Congregazione delle Figlie di santa Maria della Provvidenza
Costituzioni F. s. M. P. - 2011
Lettura del testo

IDENTITÀ ECCLESIALE DELLE FIGLIE DI SANTA MARIA DELLA PROVVIDENZA

«»

Link alle concordanze:  Normali In evidenza

I link alle concordanze si evidenziano comunque al passaggio

- 29 -
IDENTITÀ ECCLESIALE
DELLE FIGLIE DI SANTA MARIA
DELLA PROVVIDENZA
Iddio è il Padre nostro
1 «Iddio è il Padre nostro!»1. Questa è la grande verità di fede che pervade l’esistenza di don Luigi Guanella.
Essa anima il suo filiale rapporto con Dio e colma di benevolenza e di misericordia il suo servizio ai fratelli.
Nel suo cuore arde «un fervore di carità», perché vive «della vita di Dio Padre»2.
La Divina Provvidenza
2 Don Guanella si sente avvolto e guidato dalla sollecitudine del Padre Celeste, che governa il mondo, simile «al sole, il quale sta nel mezzo del cielo [...] guarda a tutti e, nello stesso tempo, rivolge i suoi raggi a te, come se non avesse che provvedere a te solo»3. - 30 -
Illuminato e sorretto dalla grazia, percorre, lieto e fiducioso, il cammino tracciato per lui dalla Provvidenza di Dio4, amante della vita.
Gesù, cuore di padre
3 In Gesù, don Guanella riconosce l’immensa tenerezza di Dio che si china sull’uomo peccatore. Attratto dal Cuore del Verbo incarnato, che è «cuore di padre», arde dal desiderio di partecipare alla sua opera di salvezza, con spirito di carità e di sacrificio, perché «la forza dell’amore alleggerisce il cammino faticoso del Calvario»5.
Egli approfondisce i misteri della vita, passione, morte e risurrezione del Redentore e apprende a «correre, come un gigante, nella via di perfezione»6.
Eucaristia, fonte di vita
4 Il «Cuore Eucaristico del divino Salvatore» è per don Guanella «perpetua meraviglia» e «grande mistero d’amore»7. - 31 -
Nel Santissimo Sacramento contempla Gesù che «vive con noi, conversa con noi, ci ammaestra e ci accompagna al Celeste Padre»8.
L’Eucaristia, «sole che illumina e riscalda», purifica e infiamma il suo cuore e lo fa vivere «non di altro che della carità di Gesù Cristo»9.
Maria, Madre della Provvidenza
5 Don Guanella si affida interamente a Colei che è Madre della Provvidenza incarnata, Gesù Salvatore10.
In Maria, «piena di grazia [...] piena di virtù», egli ammira il capolavoro dell’Amore del Padre, esempio sublime di ogni santità.
La Vergine Immacolata è per lui modello e guida nel corrispondere «sempre, con affetto purissimo, ad ogni chiamata di Dio»11.
È Dio che fa
6 Riconosciuto nella propria vita «il gioco amorevole della divina Provvidenza»12, don Guanella aderisce totalmente alla propria - 32 -vocazione e missione, per interpretare, eseguire, onorare la volontà del Padre13.
Egli afferma, con umiltà sincera, che «da sé solo non vale niente, ma, attaccato alla divina Provvidenza, [...] può tutto»14, perché: «È Dio che fa!»15.
Pregare e patire
7 Il fervido amor di Dio anima il senso della dedizione totale e coraggiosa di don Guanella verso i fratelli, perché «le opere di bene maturano grazie alla preghiera e al sacrificio»16.
Nel divenire più conforme alla «gran Vittima del Calvario»17, il Fondatore non risparmia fatiche e compie atti eroici di umiltà e di carità nell’esercizio delle opere di misericordia.
«Pregare e patire»18 rendono feconda la sua vita spirituale e apostolica.
Pane e Paradiso
8 Don Guanella, discepolo umile e ardente, apprende dal Cuore misericordioso di Gesù a - 33 -«coricare» nel proprio cuore le umane infermità. Con affetto di carità e stima di venerazione, si pone al servizio dei poveri, che più da vicino rappresentano Gesù Cristo19.
Attento alle necessità umane, spirituali e civili del suo tempo, diviene apostolo zelante per scuotere la società dall’indifferenza verso Dio e il prossimo bisognoso.
Mediante le opere di carità, la stampa e le iniziative sociali coopera a promuovere una cultura di giustizia e di verità, che risponda ai bisogni più profondi dell’animo umano: «Pane e Paradiso»20.
Vincolo di carità
9 Il Fondatore vuole che nelle sue Opere regni sovrana la carità, vincolo che lega i cuori, nella semplicità e nella benevolenza.
Alla «carità di persona»21, che crea comunione, egli esorta i suoi religiosi, gli assistiti e i laici che con lui collaborano con l’intelligenza, il lavoro, il denaro e la preghiera.
Sull’esempio della Santa Famiglia di Nazareth, - 34 -le sue Case devono convertirsi «in focolari di calore, in fari di luce»22, per «operare il meglio che si può delle imprese di Dio a salvezza del mondo»23.
Tutto il mondo è patria vostra
10 L’esperienza vitale della paternità di Dio dona a don Guanella un senso profondo della fraternità che rende tutti «figli comuni nella famiglia del Celeste Padre»24.
Il fuoco della carità dilata il suo cuore sino ai confini della terra. Con fede viva, egli esorta le sue prime figlie missionarie: «Tutto il mondo è patria vostra», perché «la vostra patria è dov’è Dio e Dio è dapper­tutto»25.
La Chiesa, sposa di Gesù e madre nostra
11 Don Guanella realizza la propria missione in comunione profonda con la Chiesa «sposa di Gesù e madre nostra»26, nella quale la sua Opera trova «vita e prosperità». L’Istituto delle Figlie di S. Maria della Provvidenza - 35 -è approvato il 27 settembre 190827 e diviene di Diritto Pontificio il 23 novembre 193128, per esprimere più visibilmente la sua indole universale e partecipare alla sollecitudine pastorale del Papa.
«L’approvazione è il primo anello di una catena di misericordie divine, alle quali non porrà fine null’altro che il venir meno del nostro spirito e della nostra corrispondenza»29.
Sulle orme del Fondatore
12 Il carisma di don Guanella è da noi vissuto, custodito, approfondito e sviluppato, in sintonia con il Corpo di Cristo, in perenne crescita30.
Secondo l’esortazione di Madre Marcellina, il desiderio di ogni Figlia di S. Maria della Provvidenza è di «ottenere lo spirito di fede nella Provvidenza divina e di carità verso il prossimo che animava il santo Fondatore nostro. Alla preghiera uniamo il proposito di camminare assidue sulle sue orme»31, fedeli alla nostra Regola di vita. - 36 -
















