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Isabella Morra
Rime

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VII

 

Ecco ch'una altra volta, o valle inferna,

o fiume alpestre, o ruinati sassi,

o ignudi spirti di virtute e cassi,

udrete il pianto e la mia doglia eterna.

Ogni monte udirammi, ogni caverna,

ovunqu'io arresti, ovunqu'io mova i passi;

ché Fortuna, che mai salda non stassi,

cresce ogn'or il mio mal, ogn'or l'eterna.

Deh, mentre ch'io mi lagno e giorno e notte,

o fere, o sassi, o orride ruine,

o selve incolte, o solitarie grotte,

ulule, e voi del mal nostro indovine,

piangete meco a voci alte interrotte

il mio piú d'altro miserando fine.





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