Congregazione delle Figlie di santa Maria della Provvidenza
Costituzioni F. s. M. P. - 2011
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LA NOSTRA FORMAZIONE

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Un costante cammino di formazione

Pastorale vocazionale

71

I percorsi iniziali della formazione

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LA NOSTRA FORMAZIONE
<< <   > >>Un costante cammino di formazione
La forma di vita
delle Figlie di S. Maria della Provvidenza
56 «Vivo io, ma non sono io che vivo, è Gesù Cristo che vive in me»1. Dio Padre plasma in noi l’immagine del Figlio, attraverso l’azione dello Spirito Santo, nella forma di vita delle Figlie di S. Maria della Provvidenza.
Partecipi dell’intuizione carismatica di don Guanella, scopriamo e approfondiamo il senso della nostra vocazione alla luce dell’identità e della tradizione dell’Istituto, grazie al percorso formativo che esso propone.
Impegno personale, assiduo
e responsabile di formazione
57 Lo Spirito ci conduce a una progressiva assimilazione dei sentimenti di Cristo. In - 72 -ogni età e fase dell’esistenza, cogliamo le opportunità che la grazia di Dio offre per abbellire la Casa del nostro cuore e riscaldarla con un fuoco crescente di carità2.
Un impegno personale assiduo e responsabile rende salda la nostra crescita umana e spirituale, nell’interiorizzazione dei valori della consacrazione religiosa e dei contenuti della Regola di vita3.
Maria: sorgente perenne
di feconde ispirazioni di vita
58 Maria è presente alla nascita e alla formazione della nostra vocazione religiosa4.
La Madre del Signore educa e aiuta ciascuna di noi a custodire e meditare nell’intimo le parole e gli esempi del Figlio, per divenire memoria vivente del suo modo di esistere e di agire.
Perfetta seguace di Cristo e donna realiz­zata in pienezza, la Vergine è per noi una sorgente perenne di feconde ispirazioni di vita5. - 73 -
La Comunità, ambito privilegiato di formazione
59 «Chi è fedele nel poco, è fedele anche nel molto»6.
Alla luce della Parola di Dio ci esercitiamo a incarnare i nostri alti ideali, ammaestrate dalla vita di ogni giorno e dalla Comunità, ambito privilegiato di formazione.
L’impegno di ognuna a migliorare se stessa giova al progresso di tutte ed è benedizione per la Comunità7.
Mediante relazioni e comunicazioni autentiche, la vita fraterna favorisce l’educazione integrale di ciascuna di noi e il consolidarsi della nostra identità di donne-consacrate-guanelliane.
Formazione per la missione
60 La fedeltà alla nostra vocazione e la dedizione alla missione affidata dal Padre all’Istituto, esigono che la nostra carità si arricchisca sempre più, in conoscenza e in discernimento8.
Attente ai cambiamenti socio-culturali del - 74 -nostro tempo, alle indicazioni della Chiesa e in conformità al progetto apostolico della Congregazione, curiamo la qualificazione e l’aggiornamento della nostra competenza professionale, a servizio della forza creatrice dell’amore9.
Lasciarsi formare dai poveri
61 «Beato chi ha cura del debole»10. Accogliamo come una grazia l’impegno a formarci per divenire segni credibili della Prov­videnza verso i fratelli in situazione di maggiore debolezza e povertà.
L’incontro attento e cordiale con chi è nel bisogno, svela la fragilità della nostra condizione umana e la bellezza nascosta in ogni persona.
I poveri e i sofferenti, nei quali è più viva l’immagine del Salvatore, ci evangelizzano e ci educano11. Il rapporto con loro ravviva il senso della nostra umanità, dignità e missione. - 75 -
Un processo vitale e armonico di formazione
62 La nostra quotidiana conversione al Vangelo mantiene vive le motivazioni della sequela e l’adesione, gioiosa e convinta, al carisma guanelliano.
Un processo formativo vitale e armonico coinvolge tutta la nostra persona, nelle intenzioni e nei comportamenti, e accompagna la nostra crescita di discepole e di apostole.
La formazione valorizza la femminilità e promuove le potenzialità di ciascuna, mediante un cammino sistematico, personalizzato12 e integrato nel progetto spirituale e apostolico della Congregazione.
Orientamenti comuni
per una formazione inter-culturale
