Congregazione delle Figlie di santa Maria della Provvidenza
Costituzioni F. s. M. P. - 2011
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COMUNIONE

LA VITA FRATERNA IN COMUNITÀ

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In comunione nel progetto di Dio

In comunione nella Chiesa

95

In comunione nello spirito guanelliano

99

Appartenenza alla Congregazione

106

Separazione dalla Congregazione

108
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COMUNIONE


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LA VITA FRATERNA IN COMUNITÀ
<< <   > >>In comunione nel progetto di Dio
Immagine della comunione trinitaria
83 «Dio è amore; chi rimane nell’amore rimane in Dio»1. La comunione è frutto di quest’Amore, sgorgato dal cuore del Padre e riversato in noi attraverso lo Spirito, che Gesù ci dona2.
In una limpida dimensione di fede riconosciamo e accogliamo la grazia che il Signore ci ha fatto radunandoci in comunità3, per divenire una cosa sola, a immagine della comunione trinitaria.
Riunite sull’esempio dei primi discepoli
84 Riunite nel Nome di Gesù, godiamo della sua presenza in mezzo a noi e condividiamo la sua vita e la sua missione, sull’esempio dei primi discepoli. - 96 -
La nostra fraternità nasce e si consolida nella docilità allo Spirito Creatore e nella comune ricerca della volontà del Padre, poiché tutte tendiamo a Dio e dipendiamo da Lui4 «nobilissimo centro delle nostre aspirazioni»5.
Nel vincolo della cristiana carità
85 Il Signore, che è carità per essenza, attrae i nostri cuori a sé e li tiene uniti con il vincolo della cristiana carità6.
Questo «semplice e nobile legame dell’amore»7 sostiene le nostre Comunità, diviene logica di vita, fonte di gioia e di forza, trasparente testimonianza dei frutti del comandamento nuovo.
Perseveranti e concordi con Maria
86 Perseveranti e concordi in preghiera con la Madre di Gesù8, le nostre Comunità si rafforzano, liete nella speranza e costanti nella tribolazione, per realizzare vere fraternità - 97 -di fede, di carità e di zelo apostolico per la dilatazione del Regno9.
Affidiamo a Maria, Madre di Provvidenza, la consistenza, l’unità e il progresso di ogni Comunità e della nostra Famiglia Religiosa10.
<< <   > >>In comunione nella Chiesa
Segno della comunione ecclesiale
87 «La Chiesa di Gesù Cristo è una famiglia. La carità [...] unisce i cuori dei membri di questa ammirabile società»11. La nostra vita fraterna in comunità è chiamata a essere segno eloquente della comunione ecclesiale.
Vivificate dallo Spirito, «cuore della Chiesa», le Figlie di S. Maria della Provvidenza si fanno annuncio, diaconia e testimonianza profetica12 dell’unità resa possibile dalla condivisione del mistero pasquale di Cristo, venuto a riunire i figli di Dio che erano dispersi. - 98 -
Partecipazione alla vita della Chiesa
88 Fedeli all’esempio del Fondatore, partecipiamo in pienezza alla vita ecclesiale, con un profondo legame di affetto al Papa, «padre comune dei fedeli»13.
Amiamo la Chiesa universale e la Chiesa particolare in cui siamo inserite, preghiamo e cooperiamo, in modo attivo ed esemplare, per la diffusione e il consolidamento della spiritualità di comunione14.
Comunità e mondo laicale
89 La nostra vita fraterna è chiamata ad assumere con coerenza l’impegno a essere lievito e fermento nei confronti del mondo laicale15, mediante relazioni umane e apostoliche autentiche.
Pur consapevoli dei nostri limiti, desideriamo offrire ai laici Comunità vive e accoglienti, con una chiara fisionomia carismatica, ricche di spiritualità e generose nel servizio16.
Una vita in comune, costantemente rinnovata nell’accoglienza e nel perdono reciproco, è il - 99 -nostro primo, significativo contributo perché lo spirito di carità si manifesti in tutti i cuori17.
Il carisma guanelliano dono per la Chiesa
90 Nella Chiesa custodiamo e valorizziamo il particolare vincolo che ci unisce ai nostri Confratelli Servi della Carità e ai Cooperatori Guanelliani.
Eredi del medesimo patrimonio spirituale, condividiamo l’impegno ad approfondire, attualizzare e diffondere il carisma del Fondatore, perché il Popolo di Dio possa partecipare e godere di questo dono18.
<< <   > >>In comunione nello spirito guanelliano
L’esempio della Santa Famiglia
91 Secondo l’invito del Fondatore, guardiamo alla Santa Famiglia19 per apprendere cos’è la comunione d’amore, la sua bellezza austera e semplice20.- 100 -
