X.
Nel domane il dottore Daniele mi venne presentato. Vidi un
giovane alto e pallido, dotato di una fisionomia simpatica. Aveva le maniere
cortesi, riserbate, e tutto il garbo di un vero gentiluomo, quantunque suo
padre discendesse da molte generazioni di fattori. Un lungo soggiorno in
Francia gli aveva fatto obliare il dialetto nativo di Altamura, e la sua stessa
favella italiana si risentiva alquanto del paese straniero, da cui veniva, senza
che ciò, fosse menomamente spiacevole in lui.
Non posso negare che m'inspirò fiducia, e che lo accolsi con
cortesia.
Mi fece alcune interrogazioni mediche con una delicatezza, a
cui suo padre non mi aveva guari abituata: tastò appena il mio polso, eppoi si
pose a discorrere di cose indifferenti. Infine, prima di prendere congedo,
visitò un gran numero d'ampolline che ingombravano il mio tavolino, e disse:
- Se credete, padre mio, metteremo tutte queste medicine da
un lato. La signora baronessa mi sembra troppo debole per reggere ad un sistema
farmaceutico. Materialmente ha bisogno di nutrimento leggiero, sostanziale e
nulla più.
- Le si fa tutto quello che può desiderare, - disse
vivamente donna Concetta, che assisteva al consulto con mio marito.
- Non ne dubito, - replicò il giovane dottore, - ma anche
questo non basta: ci vuole pure il nutrimento dello spirito, e io credo che la
signora baronessa abbia bisogno di distrazione. -
Don Gaetano spalancò gli occhi, donna Maria Concetta gli
rivolse un'occhiata che, a parer mio, voleva significare: - Ve l'ho detto? -
Il dottore continuò dirigendosi a me:
- Come passa il suo tempo, signora baronessa? -
Non seppi troppo che rispondere e arrossii: non volevo
confessare che mi annoiavo immensamente, ma egli dovette indovinarlo, perchè
continuò quasi subito:
- È necessario che ella scacci un poco l'apatia, dalla
quale, nello stato di debolezza in cui si trova, è naturalmente dominata. Deve
occuparsi di cose che non l'affatichino, eppure le sollevino la mente. Ama la
lettura? Il signor barone può far venire da Napoli quanti libri vuole: le
piacerebbe, per caso, che io le indicassi i più recenti e migliori lavori della
letteratura amena francese ed inglese?
In fatto di libri ameni avevo letto poco o nulla: i classici
italiani, permessi ad una fanciulla, e qualche cosa di francese del genere di
Paolo e Virginia; ma come tutte le donne, ero naturalmente smaniosa di
conoscere le creazioni di tanti autori stranieri, di cui non sapevo altro che
il nome: i miei occhi dovettero dunque brillare di desiderio, mentre sclamavo
senza riflettere:
- Mi farebbe un vero favore, perchè ad Altamura non saprei
chi altri mi potrebbe dirigere in questa cosa.
- Non io di certo, - disse a questo punto mio marito con
aspetto accigliato. - Ho sempre inteso dire che le letture guastano il cervello
delle donne: tuttavia mi dichiaro tutto pronto a contentare qualsiasi capriccio
di mia moglie, ed oggi stesso scriverò a Napoli per far venire tutto ciò che le
botteghe de' librai accolgono di meglio. -
Il dottore parve alquanto imbarazzato della maniera con cui
il suo consiglio veniva preso dal barone; si rimise però subito, e ripigliò con
accento pieno di cortese deferenza:
- Ammetto con lei, signor barone, che le soverchie letture possono
riescire nocevoli, ma soltanto nel caso, in cui la persona che vi si abbandona
possieda una fantasia già naturalmente riscaldata. Questo non può essere il
caso nostro, ed io spero un aiuto potente da una giusta distrazione.
- Singolare medicina! - sclamò mio marito con ironia: -
donna Valeria non può digerire una tazza di brodo e si vuole ch'ella faccia
un'indigestione di libri. Per me acconsento a tutto per non vederla più così
pallida e sfinita, ma credo che l'aria e il movimento gioverebbero meglio.
- Appunto, - annuì tosto il dottor Daniele: - aria e
movimento, quando appena le sarà possibile di sopportare l'una e l'altra cosa.
