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Edmondo De Amicis
La maestrina degli operai

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Non era vero; ma non lo vedevano da un giorno e una notte: qualcuno diceva che fosse a Torino. La Varetti lo seppe una mattina da sua madre, che la venne a trovare tutta piangente, in uno stato d'agitazione febbrile, con un viso che pareva l'immagine dello spavento.

«Ah! signora maestra» esclamò, entrando, nella camera «dove sarà il mio figliuolo che non si vede più! Cosa gli sarà accaduto! Come posso io durar questa vita, Dio di misericordia, quel figliuolo che pareva già rinsavito!» E si mise le mani nei capelli, dicendo che le pareva che diventasse matto, che non c'era più modo di averne bene, che l'aveva minacciata con un martello. «Mi dica un po', signora maestra» le domandò con voce affannosa «son nati dei guai coi compagni della scuola, non è vero? Cos'è successo? Cos'hanno con lui?»

La povera donna veniva la sera di nascosto, all'ora dell'uscita degli alunni, ad appostarsi dietro gli alberi del viale, e varie volte, dai gruppi che passavano, aveva sentito delle minacce, dei propositi di vendetta contro il suo figliolo. La maestra, per compassione, credette di doverle dire che non sapeva nulla, e cercò di rassicurarla; ma non trovava le parole, essendo distratta da una certa espressione che vedea negli occhi della donna, supplichevole e scrutatrice insieme, che non le aveva mai visto.

Questa ricominciò ad esclamare: «Ah! signorina, il cuore mi dice che deve seguir qualche disgrazia! Signore Iddio, se me lo avessi a veder portare una notte con una coltellata, mi fa sangue l'anima, mi va via la ragione a pensarci!».

E nello schianto di dolore che risentì a quel pensiero trovò il coraggio d'aprir tutto l'animo suo.

«L'avevo bene avuto io il sospetto» disse a bassa voce, prendendo una mano alla maestra, senza osare di guardarla in viso «l'avevo ben pensato io che tutto fosse per motivo d'una simpatia; non m'ero ingannata…»

E tutt'a un tratto, giungendo le mani, con un accento d'ardente supplicazione: «Oh signorina» mormorò, fissandola negli occhi «se lei volesse far la carità di dirgli qualche buona parola, una sola buona parola…».

Ma s'interruppe, come interdetta, a uno sguardo di lei.

«Che discorsi son questi?» le domandò la ragazza, arrossendo. «Che parte è quella che fate

La donna diede in uno scoppio di pianto.

«Ah! è vero» disse poi «mi perdoni, signorinaperdoni a una povera mamma che non sa più quello che si dica!» e le prese e le baciò le mani con uno slancio di affetto così umile e così doloroso, che la maestra, improvvisamente commossa, svincolò la destra e glie la mise in atto di carezza pietosa sul capo bianco, da cui era caduto il fazzoletto, dicendole: «Fatevi animo, povera donna, fatevi animo; vedrete che non seguirà nulla… E poi… io vedrò… gli dirò qualche cosa…».

«Dio la benedicarispose la vecchia rialzando il viso «Dio la benedica! Anche una sola parola… alle volte… che non faccia morir di disperazione sua madre, che ha già penato tanto, che non si metta a nessun brutto rischio, per compassione dei miei ultimi giorni, che salvi l'anima sua!»

Ma nell'andarsene fu ripresa dal suo terribile presentimento. «Ho paura che me lo ammazzinoesclamò, rimettendosi a piangere. «Mi dice il cuore che ha da finir male, ho paura che me lo ammazzino! Che Dio ci tenga le sue sante mani sul capo

Ed era già sull'uscio, quando tornò indietro con impeto a baciar la mano alla ragazza. Poi se n'andò, con le mani sul viso.

 




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