Al centro della Casa di Nazareth è Dio, edifichiamo anche le nostre Comunità sulla Roccia perché, dopo aver purificato le nostre anime con l’obbedienza alla verità21, possiamo volerci bene con sincerità e dolcezza di cuore22.
Vita spirituale comunitaria
92 Nello spirito di preghiera e di intimità con Dio che pervade la nostra vita fraterna, possiamo formare Comunità mature, dove la spiritualità di comunione è legge di vita23.
Condividiamo la mensa della Parola e del Pane e saziamo il cuore di verità e di carità24, per amarci come Cristo ci ha amato.
Secondo le modalità fissate dal Direttorio, partecipiamo con fedeltà e perseveranza alla preghiera comunitaria e alla lettura spirituale, mezzi indispensabili per il bene delle nostre anime e per la coerenza evangelica della nostra vita in comune. - 101 -
Lo spirito guanelliano di famiglia
93 Rivestite di umiltà le une verso le altre25, viviamo in Congregazione e in ogni Comunità uno spirito di famiglia, in cui l’amore armonizza le diversità.
Offriamo alle Sorelle le attenzioni di benevolenza che il cuore illuminato dalla fede suggerisce, per prevenire il male e promuovere il bene26.
In semplicità evangelica e allegrezza di spirito, conserviamo nelle nostre Case un clima familiare di comprensione e di fiducia reciproche.
Comunità da edificare insieme
94 Dare concretezza alla grazia e alla responsabilità della comunione richiede l’impegno di tutte e di ciascuna a condividere doni e capacità, a correggere, per quanto possibile, il proprio carattere27 e a conservare l’unità nel vincolo della pace28.
Preghiamo le une per le altre e ci sosteniamo a vicenda con l’incoraggiamento, il buon - 102 -esempio, la correzione fraterna e il perdono, perché il cammino di santità divenga sempre più esperienza comunitaria29.
Comunità in dialogo fraterno
95 Partecipi delle gioie e dei dolori30, coltiviamo la capacità di ascolto e di comprensione, consapevoli che tutte abbiamo bisogno di aprire il cuore alle Sorelle e di averne consiglio e appoggio31.
Curiamo la comunicazione a tutti i livelli e lo scambio propositivo, leale e mite, di idee, considerazioni e progetti.
Un dialogo, ricco di fede e di carità, giova al vero bene di ciascuna di noi, della Comunità, della Provincia e della Congregazione.
Comunità unite nello spirito di sacrificio
96 Ferventi nello spirito, serviamo insieme il Signore32 e fatichiamo con forza e tranquillità negli umili servizi di ogni giorno33, - 103 -grate per quanto riceviamo dalle Sorelle e dalla Congregazione.
Nessuna fatica rincresce, quando si fa per amore34. Le nostre Comunità si rafforzano nello spirito di sacrificio e si perfezionano con fervidi desideri di bene35.
Comunità a servizio della missione
97 Dedichiamo i desideri del cuore, i progetti della mente e la sollecitudine delle ­fatiche quotidiane a servizio della comune missione36, sentendoci corresponsabili della crescita spirituale, comunitaria e apostolica dell’Istituto.
Svolgiamo i vari compiti in clima di attiva collaborazione, fraterno aiuto e leale dipendenza dalle Superiore, docili allo Spirito che rende ciascuna di noi disponibile per il Regno, pur con doni e ruoli diversi37.
Comunità internazionali
98 Nella grazia della vocazione guanelliana, andiamo al Padre in un solo Spirito, per - 104 -mezzo di Cristo. Dio è la nostra patria comune.
Appartenenti a diverse culture e nazionalità, maturiamo, nel rispetto reciproco e nel confronto, una visione sempre più chiara della nostra identità e missione, per godere della comunione di intenti, sentimenti e opere che è segno e pegno della Provvidenza divina38.
Accogliamo l’anzianità e la malattia
99 Accogliamo l’anzianità e il tempo della malattia nel disegno misterioso della Provvidenza39, che, mediante l’esperienza della fragilità umana, rende la nostra vita più preziosa, come un tralcio potato perché porti più frutto40.
La presenza serena, il consiglio amorevole, la preghiera assidua e silenziosa, la sofferenza stessa, vissuta in unione con la Croce di Cristo, sono il nostro fecondo contributo alla vita, alla santità e alla missione della Congregazione. - 105 -
Vigilanti nella fede e nella speranza, che illuminano ogni tappa del nostro cammino verso l’eternità, rinnoviamo sino alla fine il dono di noi stesse a Dio.
Attenzioni verso le Sorelle anziane e ammalate
