Essa correva tanto, che la donna, con la lanterna alla
mano, stentava a tenerle il passo. Correvano senza parlare. Passarono nella nebbia
vicino a vari gruppi di curiosi, che giravano qua e là per il viale, guardando
in terra, in cerca delle traccie di sangue, e commentando l'avvenimento.
Arrivate in fondo, videro una folla davanti all'osteria della Gallina, e
svoltando nella strada, capannelli alle cantonate e davanti agli usci aperti e
rischiarati. Di fronte alla macelleria incontrarono due carabinieri che
conducevano uno ammanettato, accompagnati da molta gente, che faceva un gran
mormorio. La Varetti voltò il viso da un'altra parte; la nebbia impedì alla
donna di riconoscere l'arrestato. «Ah! ne hanno preso un altro!» esclamò.
«Assassini! Dieci contro uno si son messi!» La casa del Muroni era accanto alla
tabaccheria. La maestra la riconobbe, prima di vederla, dalla molta gente che v'era
aggruppata davanti, e che s'aperse in due ali, guardandola con viva curiosità,
per lasciarle il passaggio. Passando, udì alcune parole che la fecero
rabbrividire. «La punta del coltello» diceva una voce «ha intaccato il midollo
della spina, capisci; non c'è più niente da fare.» Messo appena il piede sulla
scaletta, essa intese su al primo piano i singhiozzi della vecchia, e fu per
mancarle l'animo; ma vinse quel momento di debolezza. Salì affrettatamente,
vide un uscio aperto ed un lume, entrò difilata. La vecchia le corse incontro
come una pazza, agitando le mani, singhiozzando: «Mi muore! Mi muore! Dio di
misericordia! Provi lei! Ha buttato via il crocifisso! Mi muore come un
disperato! Gli salvi l'anima lei, per l'amore di Gesù, per l'amore dei suoi
morti, gli salvi l'anima lei se la riconosce ancora!».
La maestra si slanciò in una piccola camera nuda e bassa, e vide il ferito
sul letto, stravolto e bianco, coi segni della morte nel viso, coi capelli
scarmigliati, con la camicia macchiata di sangue; il quale si dibatteva,
furioso, sacrando, arrotando i denti, respingendo da sé il parroco che gli
porgeva il crocifisso, vibrando i pugni per aria, trafelato, già preso dalla
paralisi che gli levava il respiro. In un angolo, il grosso medico biondo si lavava
tranquillamente le mani in un secchiolino. Per tutta la camera v'era un
orribile disordine di coperte e di cenci sanguinosi. Il piccolo vecchio prete,
con un'aria rassegnata, fra un tentativo e l'altro di far baciare la croce al
morente, l'andava ripulendo con una mano dalla polvere che le si era attaccata
sull'ammattonato, dove quegli l'aveva sbattuta con un manrovescio.
La maestra s'avvicinò arditamente al capezzale.
Appena la vide, il giovane si quetò tutt'a un tratto e le fissò in viso gli
occhi già velati come da una sottilissima foglia di vetro inumidito, e stette a
guardarla con un'espressione di profondo stupore.
La madre, ritta accanto a lei, disse singhiozzando: «Figliuol mio! Guarda,
figliuol mio: è la tua maestra. Non la riconosci?».
Il parroco colse quel momento per riavvicinare il crocifisso al suo viso; ma
egli lo respinse con un atto iroso della mano, senza staccar gli occhi dalla
maestra.
Un leggerissimo sorriso gli brillò negli occhi e sulla bocca, e, ansando,
tendendo una mano incerta verso di lei, pronunciò qualche parola confusa.
«Mio Dio!» esclamò la madre giungendo le mani. «Ha detto mio Dio!»
Non aveva detto mio Dio. La maestra sola aveva capito le sue parole
perché, con tutt'altra voce, in tutt'altri momenti, gliele aveva già udite dire
più volte. «Mi dia un bacio» aveva voluto dire.
E in quel momento la prese una immensa pietà e una tenerezza infinita
pensando ch'egli moriva per lei. Essa pigliò con una mano la sua mano sinistra,
e posandogli l'altra sulla fronte, si chinò, e lo baciò sulla bocca.
Quando rialzò il capo, lo vide mutato. Egli aveva sul viso una espressione
quieta e buona di riconoscenza.
Lentamente, senza lasciar la mano della maestra, né cessar di guardarla,
stese l'altra mano verso il prete, prese il crocifisso, se lo avvicinò alla
bocca, e lo baciò; poi se lo strinse al petto.
La madre gettò un grido di gratitudine a Dio e cadde in ginocchio,
abbandonando il capo sul fianco della ragazza.
E il ferito, continuò a tener la mano di lei nella sua e a fissarle gli
occhi negli occhi, fin che spirò.
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