Congregazione delle Figlie di santa Maria della Provvidenza
Costituzioni F. s. M. P. - 2011
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IDENTITÀ

LA NOSTRA CONSACRAZIONE RELIGIOSA

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La Consacrazione

Castità consacrata

53

Povertà evangelica

61

Obbedienza redentiva

66
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- 53 -
LA NOSTRA
CONSACRAZIONE RELIGIOSA
<< <   > >>La Consacrazione
Scelte dalla misericordia di Dio
31 «Il Signore è mia parte di eredità e mio calice: nelle tue mani è la mia vita»1. La misericordia di Dio si è chinata su di noi, Figlie di S. Maria della Provvidenza, per farci intendere le finezze del divino amore2.
Corrispondiamo generosamente alla grazia della vocazione, perché tutta la nostra esistenza sia trasfigurata dalla Santa Trinità e diffonda nel mondo il fascino e la nostalgia della bellezza divina3.
Seguire Gesù più da vicino
32 Chiamate a seguire Cristo più da vicino in un’alleanza sponsale, assumiamo la sua - 54 -forma di vita, casta, povera e obbediente, nel desiderio esplicito di totale conformazione a Lui.
Docili allo Spirito Santo, diveniamo memoria vivente di Gesù, il Figlio amato, che trova nel Padre l’unico amore, l’esclusiva ricchezza, il solo criterio di ogni scelta e azione4.
Una nuova e speciale consacrazione
33 Con il Battesimo abbiamo ricevuto il primo abbraccio del Padre, e «un seme benedetto», fecondo di fede, speranza e carità, è stato seminato nel nostro cuore5.
Condotte dalla grazia e dalla bontà del Signore, intensifichiamo e perfezioniamo ciò che Dio ha iniziato in noi, grazie a una nuova e speciale consacrazione.
La professione dei consigli evangelici, mediante i voti pubblici6 di castità, povertà e obbedienza, è la nostra via verso la pienezza dell’identità cristiana7. - 55 -
Inserite nel cuore della Chiesa
34 Inserite nel cuore della Chiesa con la consacrazione religiosa, apparteniamo alla sua santità, bellezza e fecondità.
Fedeli alla nostra vocazione e al «ministero dolcissimo della carità»8, diamo testimonianza profetica del primato di Dio e del valore sacro di ogni persona.
Maria, prima e perfetta discepola
35 La divina Provvidenza, che ha scelto la Vergine di Nazareth per donare al mondo il Salvatore, chiede anche a noi un cuore libero e innamorato per continuare a prendersi cura dell’umanità.
Maria, prima e perfetta discepola di Cristo, sostiene la nostra perseveranza con materna sollecitudine e le sue parole, «Fate quello che vi dirà»9, indicano la via sicura della nostra conformazione alla volontà del Padre. - 56 -
Nello spirito delle Beatitudini
36 Il Signore ha dato a noi la grazia di ascoltare il discorso delle Beatitudini e la forza di seguirlo10. I voti sono la triplice espressione di un unico “sì”, che proclama il primato dell’amore di Dio nella nostra vita11.
Sulla via delle Beatitudini evangeliche, il nostro cuore, in sintonia col Cuore misericordioso di Cristo, diviene capace di dedizione totale al Padre e ai fratelli.
Il fuoco della carità ispira e vivifica i nostri voti, la nostra vita comune e il servizio ai più poveri.
Formula della professione religiosa
37 Celebriamo la professione religiosa, prima temporanea e poi perpetua, secondo il rito dell’Istituto, approvato dalla Chiesa12.
La formula dei voti è la seguente13: - 57 -
A lode e gloria della Santissima Trinità,
Padre, Figlio e Spirito Santo,
io...
riconoscente alla Provvidenza divina
per il dono di essere chiamata
a seguire più da vicino (per sempre)
il Signore Gesù,
nel servizio dei poveri,
tra le Figlie di Santa Maria
della Provvidenza,
faccio a Dio (per un anno - in perpetuo)
nelle mani di suor... Madre Generale,
(o di suor... Superiora Provinciale
o delegata della Superiora Maggiore)
voto di castità, povertà e obbedienza,
che mi impegno a fedelmente osservare,
in comunione di vita con le Sorelle, secondo le Costituzioni.
La Vergine Immacolata,
Madre della divina Provvidenza,
e il santo Fondatore, don Luigi Guanella,
mi ottengano
la grazia della perseveranza.
Tutti rispondono: Amen. - 58 -
<< <   > >>Castità consacrata
Riflesso dell’amore della SS. Trinità
38 «Il Signore è il tutto dell’anima mia»14. Consacrate dal Padre, abbracciamo la castità per il Regno dei Cieli e proclamiamo la bellezza di appartenere totalmente a Dio.
Nella comunione più intima e lieta col Cristo vivente, accogliamo questa vocazione come dono prezioso della grazia divina.
La castità consacrata è per noi esperienza di gioia e di libertà nello Spirito Santo, invito alla sovrabbondanza della gratuità e dell’amore.
Il voto di castità
39 Assumiamo l’obbligo di una continenza perfetta nel celibato con il voto di castità15, per gustare la beatitudine promessa ai puri di cuore16.
