Indice | Parole: Alfabetica - Frequenza - Rovesciate - Lunghezza - Statistiche | Aiuto | Biblioteca IntraText
Arturo Issel
Fra le nebbie del passato

IntraText CT - Lettura del testo

    • La dimora del pastore.
Precedente - Successivo

Clicca qui per nascondere i link alle concordanze

La dimora del pastore.

 

La capanna sorgeva sopra un dosso rupestre, all'ombra d'una quercia annosa, della quale sporgevano dal terreno, allo scoperto, vigorose radici aggrovigliate, simili a serpenti.

Il Cornei si affrettò a predisporre la propria dimora per modo che avesse a riuscir più gradita all'ospite: ravvivò la fiamma del focolare e vi aggiunse legna, adunò nell'angolo più riparato dell'abituro un soffice letto di muschi e foglie secche, calò dinanzi all'uscio una cortina di pelli che intercettasse i raggi troppo vivi del sole nascente, collocò sopra un sasso, che era il suo desco, una tazza di terra cotta, nella quale da un bel favo stillava limpido miele, e accanto pose un pugno di nocciuole; poi, chiamata, la sua capra favorita, si fece a mungerla per offrire alla giovanetta il ristoro di una bevanda sana e tepida. Inoltre, le presentò un mazzo di erbe aromatiche, esortandola a sperimentarne le virtù balsamiche per la cura delle ferite e delle contusioni che l'avevano offesa durante la fuga. Ciò fatto, comandò ai cani che si avvicinassero e cessassero di ringhiare, e, afferrata la mano destra della straniera, si fece ad accarezzare con questa il capo dei due botoli, per cementare così il patto d'amicizia che intendeva fosse stretto fra i suoi inquilini; e, perchè nessuno mancasse, presentò a Nida l'agnellino candido da lui preferito. Ma aveva dimenticato uno dei suoi famigliari, forse il più caro, e perciò si affacciò all'uscio, ripetendo molte volte ad alta voce, il richiamo "gi, gi, gi". Ed ecco ad un tratto scendere a balzelloni dai rami della quercia un grosso scoiattolo bruno, dalla folta coda eretta, il quale, spiccato un salto sulla spalla del Cornei, balza da questa in grembo a Nida, che si era seduta dinanzi al desco improvvisato, come per chiederle di partecipare al festino.

 

Risultati vani i tentativi per rintracciare la Nida, ed informato del ricovero che essa aveva prescelto, il Garbuta fu invasato da sfrenato furore, e concepì allora il proposito di vendicarsi atrocemente; e, all'uopo, si assicuro il concorso di alcuni compagni affine di assalire all'improvviso il Cornei, nella sua capanna, togliergli la donna e gli armenti, ed ucciderlo, se avesse opposto resistenza. Ma il reo disegno fu divulgato, e, quando, profittando di una notte oscurissima, gli aggressori si avvicinarono furtivamente alla dimora del pastore, credendo di coglierlo nel sonno, subirono invece un attacco vigoroso da parte di numerosi amici suoi, appostati nel bosco attiguo. Dopo una zuffa sanguinosa, il Garbuta e i suoi furono costretti a ritirarsi confusi e scornati, ripromettendosi di sfogare più tardi il loro livore.

Fin d'allora, anzi in quei tempi remoti ben più che nei nostri, dall'odio germogliava l'odio, e la rappresaglia suscitava la vendetta; laonde è facile intendere come l'episodio che son venuto narrando, abbia provocato una lunga sequela di recriminazioni e discordie intestine fra i Sabazi.

 

 




Precedente - Successivo

Indice | Parole: Alfabetica - Frequenza - Rovesciate - Lunghezza - Statistiche | Aiuto | Biblioteca IntraText

Best viewed with any browser at 800x600 or 768x1024 on Tablet PC
IntraText® (V89) - Some rights reserved by Èulogos SpA - 1996-2007. Content in this page is licensed under a Creative Commons License