e montando su su fino alle più alte
note che avesse in gola, strillò:
— Già. Pianterò qui la lisciva bollente per dar mano a voi. Un
bucato di sei mesi con dentro tutta la canapa e tutti gli stoppacci. Bella
testa! Con tante quaresime che avete sulla schiena.
L'altro, quasi ammutolito, borbottava fra sè rabbiosamente,
quando una ragazzona sui vent'anni escì di corsa dall'andito, e posata
vigorosamente una spalla di fianco al carro, gli diede una tale spinta che
dopo, fra il padre e lei, ebbero un bel fare per trattenerlo a tempo.
Poi daccapo un'altra corsa, e tornò a casa senza dire una
parola, allo stesso modo di prima.
Era un bel pezzo di grazia di Dio, venuto forse al mondo per
far vedere come i peggiori alimenti non tolgano sempre di arrivare alla più
soda e consistente solennità di forme. Il breve corsetto bianco e la statura
non molto alta scemavano in parte l'effetto troppo maestoso della sua persona,
ed anche la testa pareva quasi diventar piccina veduta così fra due spalle che
facean per quattro; ma nessun confronto, nemmeno quello delle nude braccia,
bastava a salvarle le mani, e a fare che non paressero, come erano aimè,
proporzionate e giuste. Aveva i capelli nericci e crespi, tirati a forza dietro
le orecchie, e i lineamenti bene armonizzati con le tinte calde del viso, dove
il sole, il vento, ed il vigor naturale, sbizzarrendo in compagnia, avevano
messo assieme una specie d'intenso incarnato, che tenea del rubino, più assai
che non tenesse della rosa gentile.
Lo scalpello di madre natura, lavorando senza amore su quel
carnevale di salute, su quella pompa superba di muscoli e di polpe, aveva
lasciato da canto la viva fonte di grazia e di bellezza che è la linea curva,
per valersi più sbrigativamente di quella tonda, cosicchè la ragazza, nata e battezzata per Giovannina,
aveva dovuto rassegnarsi, da qualche anno, al massiccio accrescitivo di Giovannona.
L'aveste veduta dieci minuti dopo! Un prigioniero, stretto
alla stiva di una galea, non avrebbe potuto arrancare con maggior lena sul
remo, di quello che essa, china su di un pajuolo che pareva uno stajo, non
rimenasse infaticabilmente il giallo pane di tutti i suoi. A vederla, pareva un
gioco, ma provarcisi bisognava, con quel po' di foco a tre palmi dal viso, e
con quella pasta che diventava sempre più dura, man mano che l'acqua se ne
andava in fumo!
Quando ebbe percorso all'infinito e per tutti i lati quel
tenace ammasso di molta farina e di pochissim'acqua, nel quale girava e
rigirava il mestone come se avesse lavorato dentro ad un vaso d'olio; quando fu
ben certa che un solo pizzico di roba asciutta non avrebbe potuto far fede ai
posteri della sua pigrizia, allora tolse il pajuolo dal foco, lo mise a terra,
spianò ben bene ogni cosa con un mestolo bagnato, e poi, uno due e tre, ecco lì
già ribaltata sul tagliere una polenta grande come l'eternità.
Prima a comparire fu la madre, Nunziata, la quale non aveva
ancora smesso di dar dell'orso al povero marito, cioè a Domenico Gervasi detto
Stentone: un uomo tutto braccia e tutto gambe, così magro ed ossuto che pareva
l'inedia; ed insieme a costui apparvero poco dopo e il suo figliuolo Pompeo, e
una giovinotta del vicino villaggio, a nome Peppina, che ajutava da più giorni
le donne a mandar innanzi il grande bucatone della primavera.
Erano in cinque e parevano in cinquanta. Stentone, rimasto
sull'uscio, s'affannava tuttora a mandare i suoi ultimi ordini al bifolco,
ritto in piedi ad ascoltarlo sulla porta della stalla; Pompeo correva dietro a
Peppina che gli aveva nascosto le scarpe e lo forzava così a camminare a piedi
nudi sui mattoni freddi; Giovannona apriva e chiudeva tutti i canterali in
cerca di un po' di filo per tagliar la polenta; e la madre, verbosissima, non
moveva un passo di qua o di là senza parlare da sola ad alta voce e dire: «Ora
anderemo a prender l'olio! Ora anderemo a spillar l'aceto!» e così di seguito
col sale, il pepe e l'aglio, cinque anderemo in tutto.
Sedettero finalmente nel nome di nostro Signore Iddio. Stavano
già mangiando da dieci minuti quando l'amico nostro, benissimo acconciato nei
panni e coll'andatura non punto simulata dell'uomo stanco, s'affacciò
timidamente all'uscio, e disse in buon milanese:
— Buona sera! Vorrei parlare col capo di casa.
I cinque si voltarono tutti d'un pezzo, e Peppina, la quale si
curava men degli altri di sapere che ci fosse di nuovo, diede subito fuori le
sue impressioni personali, e disse:
— Oh che bell'uomo!
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