Nel legame di amore sponsale con Cristo, dedichiamo in modo esclusivo le nostre energie fisiche e spirituali alla diffusione del - 59 -Regno di Dio, consapevoli che la castità è virtù soprattutto della mente e del cuore17.
Castità nella vita fraterna
40 Nella dimensione comunitaria la castità consacrata si esprime e si rafforza con il dono sincero di sé, fonte di una pace profonda.
Sollecite per il vero bene delle Sorelle coltiviamo amicizie trasparenti, purificate da atteggiamenti di dominio e di esclusività.
Per camminare insieme con libertà di cuore, educhiamo la nostra affettività18 e troviamo sostegno reciproco in rapporti intessuti di rispetto, affabilità e comprensione.
Castità e missione
41 Sorgente di particolare fecondità, la castità consacrata richiede a ogni Figlia di S. Maria della Provvidenza di non anteporre nulla all’amore personale per Cristo e per i poveri nei quali Egli vive19.
L’amore verginale di Gesù per il Padre e - 60 -per l’umanità, è giunto fino al sacrificio della Croce. Radicate nell’intima unione con l’Agnello immacolato, con generosità di cuore affrontiamo fatiche e rinunce per fare del bene al prossimo più bisognoso20.
Maria modello di castità
42 Impegnate a vivere una castità gioiosa e di profonda umanità, rivolgiamo lo sguardo alla «Benedetta tra le donne»21: verginità e maternità in Lei si sono congiunte22.
Sul suo esempio la nostra sensibilità femminile diviene segno della tenerezza di Dio verso il genere umano.
Viviamo in purezza e umiltà come Maria, per avere la grazia di essere madri «abili a diffondere il Regno di Gesù Cristo»23.
Mezzi per rimanere fedeli a Cristo, unico sposo
43 Consapevoli di avere un prezioso dono di Dio in fragili vasi di creta24, vigiliamo con la luce della fede e la fiamma della carità, - 61 -per rimanere fedeli a Cristo, unico sposo25.
In un’intensa vita spirituale e fraterna e in un laborioso spirito di servizio ai poveri, troviamo abbondante l’aiuto del Signore per custodire il voto di castità e conservare purezza di mente e di cuore.
Prudenti e sobrie, curiamo il nostro equilibrio affettivo e non trascuriamo l’ascesi necessaria al dominio di sé, la sana distensione e i mezzi naturali che giovano alla salute mentale e fisica26.
<< <   > >>Povertà evangelica
Espressione del dono reciproco
delle tre Persone Divine
44 «La grazia di Dio deve essere il tesoro del cuor nostro»27.
Deposto ogni affanno nelle mani provvidenti del Padre, percorriamo la via della «cristiana povertà, accettata, voluta, amata come un dono di Dio»28. - 62 -
Per mezzo di essa partecipiamo allo spogliamento di Cristo che, da ricco che era, si è fatto povero per amore, e siamo condotte ad arricchire spiritualmente l’umanità.
Liberate dalla schiavitù delle cose, accogliamo la presenza viva dello Spirito Santo che apre il nostro cuore al dono totale di sé.
Il voto di povertà
45 Mediante il voto di povertà29 abbracciamo una vita povera di fatto e di spirito, perché in noi si realizzi la beatitudine evangelica riservata ai poveri30.
In operosa sobrietà, limitiamo l’uso dei beni materiali alle necessità della vita e al buon servizio del Signore31.
Disponiamo dei beni in dipendenza dalle legittime Superiore, con senso di responsabilità e retta intenzione, consapevoli che il distacco dalle cose è premessa indispensabile alla sequela radicale di Cristo e a una vera fraternità con i poveri. - 63 -
Povertà nella vita fraterna
46 Il consiglio evangelico di povertà nella vita fraterna ci rende più libere e aperte a una sincera comunione. «Quando nulla si possiede, è più facile amarsi a vicenda e tollerarsi nei propri difetti»32.
Con serena gratuità abbracciamo la comune legge del lavoro e facciamo dono generoso di quanto siamo e abbiamo per il bene della Comunità e della sua azione apostolica.
Insieme siamo impegnate in un responsabile discernimento, per dare testimonianza evangelica di povertà comunitaria, di abnegazione e di essenzialità, in uno stile di vita sobrio e ospitale.
Povertà e missione
47 Sulle orme di Cristo, venuto per servire e non per essere servito33, mettiamo umilmente la nostra vita a servizio dei fratelli più bisognosi.
Fedeli all’esortazione del Fondatore: «vivete di fede e quanto avete datelo ai poveri»34, - 64 -accettiamo i disagi e le umiliazioni che la povertà comporta35, per partecipare più intimamente alle sofferenze e alle difficoltà degli indigenti.
Con coerenza viviamo la scelta della povertà evangelica, consapevoli di essere dispensiere dei doni che la Provvidenza mette a nostra disposizione per i poveri. Impegnate nella promozione della solidarietà e della carità, diveniamo appello profetico contro l’egoismo avido di possesso.
