Congregazione delle Figlie di santa Maria della Provvidenza
Costituzioni F. s. M. P. - 2011
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COMUNIONE

IL SERVIZIO DELL’AUTORITÀ E L’ORGANIZZAZIONE DELL’ISTITUTO

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In unità d’intenti

Principi ispiratori

111

Livelli degli Organismi e delle Strutture di comunione

119
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[- 111 -]
IL SERVIZIO DELL’AUTORITÀ
E L’ORGANIZZAZIONE DELL’ISTITUTO
<< <   > >>In unità d’intenti
Insieme «strumento della divina Provvidenza»
108 «Pietre vive per la costruzione di un edificio spirituale»1, condividiamo l’esperienza dello Spirito vissuta e trasmessa dal Fondatore e la sua missione nella Chiesa, secondo la forma di vita delle Figlie di S. Maria della Provvidenza.
Insieme desideriamo divenire «strumento della divina Provvidenza»2, come grani di frumento, macinati, commisti, impastati in un pane solo, offerto ai fratelli per sollevarne il corpo e il cuore3.
Famiglia ben regolata
109 Organizziamo il nostro Istituto in Comunità locali e Comunità costituite in Province - 112 -e Delegazioni, perché siano membra di una sola grande Famiglia, ben regolata4.
Sorelle, Comunità e Circoscrizioni riconoscono l’autorità della Superiora Generale5, coadiuvata dal suo Consiglio6, nell’ambito della potestà a lei conferita dal Diritto universale e proprio.
Unità di ispirazione e di direzione
110 Con l’aiuto del Signore, la Congregazione si mantiene concorde in un solo cuore e un’anima sola, per le vie tracciate dalla Provvidenza.
Le Superiore, segno di unità e guida nella realizzazione del progetto di Dio, collaborano tra loro con sentimenti di stima, di rispetto reciproco e di confidenza7.
Al fine di tutelare e promuovere l’unità di ispirazione e direzione nel nostro Istituto, l’esercizio dell’autorità, nei distinti livelli
di ufficio e ciascuno nell’ambito delle proprie competenze, si ispira ai principi espressi negli articoli seguenti. - 113 -
<< <   > >>Principi ispiratori
Autorità ricevuta da Dio attraverso la Chiesa
111 La Chiesa, mediante l’approvazione delle Costituzioni, conferisce al nostro carisma fondazionale pienezza di espressione ecclesiale8 e riconosce all’Istituto una giusta autonomia, in particolare di governo9, grazie alla quale possiamo valerci di una disciplina propria e conservare integro il patrimonio spirituale delle Figlie di S. Maria della Provvidenza10.
Nell’ambito di tale autonomia, che riguarda la vita interna e le opere di apostolato della Congregazione, si definiscono le funzioni delle Superiore, perché l’autorità, ricevuta da Dio attraverso il ministero della Chiesa11, sia un servizio al bene comune.
Autorità in fedeltà esemplare al Papa
112 L’esercizio dell’autorità è in conformità alle norme della legislazione universale - 114 -della Chiesa12, in sincera adesione di mente e di cuore al magistero del Papa.
Le Superiore custodiscono e testimoniano con chiarezza, davanti al Popolo di Dio e nella nostra Famiglia Religiosa13, una fedeltà esemplare al Santo Padre14, supremo Superiore di tutte le persone consacrate, al quale devono obbedienza anche in forza del voto15.
Autorità e collaborazione ecclesiale
113 La nostra missione per la Chiesa universale si realizza in comunione con la Chiesa locale, nel sincero rispetto dell’autorità del Vescovo16 e nella giusta autonomia del nostro Istituto17.
È compito delle Superiore armonizzare l’esigenza fondamentale della nostra fedeltà al carisma e le necessità ecclesiali locali, in spirito di fraterna collaborazione con il clero e i laici. - 115 -
Autorità a servizio della comunione
114 La Figlia di S. Maria della Provvidenza, posta a servizio della comunione, quanto più è investita di autorità, tanto più deve essere umile e ritenersi serva di quanti da essa dipendono18, così che tutta la Comunità sia a servizio del Regno19.
