Non era vero; ma non lo vedevano da un giorno e una notte:
qualcuno diceva che fosse a Torino. La Varetti lo seppe una mattina da sua
madre, che la venne a trovare tutta piangente, in uno stato d'agitazione
febbrile, con un viso che pareva l'immagine dello spavento.
«Ah! signora maestra» esclamò, entrando, nella camera «dove sarà il mio
figliuolo che non si vede più! Cosa gli sarà accaduto! Come posso io durar
questa vita, Dio di misericordia, quel figliuolo che pareva già rinsavito!» E
si mise le mani nei capelli, dicendo che le pareva che diventasse matto, che
non c'era più modo di averne bene, che l'aveva minacciata con un martello. «Mi
dica un po', signora maestra» le domandò con voce affannosa «son nati dei guai
coi compagni della scuola, non è vero? Cos'è successo? Cos'hanno con lui?»
La povera donna veniva la sera di nascosto, all'ora dell'uscita degli
alunni, ad appostarsi dietro gli alberi del viale, e varie volte, dai gruppi
che passavano, aveva sentito delle minacce, dei propositi di vendetta contro il
suo figliolo. La maestra, per compassione, credette di doverle dire che non
sapeva nulla, e cercò di rassicurarla; ma non trovava le parole, essendo
distratta da una certa espressione che vedea negli occhi della donna,
supplichevole e scrutatrice insieme, che non le aveva mai visto.
Questa ricominciò ad esclamare: «Ah! signorina, il cuore mi dice che deve seguir
qualche disgrazia! Signore Iddio, se me lo avessi a veder portare una notte con
una coltellata, mi fa sangue l'anima, mi va via la ragione a pensarci!».
E nello schianto di dolore che risentì a quel pensiero trovò il coraggio
d'aprir tutto l'animo suo.
«L'avevo bene avuto io il sospetto» disse a bassa voce, prendendo una mano
alla maestra, senza osare di guardarla in viso «l'avevo ben pensato io che
tutto fosse per motivo d'una simpatia; non m'ero ingannata…»
E tutt'a un tratto, giungendo le mani, con un accento d'ardente
supplicazione: «Oh signorina» mormorò, fissandola negli occhi «se lei volesse
far la carità di dirgli qualche buona parola, una sola buona parola…».
Ma s'interruppe, come interdetta, a uno sguardo di lei.
«Che discorsi son questi?» le domandò la ragazza, arrossendo. «Che parte è
quella che fate?»
La donna diede in uno scoppio di pianto.
«Ah! è vero» disse poi «mi perdoni, signorina… perdoni a una povera mamma
che non sa più quello che si dica!» e le prese e le baciò le mani con uno slancio
di affetto così umile e così doloroso, che la maestra, improvvisamente
commossa, svincolò la destra e glie la mise in atto di carezza pietosa sul capo
bianco, da cui era caduto il fazzoletto, dicendole: «Fatevi animo, povera
donna, fatevi animo; vedrete che non seguirà nulla… E poi… io vedrò… gli dirò
qualche cosa…».
«Dio la benedica!» rispose la vecchia rialzando il viso «Dio la benedica!
Anche una sola parola… alle volte… che non faccia morir di disperazione sua
madre, che ha già penato tanto, che non si metta a nessun brutto rischio, per
compassione dei miei ultimi giorni, che salvi l'anima sua!»
Ma nell'andarsene fu ripresa dal suo terribile presentimento. «Ho paura che
me lo ammazzino!» esclamò, rimettendosi a piangere. «Mi dice il cuore che ha da
finir male, ho paura che me lo ammazzino! Che Dio ci tenga le sue sante mani
sul capo!»
Ed era già sull'uscio, quando tornò indietro con impeto a baciar la mano
alla ragazza. Poi se n'andò, con le mani sul viso.
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