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| Gian Pietro Lucini Le antitesi e le perversità IntraText CT - Lettura del testo |
La Passante
L’Ignoto è l’Infinito: è un diamante nero
chiuso e severo nell’impenetrabilità:
è un’assoluta ed enorme carità
Ed essere guardata e ricondotta
e passare sui prati dell’erbe sotterranee,
e chinare la testa nelle grotte
della profonda notte senza luna,
e non aver nessuna, nessuna paura
perché l’anima nostra s’infutura
nel gesto volontario che squarcia il saputo
È il diamante nero, chiuso e severo,
sono dell’occhi immobili, fascinatori,
un sorriso di luce ed un sogghigno d’ombra...
E trovare colui che mi conduce,...
guida irreale, padre spirituale
nel profondo, là giù, alla fine, o sopra alle nuvole...
respirando al sublime trionfo conquistato,
sopra al sangue versato sulla virtù morente,
attiva e paziente, schiava e padrona,
respirando il profumo della Morte e della Vita
dell’Infinito...
Oh tramonto squisito e pauroso:
oh nascer radioso, infinitamente crudele,
crudele e cattivo perché ciascun motivo
ha la partecipazione del delitto e dell’amore,
come un fiore che odora e che avvelena.
questo non si può esprimere, Dio,
cui non raggiungon l’ale temprate alla speranza,
che è intenso e vibrante come un vizio,
lucido come un’umiliazione.
Ed avere paura ad apprestarsi
a goder del timore come di una sacra voluttà. –
Oh il mio cuore si tormenta e si nutrisce
d’idee e fiorisce nel mistero, cuore pallido,
pallida bambina, pallido sentimento,
per la vita, alla vita; ecco il peccato
non mai prima narrato,
ecco compresa in fine l’angoscia per averla saputa.
Il Passante
La Passante
Perché mi turbate?
Il Passante
Volete?
La Passante
Il Passante
Basta questo perché per essere compresa da tutto il mondo!
La Passante
Il peccato?...
Il Passante
Di sapere ogni cosa per dimenticarsi? Acconsentite?...
La Passante
Ah, ah!…
Il Passante
Non turbatevi! ...a rimaner pensierosa e dignitosa,
ad essere una sposa ermetica e proterva,
a sapere la noja di una vita inutile.
Oh, non volete forse l’impossibile?
La Passante
No, no! Vi odio. Non posso, no!
Il Passante
Ma io non vi prendo, io non vi voglio.
Voi vi volete, voi vi cercate: dovete passare in me
prima di sapervi. - Come siete deliziosa in questo istante tragico.
Voi dovete passare colla carne vostra sopra la mia
per conoscervi l’anima. Gridate, disperatevi!
Dolce, dolce come un sangue nemico
da una ferita aperta di recente,
dolce il pianto. È necessario che la carne fonda
di spasimo per saper qualche cosa.
La Passante
Non è vero, mi avete tradita! Ahi!
Il Passante
La voce, la voce naturale e sacrosanta!
La Passante
No! Vertigini! Dei lumi, delle stelle che abbruciano lontano!
Il Passante
È il Sesso che fiammeggia.
La Passante
No!
Il Passante
Sì! Non potreste fuggirvi.
Siete nel mio girone incandescente: sopportate e godete.
Difficilmente io godo, e meglio, quindi, le vostre riluttanze.
Puerilmente balbettate: palpitate di gioja e di disgusto.
Curiosa anche ridete, vi ribellate.
Sì!
La carne si confonda colla carne,
oppresso, nudo, muto, verso a questo infinito che volete.
Il fremito infernale nei capelli
Vendemmiatrice della perversità,
delicate manie suscitiamo a capriccio,
sopra a tutto infecondi.
Il lievito dell’Avi rende vino dalle bocche spumanti,
e la pornografia ha i rossi canti del fescennare.
Ogni ricciolo, ogni pupilla è un mondo in formazione...
La Passante
Taci ...taci ...mi hai presa ...Tu; tu solo.
Il Passante
Ah ah! questa prova ha giovato per la sincerità.
Rimettetevi amica, abbiam giuocato...
La Passante
Giuocato tutto...
Il Passante
Credetemi. Non vi ho mai desiderata:
ho parlato, solamente. Rimettetevi.
La parola è un fiato ed è il peccato,
tutto il resto non conta e scompare.