Il voto di obbedienza richiede profonda saggezza in chi deve comandare e in chi deve obbedire20, perché la carità sia sempre il primo vincolo della nostra unione.
Autorità e obbedienza risplendono come un segno di quell’unica paternità che viene da Dio, della fraternità nata dallo Spirito, della libertà interiore di chi si fida del Signore, nonostante i limiti umani di quanti lo rappresentano21.
Autorità e animazione comunitaria
115 È compito prioritario delle Superiore l’animazione spirituale, comunitaria e apostolica delle Sorelle loro affidate, secondo le indicazioni delle Costituzioni e del Direttorio22.- 116 -
Ad esse è chiesto di operare con diligenza e di lasciarsi guidare dalle ispirazioni del Signore, con spirito di preghiera e di umiltà, per guardare con occhio di fede alle persone e alle vicende dell’Istituto23.
Nell’affidare i diversi incarichi, l’autorità deve saper cogliere la positività di ognuna e valorizzare al meglio le forze disponibili a servizio della comune missione24.
Autorità nel rispetto reciproco e cordiale
116 Il nostro rapporto con le Sorelle in autorità è caratterizzato da rispetto reciproco e cordiale e da una obbedienza semplice e illuminata25.
Le Superiore ricercano i consigli delle Sorelle e valorizzano, mediante il dialogo, la collaborazione di tutte per il bene dell’Istituto e della Chiesa. Ad esse compete la responsabilità di discernere e decidere quanto va fatto e di assicurarne l’esecuzione26.
L’amore vero, animato dalla carità di Gesù Cristo, rende l’autorità capace di conciliare - 117 -fermezza e pazienza, ascolto di ognuna e coraggio di prendere decisioni27.
Autorità in costante riferimento alle Costituzioni
117 Le Sorelle chiamate al servizio dell’autorità devono sentire la necessità di un costante riferimento alle Costituzioni28, perché in esse è racchiuso il nostro progetto carismatico, che ha in Cristo e nella sua Parola l’essenza più profonda29.
Approfondiscono la Regola di vita con molto studio, umiltà profonda e fervorosa preghiera, per interpretarla secondo lo spirito e applicarla con intelligenza, chiarezza di idee e larghezza di vedute30.
Autorità e fedeltà creativa
118 Speciale competenza e responsabilità delle Superiore consiste nel promuovere un vivo senso di appartenenza e una fedeltà creativa al carisma di don Guanella e alla tradizione spirituale e apostolica del nostro Istituto31.- 118 -
Le Superiore, animate dallo spirito della Regola, mediazione della volontà di Dio per noi32, guidano le Sorelle a rispondere in modo adeguato alle esigenze del momento, senza allontanarsi dall’ispirazione iniziale33.
Autorità e discernimento comunitario
119 L’esercizio dell’autorità si avvale della collaborazione di organismi di partecipazione e di consultazione34, espressione della corresponsabilità di tutte le religiose alla vita dell’Istituto, definiti secondo il Diritto proprio.
Occorre che le Figlie di S. Maria della Provvidenza a vicenda si incoraggino, si ammoniscano, si esortino con soavità e forza a operare35. Le Superiore promuovono e sostengono con pazienza il delicato processo del discernimento comunitario, perché sia praticato con fede e serietà36.
Autorità a livello collegiale
120 La piena valorizzazione della corresponsabilità avviene a livello collegiale mediante - 119 -il Capitolo Generale e con la partecipazione all’esercizio dell’autorità personale delle Superiore, nei diversi Consigli ai vari livelli37.
L’esperienza di fede e di comunione che matura in essi agevola il cammino di discernimento della volontà di Dio38 per le singole religiose, le Comunità, le Circoscrizioni e l’intero Istituto39.
