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Arturo Issel
Fra le nebbie del passato

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    • I Romani domano il nemico col fuoco.
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I Romani domano il nemico col fuoco.

 

Irritato di veder così delusa la sua aspettativa, e risoluto a troncare ogni altro conato di resistenza, Fulvio impone ai Liguri la resa a discrezione; e, siccome non rispondono, ordina alle sue milizie, di accumulare stoppie, fascine e rami d'albero alla bocca della spelonca.

Considerando i suoi come irreparabilmente perduti, il Nibbio bramava che le donne (fra queste Ero e Nida) e i fanciulli uscissero dalla grotta e si affidassero alla generosità del nemico; ma alle sue ingiunzioni furono sorde le spose, le sorelle e le madri. Tutte ad una voce dichiararono che non intendevano separare la propria sorte da quella degli uomini. "Noi pure, esclamarono, noi pure sapremo morire!"

Il crepitìo e il denso fumo annunziarono come fosse iniziata contro quei miseri l'estrema rappresaglia. In breve divamparono le fiamme e raddoppiò il fumo. Da principio i condannati all'orribile supplizio si sottrassero all'asfissia, insinuandosi nelle anfrattuosità più remote del sotterraneo, ma a poco a poco anche in queste l'aria si fece irrespirabile. Alcuni riuscirono a ritardare la propria fine avvicinando la bocca ad esili fessure della roccia che mettevano all'esterno; fu però breve indugio. Da prima rimasero soffocati i bambini e i vecchi, poi tutti caddero tramortiti.

I pianti, le imprecazioni e i gemiti che echeggiavano sotto quelle volte sinistre, illuminate dal bagliore delle fiamme, grado grado si affievolirono, e regnò in breve un silenzio di tomba.

Allorchè furono rimossi dagli assedianti i tizzoni ancora fumanti, che ingombravano la apertura della caverna, apparve in tutto il suo orrore l'eccidio compiuto. Il suolo era sparso di corpi umani aggrovigliati, molti dei quali accusavano coi loro atteggiamenti gli spasimi sofferti dai vinti! Pochi respiravano ancora; fra questi il Nibbio, che fu sollecitamente assistito.

 

Gli episodi coi quali si chiudono le scene che mi studiai di adombrare non sono strettamente connessi alle vicende narrate fin quí, perchè non figurano in tutti i medesimi personaggi, e si produssero più tardi. Essi spargono tuttavolta uno sprazzo di luce sulla evoluzione subita dai Liguri, ed accennano, da una parte, al fatto che, esteso e rinvigorito il dominio romano, essi, ad onta di reiterate ribellioni, si piegarono finalmente alla nuova signoria, e, dall'altra, al sorgere e al diffondersi del Cristianesimo, il quale, mitigando i costumi, affievolì gradatamente l'ostilità che divideva i vincitori dai vinti e diede origine ad una nuova era e ad un nuovo popolo.

 

 




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