Maria modello di povertà
48 Maria primeggia tra gli umili e i poveri del Signore che fiduciosi attendono da Lui la salvezza36. La sua vita è per noi modello di vera libertà e povertà di spirito.
Perseveriamo nel distacco da ogni desiderio di ricchezza e potere e coltiviamo l’umiltà profonda del cuore, che redime dall’orgoglio e apre all’irruzione della grazia37.
Alla Vergine Madre, perfettamente unita a Cristo nella sua spogliazione, chiediamo - 65 -aiuto e conforto per accogliere con fede, nel disegno misterioso della Provvidenza, gli insuccessi, le prove, le privazioni, la malattia e le sofferenze.
L’uso dei beni
49 Prima della professione temporanea, cediamo a persona di fiducia l’amministrazione e diamo disposizione per l’uso e l’usufrutto dei nostri beni, di cui manteniamo la proprietà, con la capacità giuridica di acquistarne altri.
Prima della professione perpetua, disponiamo liberamente di ogni nostro avere, mediante testamento valido secondo il diritto civile.
Possiamo modificare le disposizioni date e disporre dei beni temporali, previo consenso della Superiora Maggiore competente.
Tutto ciò che guadagniamo o acquistiamo, con il lavoro personale o per mandato della Congregazione ed eventuali risorse, come pensioni, sussidi, assicurazioni, appartengono alla nostra Famiglia Religiosa38. - 66 -
Qualora lasciassimo l’Istituto non possiamo pretendere compenso alcuno per il lavoro compiuto, ma solo accogliere, grate, l’aiuto che ci viene offerto, secondo equità e carità evangelica39.
<< <   > >>Obbedienza redentiva
Partecipazione alla volontà salvifica
della SS. Trinità
50 «Godimento alto è poter dire: faccio in tutto il volere del Padre»40. A Lui consegniamo la nostra esistenza, in filiale ascolto e pronta disponibilità.
Intimamente unite all’amore del Cuore di Gesù, imitiamo con umiltà la sua obbedienza e partecipiamo alla sua missione redentrice41.
La nostra vita, aperta al soffio vitale dello Spirito, si realizza nella libertà e nell’amore, in costante conversione ai progetti, ai tempi e ai modi di Dio. - 67 -
Il voto di obbedienza
51 Chiamate a seguire Cristo obbediente fino al dono della vita, con spirito di fede e di amore testimoniamo la beatitudine donata a chi ascolta e mette in pratica la sua Parola42.
Mediante il voto di obbedienza43 ci impegniamo a obbedire alle disposizioni delle Superiore, quali rappresentanti di Dio, secondo le Costituzioni del nostro Istituto44.
In comunione con loro, conformiamo pensieri e affetti allo spirito della nostra Regola di vita45.
Obbedienza nella vita fraterna
52 Autorità e obbedienza sono aspetti complementari della nostra comune partecipazione all’offerta di Gesù e alla sua missione46.
Il voto di obbedienza comporta un profondo legame con la Comunità nella quale siamo chiamate a vivere, obbedienti le une alle altre, «nel timore di Cristo»47. - 68 -
Con l’aiuto della grazia purifichiamo il nostro cuore dall’egoismo, dalla pretesa di autosufficienza e diveniamo attente a cogliere in ogni Sorella e situazione una mediazione della volontà del Signore48.
Obbedienza e missione
53 «Mio cibo è fare la volontà di Colui che mi ha mandato e compiere la sua opera»49. Con la professione di obbedienza manifestiamo l’adesione totale a Dio e alla missione affidata alla nostra Famiglia Religiosa.
Guardiamo alle Superiore con spirito di ­fede, mente serena, cuore espansivo, gratitudine e rispetto50, e operiamo con responsabilità, disponibili e perseveranti nei diversi servizi51.
Grazie all’obbedienza evangelica abbiamo la certezza di servire il Signore e di poter cooperare alla sua opera con «ogni pensiero della mente, ogni affetto del cuore, ogni fatica del corpo»52. - 69 -
Maria modello di obbedienza
54 «Eccomi, sono la serva del Signore, ­avvenga di me quello che hai detto»53. L’obbedienza della fede di Maria indica il vertice e la pienezza della nostra consacrazione.
Come la Madre di Gesù accogliamo e incarniamo la Parola, con la quale Dio rivela se stesso e rinnova ogni giorno la sua alleanza d’amore54.
Nel “fiat” della Vergine troviamo luce e forza per fare della docilità ai voleri del Padre la via e il mezzo della nostra santificazione55.
Obbedire solamente per Dio
55 «Ecco, io vengo a fare la tua volontà»56. Animate dal desiderio di compiere il disegno del Padre, rinnoviamo ogni giorno il dono di noi stesse, per giungere a una profonda identità e libertà interiore57.
La scelta consapevole di obbedire solamente - 70 -per Dio esige da noi un’obbedienza responsabile e coraggiosa, che va oltre l’esecuzione formale ed è capace di sacrificio, in uno slancio generoso e creativo verso quella santità che Lui vuole da noi58.





