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DELL’UTILITÀ DI STUDIAR LE DEFINIZIONI.
Per
imparare a esprimersi con brevità credo molto utile il fare uno studio attento,
così negli scrittori come nei dizionari, delle definizioni; nelle quali, oltre
che la proprietà e la finezza dei termini, si suol trovare la maggior
parsimonia possibile di parole, che è condizione necessaria della loro
semplicità ed evidenza. Nel dizionario in special modo, consistendo le
definizioni di molte cose nell’indicazione di tutte le parti che le compongono,
tu non imparerai soltanto la brevità, ma un gran numero di vocaboli; la cui
ignoranza appunto costituisce la maggior difficoltà che noi troviamo quasi
sempre a definire e a descrivere un oggetto qualsiasi.
Ecco, per
esempio, alcune definizioni, ricavate da dizionari diversi.
arpa. – Strumento di molte corde
di minugia, di figura triangolare, senza fondo; di cui tre sono le parti
principali: il corpo, la colonna e l’arco: nel corpo, corredato
d’animella o sordina sta la risonanza dello strumento;
nell’arco i [199] pironi di ferro, e i semituoni
cui sono raccomandate le corde; la colonna è quel ritto che collega
l’arco ed il corpo.
battarella. – Quell’arresto, che
essendo imperniato ad un’estremità, punta con l’altra contro il dente
d’una ruota che tende a girare in una direzione, mentre, lasciandone
liberamente passare i denti, le permette di girare quando si muove per il verso
contrario.
infinestratura. – Foglio di carta
tagliato in quadro, con vano quadro in mezzo a uso d’un telaio di
finestra, dentro a cui s’appicca un foglio guasto nei margini.
gradina. – Ferro piano a foggia
di scarpello, alquanto più sottile del calcagnolo o dente di cane, e
serve per andar lavorando con gentilezza le statue, dopo aver adoperato la subbia
e il calcagnuolo.
lacciaia. – Lunga fune a cappio
scorsoio che i bútteri portan seco e che a un bisogno acciambellandola e
sfilandola verso una mandria accalappiano con essa la bestia che loro
piace.
ribalta. – Piano della
scrivania sul quale si scrive e che è mobile nei maschietti per poterlo
alzare, abbassare e chiudere, oppure quell’asse girevole sui pernietti che
s’adatta lungo la batteria dei lumi in un teatro.
stame. – Parte fecondante della
pianta contornata dal calice o dalla corolla, o da entrambi, che è per lo più
della figura d’un filo, il quale è detto filamento, e terminato da un
globo, o borsetta, che dicesi ántera, e che contiene la farina o polvere
fecondante, la quale è detta pòlline.
Bastano
questi esempi, credo, a dimostrare quanto possa esser utile leggere
attentamente [200] le definizioni. E se te ne vuoi meglio persuadere, prova a mandarne
a mente parecchie, e poi a definire di tuo qualche oggetto complesso, come per
far capire e vedere che cosa sia a chi non lo conosca, e vedrai come per
effetto di quel breve studio ti riuscirà più facile dare alla definizione un
giro di frase agile, collegare in un nodo stretto i particolari e ottener con
l’ordine la chiarezza. Perchè vi sono operazioni della mente, anche nell’arte
della parola, alle quali ci addestriamo con facilità mirabile, come a certi
esercizi fisici, che ci riescono alla prima difficilissimi per il solo fatto
che non li abbiamo mai tentati.
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