<< <   > >>Livelli degli Organismi
e delle Strutture di comunione
Il Capitolo
Il Capitolo Generale
121 Il Capitolo Generale esercita nell’Istituto la suprema autorità straordinaria, a norma delle Costituzioni40.
È chiamato a discernere, alla luce dello Spirito, - 120 -le modalità adeguate per custodire e rendere attuale, nelle diverse situazioni storiche e culturali, il nostro carisma e patrimonio spirituale. Elegge la Superiora Generale e il suo Consiglio; tratta gli affari di maggiore importanza; emana le norme che tutte le Religiose sono tenute a osservare41.
Viviamo con fede, intensa preghiera e attiva partecipazione la celebrazione del Capitolo Generale, evento di grazia e di azione dello Spirito Santo, da cui trae vantaggio l’Istituto e la Chiesa intera.
Composizione
122 Il Capitolo Generale deve essere composto in modo da rappresentare l’intero Istituto, per risultare vero segno della sua unità nella carità42.
Sono componenti di diritto o ex officio:
– la Superiora Generale;
– le Consigliere Generali;
– la Segretaria Generale;
– l’Economa Generale;
– le Superiore Provinciali; - 121 -
– le Superiore di Delegazione;
– l’ultima Superiora Generale emerita.
Il numero delle Suore elette per il Capitolo Generale è superiore a quello delle Suore di diritto e viene determinato dalla Superiora Generale con il consenso del suo Consiglio, come previsto nel Direttorio, per garantire un’equa e razionale distribuzione della rappresentanza secondo le Circoscrizioni dell’Istituto.
Frequenza
123 Il Capitolo Generale ordinario si celebra ogni sei anni, alla scadenza del mandato della Superiora Generale o nel caso il medesimo ufficio resti vacante.
Inoltre, per questioni riguardanti il bene di tutto l’Istituto, la Superiora Generale, con consenso del suo Consiglio, può convocare un Capitolo straordinario.
Convocazione
124 Spetta alla Superiora Generale indire il Capitolo Generale, almeno nove mesi prima del suo inizio, con lettera circolare a - 122 -tutte le Consorelle, indicando il luogo, il tempo, i temi da trattare.
Per giuste ragioni, la convocazione del Capitolo Generale, su proposta della Superiora Generale con il consenso del suo Consiglio, può essere anticipata o ritardata non oltre sei mesi, rispetto alla data di chiusura del Capitolo precedente.
Qualora l’ufficio di Superiora Generale rimanga vacante, la Vicaria Generale procede, con il consenso delle Consigliere, alla convocazione del Capitolo Generale. Il Capitolo deve essere indetto entro tre mesi e convocato non oltre sei dalla cessazione dell’ufficio di Superiora Generale.
Per la validità del Capitolo Generale occorre che siano presenti almeno i due terzi dei membri.
Regolamento del Capitolo
125 Il Regolamento per il Capitolo Generale determina le modalità dell’indizione, preparazione e celebrazione capitolare, la normativa delle elezioni e la procedura dei lavori43. - 123 -
Il Regolamento può essere modificato in precedenza dalla Superiora Generale con il consenso del suo Consiglio, secondo le esigenze e le finalità proprie dell’assise capitolare, alla quale verrà sottoposto per l’approvazione definitiva.
Il Capitolo Generale, con la maggioranza dei due terzi dei voti, può inoltrare richiesta di abrogazione, emendamento o nuova statuizione di norme delle Costituzioni al Dicastero competente, al quale pure spetta l’interpretazione autentica in caso di dubbio.
Contributi al Capitolo
126 Le Province, le Delegazioni, le Comunità locali e anche ogni singola Religiosa possono liberamente far pervenire al Capitolo Generale i propri desideri e proposte, secondo le disposizioni previste nel Direttorio44.- 124 -
Il Capitolo Provinciale e l'Assemblea di Delegazione
127 Il Capitolo Provinciale e l’Assemblea di Delegazione sono organismi dotati di potestà collegiale, secondo le distinte competenze previste nel Direttorio.