100 Nel pensiero del Fondatore «le persone più sofferenti sono generalmente le più utili in una comunità»41. Riserviamo cure premurose e aiuti spirituali alle Sorelle anziane e ammalate; valorizziamo la loro presenza con gratitudine, stima e affetto.
All’avvicinarsi del termine della vita, intensifichiamo la preghiera e la vicinanza delicata42, per aiutare la Sorella a consegnarsi con fiducia nelle mani del Padre.
Unite nella terra e nel cielo
101 Secondo l’insegnamento della Chiesa, crediamo che l’unione con le Sorelle tornate alla Casa del Padre è consolidata nello scambio dei beni spirituali43. - 106 -
Ricordiamo ogni giorno le Consorelle defunte: per loro offriamo i suffragi prescritti nel Direttorio e quelli suggeriti dall’amore. Dal loro esempio e dalla loro intercessione attingiamo forza, per vivere in modo degno la nostra vocazione.
Unite dalla fede, dalla speranza e dalla carità, guardiamo alla nostra Congregazione come a una piccola comunione dei santi. Tutte per una e una per tutte, nella terra e nel cielo44.
<< <   > >>Appartenenza alla Congregazione
Accoglienza e incorporazione
102 La professione dei consigli evangelici stabilisce una particolare comunione con Dio45 e con le Sorelle della nostra Famiglia Religiosa, nella quale siamo accolte e incorporate46.
L’adesione consapevole e gioiosa ai valori - 107 -del carisma guanelliano, approfonditi e assimilati con amore lungo tutto il corso della vita, ci rende solidali nel cammino e rafforza in noi un vivo senso di appartenenza alla Congregazione.
L’abito religioso
103 La semplicità, caratteristica delle Figlie di S. Maria della Provvidenza, si manifesta anche nell’abito che indossiamo47, quale segno di consacrazione, di povertà e di appartenenza all’Istituto48.
Il modello in uso, adattato alle necessità dell’apostolato e del nostro servizio di carità, è descritto nel Direttorio.
Lo portiamo con fede e dignità, quale testimonianza, silenziosa ma eloquente, del nostro impegno verso Dio e verso l’umanità.
La Casa religiosa
104 La nostra convinta e premurosa partecipazione alla vita dell’Istituto si concretizza, in primo luogo, nella Comunità alla - 108 -quale apparteniamo. Abitiamo insieme nella Casa religiosa per esprimere in modo stabile e visibile la comunione in Cristo49.
Da essa non ci assentiamo senza il permesso della Superiora. In caso di assenza prolungata per motivi di salute, di studio o di apostolato a nome della Congregazione, ci atteniamo alle disposizioni del Diritto universale e del Direttorio50.
<< <   > >>Separazione dalla Congregazione
Uscita dall’Istituto
105 «Tutto posso in Colui che mi la forza»51. La perseveranza nella sequela di Cristo è affidata alla grazia e alla nostra responsabilità. Con la preghiera, il sacrificio, la generosità nella vita fraterna e l’aiuto vicendevole, manteniamo vivo il proposito di essere fedeli sino alla fine.
Alle Sorelle in difficoltà offriamo il sostegno - 109 -di una maggiore fiducia e di un più intenso amore, perché possano arrivare a conoscere e a compiere la volontà di Dio52.
Qualora una Sorella manifesti l’intenzione di passare a un altro Istituto53, richieda o le sia imposto il provvedimento di esclaustrazione o decida di lasciare la Congregazione, si seguiranno le norme del Diritto universale54 e le disposizioni del Direttorio.
Dimissione dall’Istituto
106 L’unione e la santità del nostro Istituto sono custodite anche attraverso l’impegno delle Superiore nel vigilare sulla risposta personale di ciascuna alla propria vocazione55.
Comportamenti negativi o gravemente lesivi della carità richiedono comprensione verso la persona, ma anche rigoroso senso di responsabilità e di giustizia56.
Nel caso in cui si verificassero ripetute e gravi violazioni agli impegni derivanti dalla professione religiosa, è competenza della Superiora - 110 -Maggiore avviare la procedura di dimissione della religiosa, in conformità al Diritto universale57 e alle indicazioni del Direttorio. - 111 -
Scioglimento del vincolo dei voti
107 Con la legittima dimissione o uscita, oltre allo scioglimento del vincolo dei voti, vengono meno i diritti e gli obblighi derivanti dalla professione religiosa58.
In forza di questo la religiosa non può avanzare alcuna pretesa nei confronti dell’Istituto per qualunque attività prestata. Verso la religiosa che abbandona l’Istituto o ne è dimessa, viene osservato il dovere dell’equità e della carità evangelica59 secondo le indicazioni del Direttorio.





