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Gian Pietro Lucini
Le antitesi e le perversità

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IV Episodio: L’Episodio dell’Interludio Isterico

 

La Passante

 

L’Ignoto è l’Infinito: è un diamante nero

chiuso e severo nell’impenetrabilità:

è un’assoluta ed enorme carità

pel bisogno di credere.

Ed essere guardata e ricondotta

pei cammini vietati

e passare sui prati dell’erbe sotterranee,

e chinare la testa nelle grotte

della profonda notte senza luna,

e non aver nessuna, nessuna paura

perché l’anima nostra s’infutura

nel gesto volontario che squarcia il saputo

per giungere al mistero...

È il diamante nero, chiuso e severo,

sono dell’occhi immobili, fascinatori,

un sorriso di luce ed un sogghigno d’ombra...

E trovare colui che mi conduce,...

guida irreale, padre spirituale

nel profondo, giù, alla fine, o sopra alle nuvole...

respirando al sublime trionfo conquistato,

sopra al sangue versato sulla virtù morente,

attiva e paziente, schiava e padrona,

respirando il profumo della Morte e della Vita

ritte in faccia alle porte

dell’Infinito...

Oh tramonto squisito e pauroso:

oh nascer radioso, infinitamente crudele,

crudele e cattivo perché ciascun motivo

ha la partecipazione del delitto e dell’amore,

come un fiore che odora e che avvelena.

Infinito, Ideale:

questo non si può esprimere, Dio,

cui non raggiungon l’ale temprate alla speranza,

che è intenso e vibrante come un vizio,

lucido come un’umiliazione.

Ed avere paura ad apprestarsi

a goder del timore come di una sacra voluttà. –

Oh il mio cuore si tormenta e si nutrisce

d’idee e fiorisce nel mistero, cuore pallido,

pallida bambina, pallido sentimento,

per la vita, alla vita; ecco il peccato

non mai prima narrato,

ecco compresa in fine l’angoscia per averla saputa.

 

Il Passante

 

Pensate?

 

La Passante

 

Perché mi turbate?

 

Il Passante

 

Volete?

 

La Passante

 

Ahimé!

 

Il Passante

 

Basta questo perché per essere compresa da tutto il mondo!

 

La Passante

 

Il peccato?...

 

Il Passante

 

Di sapere ogni cosa per dimenticarsi? Acconsentite?...

 

La Passante

 

Ah, ah!…

 

Il Passante

 

Non turbatevi! ...a rimaner pensierosa e dignitosa,

ad essere una sposa ermetica e proterva,

a beffare per essere beffata,

a sapere la noja di una vita inutile.

Oh, non volete forse l’impossibile?

 

La Passante

 

No, no! Vi odio. Non posso, no!

 

Il Passante

 

Ma io non vi prendo, io non vi voglio.

Voi vi volete, voi vi cercate: dovete passare in me

prima di sapervi. - Come siete deliziosa in questo istante tragico.

Voi dovete passare colla carne vostra sopra la mia

per conoscervi l’anima. Gridate, disperatevi!

Dolce, dolce come un sangue nemico

da una ferita aperta di recente,

dolce il pianto. È necessario che la carne fonda

di spasimo per saper qualche cosa.

 

La Passante

 

Non è vero, mi avete tradita! Ahi!

 

Il Passante

 

La voce, la voce naturale e sacrosanta!

 

La Passante

 

No! Vertigini! Dei lumi, delle stelle che abbruciano lontano!

 

Il Passante

 

È il Sesso che fiammeggia.

 

La Passante

 

No!

 

Il Passante

 

Sì! Non potreste fuggirvi.

Siete nel mio girone incandescente: sopportate e godete.

Difficilmente io godo, e meglio, quindi, le vostre riluttanze.

Puerilmente balbettate: palpitate di gioja e di disgusto.

Curiosa anche ridete, vi ribellate.

Sì!

La carne si confonda colla carne,

e lo spirito vaghi dissoluto,

oppresso, nudo, muto, verso a questo infinito che volete.

Il fremito infernale nei capelli

ecco l’esizial malìa.

Vendemmiatrice della perversità,

delicate manie suscitiamo a capriccio,

sopra a tutto infecondi.

Il lievito dell’Avi rende vino dalle bocche spumanti,

e la pornografia ha i rossi canti del fescennare.

Possiedi, posseduta.

Ogni ricciolo, ogni pupilla è un mondo in formazione...

 

La Passante

 

Taci ...taci ...mi hai presa ...Tu; tu solo.

 

Il Passante

 

Ah ah! questa prova ha giovato per la sincerità.

Rimettetevi amica, abbiam giuocato...

 

La Passante

 

Giuocato tutto...

 

Il Passante

 

Credetemi. Non vi ho mai desiderata:

ho parlato, solamente. Rimettetevi.

La parola è un fiato ed è il peccato,

tutto il resto non conta e scompare.




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