Esprimono la sollecitudine di tutte le Religiose delle Circoscrizioni per la ricerca del bene comune, nel rispettivo contesto d’inserimento ecclesiale e culturale, secondo le esigenze della nostra missione di Figlie di S. Maria della Provvidenza.
Composizione
128 La composizione del Capitolo Provinciale e dell’Assemblea di Delegazione, le modalità e i tempi di indizione, convocazione, celebrazione e il modo di procedere sono stabiliti nel Direttorio45.- 125 -

La Superiora Generale
e il suo Consiglio
La Superiora Generale
129 La Superiora Generale46, Religiosa di almeno 40 anni di età e dieci di professione perpetua47, che abbia capacità di governo, esercita la sua autorità di guida e di animazione, come madre spirituale, prudente e amorevole48, nel mantenere vivo e servire il progetto di Dio sull’Istituto, in fedeltà all’ispirazione originaria del Fondatore49.
Nell’attenta lettura dei segni dell’azione provvidente di Dio nella storia, propone e attua orientamenti d’Istituto, secondo le esigenze di un discernimento ecclesiale, in conformità al carisma fondazionale e alle indicazioni del Capitolo Generale.
Priorità del servizio di Madre Generale
130 Esigenza prioritaria del servizio della Superiora Generale è di suscitare e promuovere la condivisione di una spiritualità - 126 -solida e profonda, radicata nell’ascolto della Parola di Dio e nella tradizione spirituale guanelliana, perché le Figlie di S. Maria della Provvidenza crescano in mirabile accordo di fede e di carità50.
La cooperazione della Madre Generale con le Superiore di Circoscrizione e la sua apertura al dialogo con tutte le Sorelle, anche attraverso la regolare visita alle Comunità, secondo le disposizioni del Direttorio51, alimenta in tutto l’Istituto il senso della comunione, da cui trae forza e incisività la nostra stessa azione apostolica.
L’efficacia del suo servizio richiede fedeltà e abbandono fiducioso alla Provvidenza del Padre, per investire generosamente le migliori energie dell’Istituto in vista della trasformazione del mondo secondo il cuore di Dio.
Elezione e mandato
131 La designazione della Superiora Generale avviene mediante elezione del Capitolo Generale52. - 127 -
Risulta eletta la Sorella che, presenti i due terzi delle convocate, riceve la maggioranza assoluta dei voti. Dopo due scrutini inefficaci, la votazione verte sopra le due candidate che hanno ottenuto il maggior numero di voti, o, se sono parecchie, sopra le due più anziane di professione. Dopo il terzo scrutinio, se rimane la parità, si ritenga eletta colei che è più anziana di professione53.
La Superiora Generale è eletta per un sessennio e può essere rieletta per un secondo mandato consecutivo. Per un terzo mandato occorre che la candidata ottenga i due terzi dei voti delle Capitolari presenti. Se dopo il secondo scrutinio non raggiunge tale maggioranza, perde la voce passiva e si passa a nuove elezioni.
Rinuncia all’ufficio e deposizione
132 La Superiora Generale può rinunciare al suo Ufficio. Inoltra richiesta scritta alla Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica e si attiene alle sue disposizioni.- 128 -
Qualora, per gravi motivi, si rendesse opportuno il ricorso alla deposizione della Superiora Generale, il Consiglio Generale, mediante voto collegiale, presenta istanza al competente Dicastero e si attiene alle sue disposizioni.