p. 29
1
SMC, p. 347.


2
Cf. SMC, p. 469.


3
SMC, p. 126.


p. 30
4
Cf. LDP II, ago. 1902, p. 59.


5
SpC, p. 1039.


6
SAL, p. 1195.


7
SpC, p. 1291.


p. 31
8
SMC, p. 414.


9
SpC, p. 426.


10
LDP II, mag. 1903, p. 35.


11
SAL, p. 918.


12
VdP, p. 100.


p. 32
13
Cf. Paolo VI, Omelia 25.10.1964.


14
LDP II, nov. 1900, p. 84.


15
VdP, p. 78.


16
SpC, p. 39.


17
VdP, p. 69.


18
VSO, p. 544.


p. 33
19
Cf. SpC, p. 993.


20
SMC, p. 1093.


21
Cf. LDP I, lug. 1896, p. 57.


p. 34
22
Cf. LDP II, mar. 1900, p. 17.


23
Cf. SpC, p. 28.


24
Cf. SpC, p. 1232.


25
Cf. SpC, p. 788.


26
SMC, p. 463.


p. 35
27
SCVR decr. 27.09.1908.


28
SCR decr. 23.11.1931.


29
VSO, p. 150.


30
Cf. MR 11.


31
Cf. M. Marcellina, Circolare ott. 1918.





«»

Best viewed with any browser at 800x600 or 768x1024 on touch / multitouch device
IntraText® (VA2) - Some rights reserved by Èulogos SRL - 1996-2016. Content in this page is licensed under a Creative Commons License