63 Cristo, nostra pace, ha fatto di noi una sola Famiglia. L’apertura della Congregazione alla missione universale della Chiesa richiede la capacità di superare i condizionamenti del proprio ambiente di origine e la sapiente accoglienza dei valori e delle espressioni più significative della cultura di inserimento13. - 76 -
Gli orientamenti comuni della formazione favoriscono la conoscenza reciproca e un’equilibrata integrazione dei differenti modi di vedere e sentire, per camminare unite in spirito di umiltà e di semplicità.
Il Piano di Formazione
64 Custodiamo la grazia della perseveranza con l’impegno ad approfondire e assimilare lo spirito proprio dell’Istituto, nella consapevolezza di dover dare il meglio di noi stesse all’Opera affidataci da Dio14.
Le Superiore e le Formatrici, secondo le competenze loro affidate, attuano il Piano di Formazione15 ispirato al carisma della Congregazione, per vivere e trasmettere il medesimo spirito di don Guanella nelle varie fasi della nostra esistenza di consacrate.
Il Piano di Formazione si puntualizza in programmi adeguati ai cammini formativi, che vengono realizzati a livello di Comunità, di Provincia e di Istituto. - 77 -
<< <   > >>Pastorale vocazionale
Comunicare la bellezza di appartenere a Dio
65 «Abbiamo trovato il Messia [...] vieni e vedi»16. Un cammino di vera formazione educa ciascuna di noi a vivere la consacrazione come un dono sempre nuovo, da accogliere e condividere17.
È desiderio fervente di ogni Figlia di S. Maria della Provvidenza perfezionarsi nella via dei consigli evangelici18 e prodigarsi perché molti possano intendere quanto è bello essere tutte di Dio19.
La nostra esistenza, vissuta con autenticità e passione, suscita e libera le domande profonde spesso nascoste nel cuore delle persone, per far scoprire loro la chiamata del Signore.
Animazione vocazionale
66 Siamo tutte animatrici vocazionali, personalmente e come comunità. Concordi, preghiamo il Signore della messe e sollecitiamo - 78 -a pregarlo, perché invii operai alla sua Chiesa20.
Sorrette dalla grazia, nell’umile misura del nostro impegno, testimoniamo la bellezza di una vita coerente con i valori evangelici, ricca di fede, sereno equilibrio e gioia profonda, fraterna e solidale con i poveri, in sintonia con il carisma del nostro Istituto.
A quanti sono assetati di valori assoluti offriamo accoglienza, accompagnamento spirituale e concrete esperienze di carità e di servizio.
<< <   > >>I percorsi iniziali della formazione
L’itinerario formativo
67 Valutate con rettitudine e molta preghiera le richieste di ammissione21, secondo i requisiti previsti dal Piano di Formazione22, accogliamo con fiducia quante si sono lasciate incontrare dal Signore e hanno trovato in Lui la forza di seguirlo. - 79 -
La Congregazione offre alle candidate un itinerario di discernimento e di formazione, che le guidi verso un’adesione libera e responsabile alla chiamata di Dio, secondo il nostro carisma e stile di vita.
Questo percorso prevede quattro tappe definite in base alle indicazioni del Piano di Formazione:
– postulato,
– noviziato,
– juniorato,
– preparazione alla professione perpetua.
La mediazione della Formatrice
68 Nelle varie tappe della formazione iniziale la mediazione di una Formatrice aiuta la candidata a riconoscere, nelle sue vicende personali e nelle esigenze proprie della vocazione guanelliana, la volontà del Padre su di lei.
In particolare la Responsabile di formazione, sentito il parere dell’équipe formativa, secondo le indicazioni del Piano di Formazione, discerne con la candidata l’autenticità della chiamata alla vita religiosa23. - 80 -
Attenta all’azione della grazia e disponibile all’ascolto dello Spirito, la Formatrice sostiene la candidata con discrezione e animo aperto. Attraverso un dialogo diretto e regolare l’accompagna sulle strade del Signore, per una piena e gioiosa appartenenza a Lui.
La responsabilità condivisa della formazione
69 Le Superiore Maggiori, con l’aiuto di responsabili qualificate, hanno il compito di vigilare sulla formazione delle Figlie di S. Maria della Provvidenza24.
Ciascuna di noi ha l’impegno di cooperare, per creare in Comunità un ambiente favorevole alla crescita umana, spirituale e apostolica.
Con particolare delicatezza e cordialità, accostiamo le giovani che il Signore chiama a condividere la nostra forma di vita.
Preghiamo per loro e le incoraggiamo con il buon esempio, perché possano crescere e fortificarsi nella fedeltà alla vocazione25. - 81 -