Facoltà personali
133 È peculiare compito della Superiora Generale:
a) rappresentare l’Istituto davanti alle Autorità ecclesiastiche e civili;
b) inviare alla Santa Sede una breve relazione sullo stato e sulla vita dell’Istituto54;
c) assegnare alle Consigliere Generali eventuali attribuzioni inerenti al ruolo, oltre a quelle già prescritte dalle Costituzioni;
d) visitare personalmente o, in caso di impossibilità, per mezzo di una sua Consigliera delegata tutte le singole Case e Sorelle dell’Istituto, secondo le disposizioni del Direttorio55;
e) assicurare una solida formazione iniziale e permanente per tutte le Sorelle; - 129 -
f) dispensare, in casi particolari e per un tempo determinato, da norme disciplinari delle Costituzioni o del Direttorio le singole Sorelle o Comunità;
g) mantenere relazioni costanti di coordinamento e di reciproco sostegno con le Superiore Provinciali e di Delegazione;
h) avere cura che tutte le Circoscrizioni, attraverso opportune forme, siano debitamente informate e rese partecipi della vita di tutta la Congregazione;
i) concedere ai membri dell’Istituto la licenza di pubblicare scritti che trattano questioni di religione o di costumi, oltre alla licenza dell’Ordinario del luogo56.
Il Consiglio Generale
134 La Superiora Generale è tenuta ad avvalersi, nell’esercizio della sua autorità, della collaborazione del suo Consiglio57, composto da quattro Religiose, organismo di corresponsabile partecipazione ai processi decisionali, secondo le disposizioni previste dal Diritto universale e proprio58.- 130 -
Il consenso e il parere del Consiglio, richiesti per poter procedere validamente59, sono inscritti in una prassi che consente l’esercizio di un dialogo leale e di un discernimento condiviso, per ben servire Dio e la nostra Congregazione60.
Le Consigliere Generali
135 Le Consigliere sono Religiose di almeno trentacinque anni di età e otto di professione perpetua. Sono designate mediante elezione nel Capitolo Generale, secondo la procedura prevista all’art. 131.
Il loro mandato ha la durata di quello della Superiora Generale e possono essere rielette per un secondo e un terzo mandato.
La Vicaria Generale
136 La Vicaria Generale è la più immediata e stretta collaboratrice della Superiora Generale. La sostituisce quando è assente o impossibilitata. In tali casi la Vicaria Generale assolve a un ruolo di ordinaria amministrazione, - 131 -in conformità alla prassi concordata con la Superiora Generale.
La Vicaria Generale viene eletta dal Capitolo Generale, tra le quattro Consigliere già elette, secondo la procedura prevista all’art. 131.
Nel caso in cui l’ufficio della Superiora Generale si rendesse vacante, la Vicaria Generale ne assume le funzioni e convoca, con il consenso delle Consigliere, il Capitolo Generale secondo le disposizioni dell’art. 12461.
La Segretaria Generale
137 La Segretaria Generale è nominata dalla Superiora Generale, sentito il parere del suo Consiglio ed è scelta, possibilmente, tra le Consigliere.
Redige i verbali delle riunioni consiliari e li sottoscrive insieme alla Superiora Generale. Ha cura dei documenti autentici della Congregazione e dell’archivio. Informa il Consiglio Generale degli atti della Santa Sede. Il suo mandato, come segretaria, ha la durata di quello delle Consigliere Generali. - 132 -
L’Economa Generale
138 L’Economa Generale viene nominata dalla Superiora Generale, con il consenso del suo Consiglio e può essere scelta tra le Consigliere.
Sotto la direzione della Superiora Generale ha cura dei beni temporali, in conformità alle leggi civili, ecclesiastiche e al Diritto proprio dell’Istituto62. Il suo mandato, come economa, ha la durata di quello delle Consigliere Generali.
Le sue mansioni sono stabilite all’art. 177.
Facoltà mediante parere
139 La Superiora Generale per agire validamente nei riguardi delle Comunità che dipendono direttamente da lei, richiede il parere del suo Consiglio nei casi seguenti:
a) ammettere una giovane al postulato;
b) prolungare il postulato;
c) rinviare una postulante durante il postulato;
d) dimettere una novizia durante il noviziato63;- 133 -
e) prorogare il noviziato per sei mesi64;
f) prorogare il periodo della professione temporanea per un anno;
g) escludere dalla rinnovazione dei voti temporanei a norma del canone 689 §§1-2.
