Demetrio Drosso
Ifigenia

ATTO TERZO

SCENA III. AGAMENNONE, CALCANTE

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SCENA III.

AGAMENNONE, CALCANTE

 

AGAMENNONE

Sacerdote!

Sol mi volesti, eccomi solo! Ardisti

Sacro rito interrompere, e lo sdegno,

Benchè a stento, frenai. Bada che quanto

Ti accingi a dir, sia retto, e il mio furore

Non cimentar. Se stimi che sostegno

Sien le tue fole al Regal Soglio, pensa

Che pur dal Soglio il poter tuo deriva.

Ove tu insista a provocarmi, trema!

Spezzerò il duro giogo, e il mondo intero

Alfin conoscerà, se maggior forza

Sia nell’infula, ovver nel brando.

 

CALCANTE

E il brando,

Ove pur me ferisca, ei mosso fia

Da forza superior, alcuna mano

Lo impugnerà, se non la guida il Cielo.

Forse viver vogl’io? Canuto e raro

Il crin palesa assai, che troppo io vissi.

Troppo! Me lasso! Ah fosser pur dell’egro

Vecchio racchiuse in urna da gran tempo

Le ceneri! Veduto io non avrei

L’empio innalzar l’altera fronte, e stolto

Sfidar l’ira del Ciel! Con man tremante

Or non fora per me versato il sangue.

Se di mia sicurezza alcun pensiero

Preso mi fossi, avrei parlato allora,

Quando a me scudo esser potean ben cento

E cento forti petti, e cento brandi

Potean snudarsi in mia difesa, ov’io

Dato il cenno n’avessi; ma ho voluto

Teco solo restar; solo d’Atride

L’impeto primo e la terribil ira

Affrontar voglio; ed abbi pur la scelta,

O d’obbedire al Nume, ovver di Troja

D’abbandonar l’impresa. Pria m’ascolta,

Poi m’uccidi, se l’ vuoi; ma la mia morte

Non cangerà la volontà del Cielo,

Sol ne farà maggior lo sdegno.

 

AGAMENNONE

Vecchio!

E di che parli or tu? Perchè l’impresa,

A cui chiamava io stesso i Greci tutti,

Abbandonar dovrei, contaminando

D’infamia il nome mio? Che feci al Cielo,

Onde mertarne l’ira?

 

CALCANTE

O re! Discendi

Del tuo cor nel profondo, e di te stesso

Retto giudice sii; chè a me non lice

D’Atride esaminar l’opre e i pensieri.

Impenetrabil vel copre i delitti,

Di che reo ti rendesti; e il Sacerdote

Con ferma voce dee sol dir, che i Numi

Or crudelmente ten puniscon. Sangue

Domandan essi; e quale! Ove si neghi,

Non che cader per noi mai possa Troja,

ne attenda inevitabil, dura,

Terribil sorte, e la total ruina

Degli Achei! Tale fu tremendo il senso

Dell’Oracol richiesto.

 

AGAMENNONE

D’angoscioso

Dubbio mi traggi, e dimmi: tu domandi

Sangue; e di chi?

 

CALCANTE

Vittima illustre e pura

Attende Diana!

 

AGAMENNONE

Ed è?

 

CALCANTE

La figlia tua,

Ifigenia!

 

AGAMENNONE

Qual fra gli Dei d’Abisso,

Qual Demone, qual Furia osar può tanto!

E tu l’ardisci, iniquo vecchio, e speri

Ch’ascoltar possa le tue fole, Atride?

Tigre assetata del mio sangue! Atroci

Tu m’apponi delitti; ed i delitti

Sol tu commetter tenti! Il brando, il braccio

Chi mi trattien, che pena tu non n’abbia!

Che favelli d’oracolo! Se brami

Rispettato veder quel bianco crine,

Che in venerando aspetto empia ed infame

Testa ricopre, ah cessa alfin, deh cessa

Dalla cruda richiesta; e un denso velo

Celi l’audacia tua!

 

CALCANTE

Cupo il dolore

Di genitor chi non rispetta! Io quindi

Voglio soffrir gli oltraggi tuoi; del Cielo

Udisti i cenni, e dei compirli. In vita

Se brami Ifigenia, sperar non puoi

Di condur l’oste alle Pergamee rocche.

Tel vieterò, s’io vivo; e la mia morte,

Ove a me tu la dia, da te gli Achei

Tutti allontanerà.

 

AGAMENNONE

Perfido! E puoi

Tanto abusar del tuo poter su i Greci,

E della mia situazion, che volgi

Contro il sen del tuo Re quelle armi stesse,

Che consiglio regal, del Sacerdote

Nelle mani ripose? Io ti fea grande;

Tu mi calpesti, e men punisci! È tale

La condizione de’ Monarchi! Esulta,

Trionfa or dunque, traditor, chè a dritto

Ben trionfar tu puoi! Con man sicura

Vibra lo stral contro quel petto stesso,

Che già, in difesa tua, s’espose a’ colpi

Delle inimiche spade! Tu lo squarcia!

Sgorgar vedine il sangue, empio, e sorridi

Di sorriso infernal! Celebre rendi

Il Sacerdote, per delitti! Oh rabbia!

Abbandonar l’impresa, o Ifigenia...

A no, che Padre io sono! E fia che Troja...

E l’onor mio, la mia vendetta? Ah tutta

Si scaglierà su te la mia vendetta!

Vedremo or or se salveratti il Nume!

Nell’interno del Tempio, a’ piè dell’ara,

E di polve cosperso, e d’atro sangue,

Per mano vil...

 

 


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