| Indice | Parole: Alfabetica - Frequenza - Rovesciate - Lunghezza - Statistiche | Aiuto | Biblioteca IntraText |
| Pietro Chiesa La vispa Teresa IntraText CT - Lettura del testo |
|
|
|
|
|
Paolo e Don Pasquale entrano nel punto che Benedetto e Maria abbracciati si scambiano il bacio.
|
||||||||||||||||||||
|
D. Pasq. |
|||||||||||||||||||||
|
D. Pasq. |
Suora, il vostro contegno assai mi meraviglia, Vi chieggo spiegazioni, (a Paolo) voi pure a vostra figlia, |
||||||||||||||||||||
|
S. Maria |
|||||||||||||||||||||
|
Come sarebbe a dire |
|||||||||||||||||||||
|
S. Maria |
|||||||||||||||||||||
|
d'abbracciare in quel modo mio figlio Benedetto. |
|||||||||||||||||||||
|
Via, babbo tranquilizzati, non c'è niente di male |
|||||||||||||||||||||
|
E come? tu ami lei? |
|||||||||||||||||||||
|
Ed ecco un'altra cosa che mi fa strabiliare. Ma come hai fatto, in vero io concepir non sò, |
|||||||||||||||||||||
|
Oh! noi ben prima d'ora ci siamo conosciuti! |
|||||||||||||||||||||
|
Ma come e dove? |
|||||||||||||||||||||
|
quando il dover mi spinse fuor dell'educandato, in aiuto dei miseri, là essa più che sorella, pei poveri ammalati era una santa ancella, in ogni evento, sempre, per tutti essa ci fu |
|||||||||||||||||||||
|
I nostri cuor s'accesero del più sublime amore E se lei non trovavo, babbo, avevo giurato, di togliermi la vita, morire avvelenato. |
|||||||||||||||||||||
|
S. Maria |
Io pure non trovandoti avevo già deciso di andarti ad aspettare fra i santi in Paradiso, poichè senza di te era per me la vita un peso insopportabile, una lotta infinita. |
||||||||||||||||||||
|
Sia dunque ringraziato il nostro buon curato |
|||||||||||||||||||||
|
D. Pasq. |
Ma questo è un vero scandalo! Signor, mi meraviglia |
||||||||||||||||||||
|
Vorrei buon reverendo vedervi nel mio stato. Volete che si uccida, che muoia avvelenato? Ha detto a meraviglia poc'anzi Suor Maria; fu Iddio che così volle e dunque così sia. |
|||||||||||||||||||||
|
D. Pasq. |
Io? |
||||||||||||||||||||
|
Sì |
|||||||||||||||||||||
|
D. Pasq. |
Se fossi matto! Sancir tal matrimonio? Io son servo di Dio e non già del demonio; |
||||||||||||||||||||
|
D. Pasq. |
La mia benedizione però voi non l'avrete; |
||||||||||||||||||||
|
Tenetevela pure, ben poco importa a noi della benedizione d'un uomo come voi. La nostra unione è santa e ha tutte le virtù, per esser più che certi che non s'infrange più, a te babbo, coraggio, a te solo l'onore, |
|||||||||||||||||||||
|
|
Le due coppie s'inginocchiano, uno a destra, l'altra a sinistra del Signor Paolo il quale guarda Don Pasquale e sorride come per mostrarsi contento di vedersi in mezzo ai suoi figli, Don Pasquale fa un gesto di rabbia e parte, Paolo con atto solenne posa la mano sul capo delle due coppie e dice |
||||||||||||||||||||
|
È vostra la vittoria. È vostro il vanto, il merito, e vostra sia la gloria sono il perdente, e devo pagare la partita. La posta era, lo so, amore, pace e vita. |
|||||||||||||||||||||
|
|
|
||||||||||||||||||||
Indice | Parole: Alfabetica - Frequenza - Rovesciate - Lunghezza - Statistiche | Aiuto | Biblioteca IntraText |
Best viewed with any browser at 800x600 or 768x1024 on Tablet PC IntraText® (V89) - Some rights reserved by Èulogos SpA - 1996-2008. Content in this page is licensed under a Creative Commons License |