La Superiora Generale chiede il parere del suo Consiglio, sentito il previo parere della Superiora Provinciale o di Delegazione interessate, per il trasferimento di una Consorella ad altra Circoscrizione.
Oltre che nei casi sopra indicati, la Superiora Generale richiede il parere del Consiglio a norma del Diritto universale e del Diritto proprio e nelle situazioni da lei ritenute opportune.
Facoltà mediante consenso
140 La Superiora Generale per agire validamente richiede il consenso del suo Consiglio nei casi seguenti:
A. Capitolo Generale
1) definire tempi, luoghi e modalità del Capitolo Generale ordinario;- 134 -
2) indire un Capitolo Generale straordinario;
3) stabilire la percentuale delle delegate al Capitolo e la procedura di tali elezioni, secondo le indicazioni previste nel Direttorio;
B. Nomine, dimissioni, rimozioni
1) nomina di una Consigliera, della Segretaria e dell’Economa Generale, il cui ruolo fosse rimasto vacante;
2) nomina della Rappresentante Legale;
3) nomina della Superiora Provinciale e delle Consigliere, previa consultazione delle Religiose della Provincia;
4) nomina delle Superiore Locali nelle Case dipendenti dalla Superiora Generale;
5) nomina della Maestra delle novizie e delle Responsabili della formazione nelle Circoscrizioni dipendenti dalla Superiora Generale;
6) nomina delle responsabili o direttrici di opere o di enti dipendenti dalla Superiora Generale;
7) accettazione delle dimissioni di una Consigliera Generale, della Segretaria e dell’Economa Generale; - 135 -
8) accettazione delle dimissioni di una Superiora Provinciale, di una Consigliera, Segretaria ed Economa Provinciale;
9) accettazione delle dimissioni di una Superiora Locale o di una sua Consigliera e rispettiva rimozione, per le Comunità dipendenti dalla Superiora Generale;
C. Formazione
1) erigere, trasferire o sopprimere, con decreto scritto, la sede di noviziato65;
2) ammettere le candidate al noviziato nelle Circoscrizioni dipendenti dalla Superiora Generale66;
3) concedere a una candidata di compiere il noviziato, in casi particolari, in una Casa dell’Istituto diversa da quella del noviziato67;
4) ammettere le novizie alla prima professione e le professe alla rinnovazione dei voti temporanei, nelle Circoscrizioni dipendenti dalla Superiora Generale68;- 136 -
5) ammettere le professe alla professione perpetua;
6) prolungare a una professa il periodo dei voti temporanei, ma non oltre nove anni complessivi, in casi particolari e a modo di eccezione, a norma del Diritto universale69;
7) approvare la programmazione generale della formazione e il piano degli studi secondo i criteri del Piano di Formazione;
D. Assenza e separazione dall’Istituto
1) autorizzare una professa a restare assente dalla Comunità, ma non oltre un anno, eccetto che si tratti di motivi di salute, di studio o di apostolato da svolgere a nome dell’Istituto70;
2) concedere a una professa di voti temporanei l’indulto di lasciare la Congregazione a norma del canone 688 §2;
3) concedere l’indulto di esclaustrazione71 o inoltrare richiesta al Dicastero competente perché l’esclaustrazione venga prorogata o imposta72;- 137 -
4) permettere a una professa perpetua di passare ad altro Istituto73;
5) riammettere nell’Istituto chi, al termine del noviziato, oppure dopo la professione, è uscita legittimamente dal­l’Istituto, senza l’onere di ripetere il noviziato; spetta tuttavia alla Superiora Generale stabilire un conveniente periodo di prova prima della professione temporanea e la durata dei voti temporanei prima della professione perpetua74;
E. Atti costitutivi di Comunità e di nuove fondazioni
1) erigere, unire o ridefinire le Circoscrizioni dell’Istituto;
2) stabilire o trasferire la sede della Casa generalizia, notificandolo alla Santa Sede;
3) decidere una nuova fondazione ed erigere una Casa con il consenso scritto del Vescovo diocesano75;
4) sopprimere una Casa dopo aver consultato il Vescovo diocesano76; - 138 -
F. Voto collegiale
1) procedere, a norma del Diritto universale, alla dimissione dall’Istituto di una Religiosa di voti temporanei o perpetui77;
2) presentare istanza al Dicastero competente per la deposizione della Superiora Generale.