Postulato
70 Il postulato offre alla candidata tempi e spazi adeguati per un graduale sviluppo umano, affettivo e spirituale, premessa a un noviziato fecondo.
Il Piano di Formazione ne definisce l’obiettivo, la durata e il processo educativo. L’ammissione della postulante è riservata alla Superiora competente, sentito il parere del suo Consiglio26.
La postulante inizia il cammino verso la vita religiosa alimentata dalla Parola di Dio e dall’Eucaristia e cresce con l’esercizio delle opere di misericordia27. Accompagnata dalla Responsabile di formazione, verifica le motivazioni della vocazione e sceglie liberamente il proprio futuro.
Sentita la Formatrice, la Superiora Maggiore, da cui dipende il postulato, con il ­parere del suo Consiglio, può dimettere la postulante secondo le indicazioni del Direttorio. - 82 -
Ammissione al noviziato
71 L’Istituto valuta l’idoneità della candidata e la sua attitudine alla nostra forma di vita28.
Sentita la Formatrice, la Superiora Maggiore, con il parere del suo Consiglio, ammette al noviziato la postulante29 che ha raggiunto un’adeguata preparazione30.
I requisiti di validità per l’ammissione al noviziato sono disposti dal Diritto universale e dalle indicazioni del Direttorio.
Noviziato: tempo di iniziazione alla vita religiosa
72 «Per il tuo grande amore entro nella tua casa»31. Il noviziato è il periodo di iniziazione alla vita religiosa, il buon momento per mettere le basi di una esistenza operosa e santa, secondo il carisma guanelliano32.
Attraverso l’esperienza di un incontro profondo e vitale con il Signore, la novizia prende coscienza del senso e delle implicazioni - 83 -di un’esistenza alla sequela di Cristo33. Impara a riporre ogni fiducia in Dio e non in se stessa, per restare salda anche nel tempo della prova34.
Si lascia accompagnare con umiltà e docilità dalla Formatrice, in una crescita che integri fede e ragione, vita e pensiero e matura una scelta libera e responsabile di offerta totale a Dio, mediante la professione dei consigli evangelici.
Noviziato: esperienze fondamentali
73 Nel silenzio, nella solitudine e nel dolce conversare con il Signore35, la novizia apprende a fare di Cristo il centro della propria vita, in un cammino di sincero distacco da sé.
Si dedica allo studio e alla meditazione della Scrittura, del Magistero e della Tradizione della Chiesa, per una conoscenza più profonda e viva del mistero di Dio e delle esigenze della vita consacrata36.
La novizia è guidata ad assimilare il carisma - 84 -del Fondatore, mediante l’approfondimento e la pratica della Regola. In un itinerario di interiorizzazione dei valori della spiritualità guanelliana, sviluppa, progressivamente, attitudini e modalità di vita richieste dalla nostra missione ecclesiale.
Grazie alla testimonianza di vita delle Sorelle37 e al clima di dialogo e di condivisione in Comunità, sperimenta la vita fraterna nella concretezza del quotidiano.
Durante il noviziato ella non viene impegnata in studi o incarichi apostolici non direttamente finalizzati al suo cammino formativo38.
La Maestra di noviziato
74 La Maestra di noviziato è una Sorella di voti perpetui, scelta in base ai criteri di idoneità previsti dal Direttorio. È nominata dalla Superiora Maggiore di competenza, con il consenso del suo Consiglio, previo parere della Superiora Generale se il caso lo comporta39. - 85 -
A lei, sotto l’autorità della Superiora Maggiore, è riservata la direzione delle novizie40, missione da svolgere con profondo spirito di preghiera e di umiltà41.
Adeguatamente preparata, la Madre Maestra42 ha il compito di discernere la vocazione della candidata, formandola alla rettitudine delle intenzioni e delle azioni, e di guidarla ad assumere gradualmente gli impegni della vita consacrata43.
Noviziato: modalità e tempi
75 Il periodo del noviziato ha una durata di due anni44, dei quali dodici mesi costituiscono l’anno canonico e devono essere vissuti nella Casa45 eretta mediante decreto della Superiora Generale con il consenso del suo Consiglio46.
Durante il secondo anno possono essere previste esperienze apostolico-formative nelle Comunità della Congregazione47, per favorire la crescita verso un’armonica unità di vita.- 86 -
