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I
Romani domano il nemico col fuoco.
Irritato di veder così delusa la
sua aspettativa, e risoluto a troncare ogni altro conato di resistenza, Fulvio
impone ai Liguri la resa a discrezione; e, siccome non rispondono, ordina alle
sue milizie, di accumulare stoppie, fascine e rami d'albero alla bocca della
spelonca.
Considerando i suoi come irreparabilmente
perduti, il Nibbio bramava che le donne (fra queste Ero e Nida) e i fanciulli
uscissero dalla grotta e si affidassero alla generosità del nemico; ma alle sue
ingiunzioni furono sorde le spose, le sorelle e le madri. Tutte ad una voce dichiararono
che non intendevano separare la propria sorte da quella degli uomini. "Noi
pure, esclamarono, noi pure sapremo morire!"
Il crepitìo e il denso fumo
annunziarono come fosse iniziata contro quei miseri l'estrema rappresaglia. In
breve divamparono le fiamme e raddoppiò il fumo. Da principio i condannati
all'orribile supplizio si sottrassero all'asfissia, insinuandosi nelle
anfrattuosità più remote del sotterraneo, ma a poco a poco anche in queste
l'aria si fece irrespirabile. Alcuni riuscirono a ritardare la propria fine
avvicinando la bocca ad esili fessure della roccia che mettevano all'esterno;
fu però breve indugio. Da prima rimasero soffocati i bambini e i vecchi, poi
tutti caddero tramortiti.
I pianti, le imprecazioni e i
gemiti che echeggiavano sotto quelle volte sinistre, illuminate dal bagliore
delle fiamme, grado grado si affievolirono, e regnò in breve un silenzio di
tomba.
Allorchè furono rimossi dagli
assedianti i tizzoni ancora fumanti, che ingombravano la apertura della
caverna, apparve in tutto il suo orrore l'eccidio compiuto. Il suolo era sparso
di corpi umani aggrovigliati, molti dei quali accusavano coi loro atteggiamenti
gli spasimi sofferti dai vinti! Pochi respiravano ancora; fra questi il Nibbio,
che fu sollecitamente assistito.
Gli episodi coi quali si
chiudono le scene che mi studiai di adombrare non sono strettamente connessi
alle vicende narrate fin quí, perchè non figurano in tutti i medesimi
personaggi, e si produssero più tardi. Essi spargono tuttavolta uno sprazzo di
luce sulla evoluzione subita dai Liguri, ed accennano, da una parte, al fatto
che, esteso e rinvigorito il dominio romano, essi, ad onta di reiterate
ribellioni, si piegarono finalmente alla nuova signoria, e, dall'altra, al
sorgere e al diffondersi del Cristianesimo, il quale, mitigando i costumi,
affievolì gradatamente l'ostilità che divideva i vincitori dai vinti e diede
origine ad una nuova era e ad un nuovo popolo.
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