Oltre ai casi sopra indicati, la Superiora Generale è tenuta a chiedere il consenso del suo Consiglio secondo le norme del Diritto universale e proprio.
La Provincia
La Provincia
141 La Provincia è costituita da Comunità appartenenti a una determinata circoscrizione territoriale. È eretta dalla Superiora Generale mediante decreto scritto, con il consenso del suo Consiglio78, secondo i criteri stabiliti nel Direttorio. - 139 -
Istituite per agevolare il cammino di comunione, le Comunità provinciali offrono alla Congregazione una multiforme ricchezza di esperienze79, fonte di gioia e di rinnovato impegno apostolico per tutte, nella «sicu­rezza dolcissima» di condividere il bene che ­ciascuna compie, in un solo spirito di fede80.
La Superiora Provinciale
142 La Superiora Provinciale, Religiosa di almeno trentacinque anni di età e dieci di professione perpetua, che abbia capacità di governo, è nominata dalla Superiora Generale con il consenso del suo Consiglio, previa opportuna consultazione delle Consorelle della Provincia, - 140 -secondo le indicazioni stabilite nel Direttorio81.
Il suo mandato è previsto della durata di sei anni, rinnovabile per un secondo sessennio, previa consulta delle Suore della Provincia. Per ulteriori rinnovi ci si attiene alle disposizioni del Direttorio82.
La Superiora Provinciale gode di potere esecutivo nell’ambito della sua Provincia, secondo le competenze stabilite dal Diritto proprio dell’Istituto83.
Facoltà personali
143 È peculiare compito della Superiora Provinciale:
a) rappresentare l’Istituto davanti alle Autorità ecclesiastiche e civili del territorio della Provincia;
b) inviare alla Superiora Generale, con periodicità indicata nel Direttorio, relazione sullo stato morale, disciplinare, pastorale ed economico della Provincia;
c) assegnare alle Consigliere Provinciali eventuali attribuzioni inerenti al ruolo, oltre a quelle già prescritte dalle Costituzioni;
d) visitare personalmente o, in caso di impossibilità, per mezzo di una sua Consigliera delegata tutte le singole Case e Sorelle della Provincia, secondo le disposizioni del Direttorio84;
e) curare con particolare attenzione una solida formazione delle Sorelle della Provincia, sia per quanto riguarda le postulanti, - 141 -le novizie e le juniores, sia per quanto riguarda la formazione permanente di tutti i membri, secondo il Piano di Formazione e le linee della programmazione di Istituto;
f) dispensare, in casi particolari e per un tempo determinato, da norme disciplinari delle Costituzioni o del Direttorio le singole Sorelle o Comunità;
g) tenere relazioni costanti di reciproco sostegno con la Superiora Generale e di fraterna collaborazione con le altre Superiore Provinciali e di Delegazione;
h) avere cura che le Comunità della Provincia, attraverso opportune forme, siano debitamente informate e rese partecipi della vita della Provincia e della Congregazione.
Il Consiglio Provinciale
144 La Superiora Provinciale si avvale nell’esercizio delle sue funzioni del Consiglio, composto da almeno due Consigliere, secondo le indicazioni del Direttorio85. - 142 -
Sono Religiose di voti perpetui nominate dalla Superiora Generale, con il consenso del suo Consiglio e sentito il parere della Superiora Provinciale, previa consultazione delle Consorelle della Provincia, come definito nel Direttorio.