Un’assenza dalla Casa di noviziato, durante il periodo canonico, che superi i tre mesi, continui o discontinui, rende invalido il noviziato; un’assenza che superi i quindici giorni deve essere recuperata48.
Ammissione alla professione temporanea
76 L’ammissione della novizia alla professione dei voti temporanei compete alla Superiora Maggiore da cui dipende il noviziato, con il consenso del proprio Consiglio, sentito il parere della Maestra di formazione, secondo le indicazioni del Direttorio49.
Durante il noviziato la Superiora Maggiore, sentita la Formatrice, con il parere del Consiglio, può dimettere una novizia, così come la candidata può liberamente lasciare l’Istituto, secondo le modalità previste dal Direttorio50.
Professione temporanea
77 «Mettimi come sigillo sul tuo cuore»51. La prima professione rimane presente come - 87 -memoria feconda, che anima a proseguire nelle vie del bene e a crescere nel fervore52.
La religiosa, con la professione temporanea, si impegna a vivere tutte le esigenze della consacrazione53, secondo il carisma della nostra Famiglia Religiosa.
Il carattere di temporaneità non toglie la pienezza di intenzionalità dell’offerta di sé54, che trova le sue radici nell’alleanza d’amore con Dio.
Juniorato: tempo per maturare nella fedeltà
78 Nel tempo dello juniorato, la religiosa, disponibile alle ispirazioni dello Spirito Santo, continua la formazione55, per maturare progressivamente una fedeltà sempre più radicale al Signore.
Alla luce del pensiero e dell’esperienza del Fondatore, impara che nel momento della prova occorre rafforzarsi nella fede, confortarsi nella speranza e immergersi nel fervore della carità56. - 88 -
Accompagnata da una Formatrice e da una guida spirituale, si prepara alla totale donazione di sé a Dio, nella sequela di Cristo e a servizio della Chiesa.
Juniorato: esperienze fondamentali
79 Il periodo dei voti temporanei permette alla religiosa di divenire maggiormente cosciente del tesoro prezioso della vita consacrata, di crescere nella conoscenza della spiritualità guanelliana e nella gioia di appartenere alla nostra Famiglia Religiosa.
In questa nuova fase di formazione la ­junior, inserita attivamente in una Comunità, viene aiutata a confrontarsi con la realtà e la quotidianità dell’esistenza, come luogo della concreta consegna di sé al ­Padre.
Partecipe della vita e della missione dell’Istituto, si impegna responsabilmente ad amare e servire con la carità di Cristo nell’attività apostolica che le viene affidata e che compie con fede, rispetto e amore57.
L’itinerario formativo dello juniorato si svolge secondo le indicazioni del Piano di Formazione. - 89 -
Juniorato: modalità e tempi
80 La professione temporanea viene emessa ogni anno, ordinariamente per un periodo di cinque anni58; la Superiora Generale, con il consenso del suo Consiglio, può prolungarlo fino a nove59, secondo le indicazioni del Direttorio.
Compete alla Superiora Maggiore, con il consenso del suo Consiglio, ammettere la junior alla rinnovazione dei voti60, secondo quanto stabilito nel Direttorio.
In caso di dimissione o uscita di una religiosa di voti temporanei ci si attiene alle disposizioni del Diritto universale e alle indicazioni del Direttorio e del Piano di Formazione.
Ammissione alla professione perpetua
81 Al termine del periodo di juniorato, la religiosa chiede liberamente di poter emettere i voti perpetui61.
L’ammissione alla professione perpetua spetta alla Superiora Generale, con il consenso del suo Consiglio62, sentito il parere - 90 -della Formatrice, della Superiora Provinciale e, se il caso lo comporta, della Superiora delegata.
La professione perpetua può essere anticipata, per giusta causa, ma non oltre un trimestre63.
Professione perpetua: definitiva consegna di sé
82 Con la professione perpetua, segno dell’unione indissolubile di Cristo con la Chiesa, sua sposa, siamo consacrate da Dio per sempre e dedichiamo tutta la vita a servizio del Vangelo.
Nella celebrazione liturgica della professione perpetua la Chiesa riceve i nostri voti, attraverso la Superiora Generale o una sua delegata, e associa la nostra oblazione al sacrificio eucaristico64.
Rese partecipi dell’offerta del Figlio al Padre, accogliamo la fatica e la gioia di servire Lui solo, Lui sempre, tra le Figlie di S. Maria della Provvidenza65.