La signora baronessa si stancherà da se stessa del riposo, e allora, -
soggiunse rivolgendosi verso di me, - le consiglierei di raccogliere tutto il
suo coraggio; il signor barone le cercherà fra i suoi numerosi cavalli uno dei
più docili, e se non sa cavalcare, in pochi giorni, con un maestro come don
Gaetano, potrà fare spesso qualche trottata pei nostri pittoreschi paesi. -
Donna Maria Concetta teneva gli occhi rivolti al soffitto e
fece un cenno col capo che voleva, senza dubbio, significare: - Quel medico lì
è matto! -
Don Gaetano pure si pose a ridere d'un riso un po' beffardo,
mentre sclamava:
- In fede mia, caro Daniele, siete un medico di nuovo
genere. Non ho mai udito parlare di cure che assomiglino alle vostre. Aspetto
ad esprimervene la mia riconoscenza, quando ne vedrò i risultati. -
Il dottor Daniele si strinse nelle spalle senza rispondere,
ma mi parve un poco offeso. Il vecchio dottore, diviso tra il rispetto che era
avvezzo a dimostrare al barone e il suo orgoglio paterno, disse con un accento
mezzo forzato e mezzo allegro:
- Il fatto è che le mie medicine finora non hanno prodotto
un briciolo di bene: per conto mio dichiaro che cedo il mio posto a Daniele:
sono persuaso che sarà più fortunato di me, e che la signora baronessa se ne
dichiarerà in breve soddisfatta. -
Se mio marito si fosse mostrato quale doveva essere, gentile
e deferente verso il dottor Daniele, credo bene che io sarei rimasta più fredda
e più contenuta con lui: ma appunto perchè don Gaetano pareva disprezzare la
scienza del giovane medico, io mi credetti obbligata di fargli obliare la
maniera poco garbata con cui era accolto, e dissi prontamente colla maggior
cortesia possibile:
- Non dubito che sarò soddisfatta della cura del dottor
Daniele: già fin d'ora mi dichiaro contentissima delle medicine che mi propone.
Senza offendervi, caro dottore, - soggiunsi scherzevolmente, stendendo la mano
al vecchio medico, - preferisco le nuove medicine a quelle ampolline là che non
guardavo mai senza un sentimento di ribrezzo. Me lo perdonate, non è vero?
- Il mio è l'antico sistema, - disse il dottore De Luca,
stringendomi lietamente la mano, tanto egli amava farsi piccino dinanzi alla
scienza del figlio; - io sono buono pei vecchi, ma non vi sono che i giovani
per comprendere le signore delicate come lei. Vedrà che ella se la intenderà
egregiamente col mio Daniele.
- Ne sono persuasa, - risposi sempre sorridente, tanto
l'aspetto un poco mortificato del giovane dottore mi faceva pena.
Stesi la mano anche a lui e gliela strinsi per fargli
coraggio; egli s'inchinò profondamente e se ne andò con suo padre.
Donna Maria Concetta, appena partiti i dottori, si pose a
raccogliere silenziosamente le ampolle delle medicine, e uscì piano piano. Don
Gaetano passeggiava su e giù per la stanza. Ad un tratto si rivolse a me e
disse:
- Scriverò subito a Napoli pei libri: avete qui carta e
calamaio? -
Gl'indicai l'occorrente per scrivere. Si assise alla mia
scrivania, cominciò una lettera, eppoi buttò via il foglio.
- Io non m'intendo di libri, - disse; - quali sono gli
autori che preferite?
- Non so neppure io, - risposi timidamente: - il dottor
Daniele aveva offerto una nota dei migliori lavori....
- Oh, il dottor Daniele! - sclamò violentemente il barone
balzando in piedi con impeto.
Ma poi soggiunse con maggior calma e tornando a sedere:
- Capite bene che Daniele non ha nulla che fare in questo:
mi pare che la duchessa di San Goffredo, la zia di vostro padre, sia donna da
passare tutto il suo tempo a leggere dei romanzi; scriverò a lei. -
E vergò in furia la lettera.
Io lo guardavo di sottecchi, sorpresa assai. Era esso geloso
per caso? Oh se la sua gelosia avesse potuto indicare un po' d'amore, forse ne
sarei stata lieta! Ma non lo credevo, no, non lo speravo!
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