p. 95
1
1Gv 4, 16b.


2
Cf. NMI 42.


3
Cf. SpC, p. 1381.


p. 96
4
Cf. SpC, p. 659.


5
SpC, p. 687.


6
Cf. SpC, p. 22.


7
Cf. SpC, p. 23.


8
Cf. At 1, 14.


p. 97
9
Cf. Giovanni Paolo II, Discorso 20.11.1992, n. 6.


10
Cf. LDP I, nov. 1895, p. 307.


11
SMC, p. 900.


12
Cf. VFC 58.


p. 98
13
SMC, p. 126.


14
Cf. RdC 29.


15


16
Cf. VFC 70.


p. 99
17
Cf. LDP V, gen. 1911, p. 17.


18
Cf. RdC 31.


19
Cf. SpC, p. 28.


20


p. 100
21
Cf. 1Pt 1, 22.


22
Cf. SpC, p. 29.


23
Cf. RdC 28.


24


p. 101
25
Cf. 1Pt 5, 5b.


26


27
Cf. SpC, p. 29.


28
Cf. Ef 4, 1-4.


p. 102
29
FT 19.


30
Cf. 1Pt 3, 8.


31


32
Cf. Rm 12, 11.


33
Cf. SpC, p. 18.


p. 103
34


35
Cf. SpC, p. 39.


36
Cf. SpC, p. 28.


37
Cf. FT 18.


p. 104
38


39


40
Cf. Gv 15, 2b.


p. 105
41
SpC, p. 850.


42


43
Cf. LG 49.


p. 106
44


45
Cf. EEVR 18.


46


p. 107
47


48
Cf. VC 25.


p. 108
49
Cf. EEVR 19.


50
Cf. can. 665 §1.


51
Fil 4, 13.


p. 109
52
Cf. VC 70.


53


54


55


56


p. 110
57


p. 111
58


59
Cf. can. 702 §1-2.





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