p. 53
1
Sal 16, 5.


2
Cf. SpC, p. 500.


3
Cf. VC 20.


p. 54
4
Cf. Giovanni Paolo II, Messaggio 06.01.1997, n. 3.


5
Cf. SMC, p. 574.


6
Cf. can. 573 §1.


7
Cf. SpC, p. 329.


p. 55
8
Cf. SpC, p. 417.


9
Gv 2, 5.


p. 56
10
Cf. SpC, p. 422.


11
Cf. EEVR 14.


12
Cf. can. 654.


13
Cf. EEVR nor. fon. n. 6.


p. 58
14
SMC, p. 890.


15
Cf. can. 599.


16
Cf. Mt 5, 8.


p. 59
17
Cf. SpC, p. 320.


18
Cf. VFC 37.


19
Cf. VC 84.


p. 60
20
Cf. SpC, pp. 435.437.


21
Lc 1, 42a.


22
Cf. MD 17.


23
Cf. SpC, p. 201.


24
Cf. 2Cor 4, 7.


p. 61
25
Cf. SpC, p. 532.


26
Cf. SpC, p. 322.


27
SAL, p. 193.


28
SpC, p. 507.


p. 62
29
Cf. can. 600.


30
Cf. Mt 5, 3.


31
Cf. SpC, p. 215.


p. 63
32
SpC, p. 506.


33
Cf. Mt 20, 27-28.


34
SpC, p. 786.


p. 64
35
Cf. SpC, p. 214.


36
Cf. LG 55.


37
Cf. Benedetto XVI, Udienza 15.02.2006.


p. 65
38
Cf. can. 668 §1-4.


p. 66
39
Cf. can. 702 §1-2.


40
SAL, p. 545.


41
Cf. RD 13.


p. 67
42
Cf. Lc 11, 28.


43
Cf. can. 601.


44
Cf. EEVR 16.


45
Cf. SpC, p. 216.


46
Cf. ET 25.


47
Cf. Ef 5, 21a.


p. 68
48
Cf. FT 20 g.


49
Gv 4, 34.


50
Cf. SpC, p. 664.


51
Cf. SpC, p. 201.


52
NR, 1988, p. 39.


p. 69
53
Lc 1, 38.


54
Cf. FT 7.


55
Cf. MC 21.


56
Eb 10, 9.


57
Cf. Benedetto XVI, Discorso 08.09.2007.


p. 70
58
Cf. FT 9.





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