Indice | Parole: Alfabetica - Frequenza - Rovesciate - Lunghezza - Statistiche | Aiuto | Biblioteca IntraText
Luigia Emanuel Saredo (alias Luisa Saredo)
Racconti

IntraText CT - Lettura del testo

  • RICORDI DI UN MEDICO.
    • II.   LA LETTERA
      • I
Precedente - Successivo

Clicca qui per nascondere i link alle concordanze

II.

 

LA LETTERA

 

 

I.

 

Parecchi anni sono io venivo da Roma ed ero diretto ad Ancona, ove avevo lasciata la mia famiglia in casa di un amico.

Alla Stazione di Terni il compartimento, in cui mi trovavo, rimase vuoto: mi rallegravo già al pensiero di potermi stendere a mio piacimento, quando all'ultimo istante lo sportello si riaperse con furia e vidi entrare tre viaggiatori.

Erano un signore, una signora e un bambino.

L'uomo, vestito elegantemente e di nobile aspetto, aveva il viso cupo, irritato. La signora, benchè il suo acconciamento fosse un poco in disordine, era bella, giovane, distinta nelle maniere e nella persona. Ma la sua fisionomia rivelava una smania dolorosa: il rossore sparso sulle sue gote non pareva già il colorito della freschezza e della salute, sibbene l'ardore di una febbre penosa, quella dell'ansia e della inquietezza.

Il bimbo solo era roseo, paffuto, sorridente: era il ritratto della madre, le stesse bionde anella, gli stessi occhi di smeraldo: egli fissava di quando in quando i suoi genitori, maravigliato forse dell'attitudine e del silenzio d'entrambi.

Difatti i due viaggiatori si erano seduti ai due angoli di prospetto, e stavano immobili come due statue.

L'uomo era collocato dalla mia parte e mi celava perciò di frequente il viso: la signora invece, rannicchiata nell'angolo opposto, mi offriva quasi di faccia i suoi lineamenti.

Il mio sonno sparve. Era d'autunno e la sera non lontana: la magra lucerna che rischiara i treni notturni scintillava già nel nostro compartimento, e i raggi incerti che ne partivano misti al chiarore del crepuscolo vespertino, mi facevano discernere mille ombre fantastiche e desolanti sulla fisionomia della giovane donna.

Bentosto il bimbo, il quale aveva quattro anni al più, cominciò ad agitarsi: a quell'età un viaggio è sempre noioso, quando non offre distrazioni e vedute: e il poverino, assiso accanto alla madre, non vedeva proprio nulla.

Al primo accento del figliuolo la giovane donna si rivolse quasi atterrita verso di lui imponendogli silenzio: il bimbo fece l'atto di alzarsi e di avvicinarsi allo sportello, accanto a cui stava il suo babbo. La madre lo contenne con mano fremente.

Io avrei voluto chiamare a me quel biondo angioletto e stabilirlo nell'angolo di prospetto al mio, dal quale avevo già tolto la mia valigia per fargli posto; ma non osavo cominciare verun discorso per rispetto alla serietà di quelle due persone che mi sembravano tanto turbate. Feci qualche cenno al bimbo, ma egli non mi comprese o non mi volle comprendere, e continuò a tormentare la madre che cercava invano di contenerlo.

Alla Stazione di Spoleto si alzò infine risolutamente: la notte era scesa, e mi parve che l'uomo si fosse ritirato alquanto, affinchè il fanciullo potesse giungere sino allo sportello.

La signora sembrò paventare quasi quell'atto tanto naturale; i suoi grandi occhi aperti seguivano con attenzione febbrile ogni movimento del padre e del figliuolo.

Non osservai, dal canto mio, nulla di particolare nel contegno del genitore; egli lasciò che il bimbo si appoggiasse liberamente allo sportello, e di quando in quando si sporse ancor esso in fuori scambiando qualche parola, che non giungeva sino a me.

Vedendo l'attitudine de' miei compagni di viaggio, due de' quali mi volgevano le spalle, pensai che potevo mettere il tempo a profitto e chiudere gli occhi per una buona mezz'ora.

Passammo infatti la Stazione di Trevi senza che me ne avvedessi; ma mentre il convoglio era lanciato a tutta carriera verso Foligno, venni risvegliato in soprassalto da due grida disperate.

- Silvio, Silvio! - sclamava la signora con accento straziante.

- Aiuto, aiuto! - urlava il suo compagno.

Apersi gli occhi e balzai in piedi.

Lo sportello del compartimento era aperto e il bambino sparito.

 




Precedente - Successivo

Indice | Parole: Alfabetica - Frequenza - Rovesciate - Lunghezza - Statistiche | Aiuto | Biblioteca IntraText

Best viewed with any browser at 800x600 or 768x1024 on Tablet PC
IntraText® (V89) - Some rights reserved by Èulogos SpA - 1996-2007. Content in this page is licensed under a Creative Commons License