p. 71
1
SpC, p. 426.


p. 72
2
Cf. SAL, p. 919.


3
Cf. PI 29.


4
Cf. PI 110.


5
Cf. VMFIS 21.


p. 73
6
Lc 16, 10.


7
Cf. SpC, p. 29.


8
Cf. Fil 1, 9-11.


p. 74
9
Cf. DB n. 197.


10
Sal 41, 2.


11
Cf. DB, n. 30.


p. 75
12
Cf. cann. 660-661.


13
Cf. RMi 53.


p. 76
14
Cf. SpC, p. 30.


15
Cf. can.659 §2.


p. 77
16
Gv 1, 41b.46b.


17
Cf. RdC 16.


18
Cf. SpC, p. 202.


19
Cf. SMC, p. 896.


p. 78
20
Cf. SpC, p. 862.


21
Cf. SpC, p. 467.


22
Cf. cann. 641-642.


p. 79
23
Cf. SpC, p. 266.


p. 80
24
Cf. PI 98.


25
Cf. SpC, p. 478.


p. 81
26
Cf. can.597 §1.


27
Cf. SpC, p. 478.


p. 82
28
Cf. can. 642.


29
Cf. can. 641.


30
Cf. can. 597 §2.


31
Sal 5, 8a.


32
Cf. SpC, p. 488.


p. 83
33
C fr. can. 646.


34
Cf. SpC, p. 486.


35
Cf. SpC, p. 490.


36
Cf. can. 652 §2.


p. 84
37
Cf. can. 652 §4.


38
Cf. can. 652 §5.


39
Cf. can. 651 §1.


p. 85
40
Cf. can. 650 §2.


41
Cf. SpC, p. 743.


42
Cf. can. 651 §3.


43
Cf. can. 652 §1.


44
Cf. can. 648 §3.


45
Cf. can. 648 §1.


46
Cf. can. 647.


47
Cf. can. 648 §2.


p. 86
48
Cf. can. 649 §1-2.


49
Cf. can. 656.


50
Cf. can. 653 §1.


51
Cf. Ct 8, 6.


p. 87
52
Cf. SpC, p. 94.


53
Cf. can. 654.


54
Cf. RC 7.


55
Cf. can. 659 §1.


56
Cf. SpC, p. 492.


p. 88
57
Cf. SpC, p. 494.


p. 89
58
Cf. can. 655


59
Cf. can. 657 §2.


60
Cf. can. 656.


61
Cf. can. 657 §1.


62
Cf. can. 658.


p. 90
63
Cf. can. 657 §3.


64
Cf. PI 54.


65
Cf. SpC, p. 487.





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