La durata del mandato di Consigliera Provinciale è di sei anni rinnovabili per un secondo sessennio, previa consultazione delle Suore della Provincia. Le Consigliere Provinciali possono svolgere il ruolo di Segretaria ed Economa Provinciale, secondo le disposizioni previste nel Direttorio.
La Vicaria Provinciale
145 La Vicaria Provinciale è la più immediata e stretta collaboratrice della Superiora Provinciale. La sostituisce quando è assente o impossibilitata. In tali casi la Vicaria Provinciale assolve un ruolo di ordinaria amministrazione, in conformità alla prassi concordata con la Superiora Provinciale.
La Vicaria Provinciale è nominata tra le Consigliere dalla Superiora Generale, con il consenso del suo Consiglio, sentito il parere della Superiora Provinciale. - 143 -
Facoltà mediante parere
146 La Superiora Provinciale ricorre al parere del suo Consiglio nei seguenti casi:
a) ammettere una giovane al postulato;
b) prolungare il postulato;
c) rinviare una postulante durante il postulato;
d) dimettere una novizia durante il novi­ziato86;
e) prorogare il noviziato per sei mesi87;
f) prorogare il periodo della professione temporanea per un anno;
g) escludere dalla rinnovazione dei voti temporanei a norma del canone 689 §§1-2.
Oltre che nei casi sopra indicati, la Superiora Provinciale richiede il parere del Consiglio a norma del Diritto universale e del Diritto proprio e nelle circostanze da lei ritenute opportune. - 144 -
Facoltà mediante consenso
147 La Superiora Provinciale è tenuta a richiedere il consenso del suo Consiglio nei casi seguenti:
A. Capitolo Provinciale
1) indizione e convocazione del Capitolo Provinciale, secondo le modalità previste nel Direttorio;
B. Nomine, dimissioni, rimozioni
1) conferimento del mandato di obbedienza alle Religiose della Provincia, sentito il parere della Superiora Generale;
2) proposta di nomina della Rappresentante Legale alla Superiora Generale e suo Consiglio;
3) nomina delle Superiore Locali, previo parere della Superiora Generale;
4) nomina dei Consigli Locali, previa consultazione delle Religiose della Comunità interessata;
5) nomina della Maestra delle novizie e delle Responsabili della formazione, previo parere della Superiora Generale; - 145 -
6) accettazione delle dimissioni di una Superiora Locale o di una sua Consigliera e rispettiva rimozione, previo parere della Superiora Generale;
C. Formazione
1) ammissione delle candidate al noviziato88;
2) ammissione delle novizie alla prima professione89;
3) ammissione delle professe alla rinnovazione dei voti temporanei;
4) presentazione alla Superiora Generale delle candidate alla professione perpetua;
D. Atti costitutivi di Comunità e di nuove fondazioni
1) proposta di trasferimento della sede della Casa Provinciale;
2) proposta di una nuova fondazione, sentito il parere del Vescovo diocesano;
3) proposta di soppressione di una Casa sentito il parere del Vescovo diocesano. - 146 -
Oltre ai casi sopra indicati, la Superiora Provinciale è tenuta a chiedere il consenso del suo Consiglio secondo le norme del Diritto universale e proprio.
La Segretaria Provinciale
148 La Segretaria Provinciale, Religiosa di voti perpetui, è nominata dalla Superiora Provinciale con il parere del suo Consiglio, sentita la Superiora Generale, se è scelta tra le Consigliere Provinciali.
Se non è Consigliera, è nominata dalla Superiora - 147 -Generale, con il consenso del suo Consiglio, sentito il parere della Superiora Provinciale.
Le sue funzioni sono determinate nel Direttorio.
L’Economa Provinciale
149 L’Economa Provinciale, Religiosa di voti perpetui, è nominata dalla Superiora Provinciale con il consenso del suo Consiglio, sentito il parere della Superiora Generale, se è scelta tra le Consigliere Provinciali.
Se non è Consigliera, è nominata dalla Superiora Generale, con il consenso del suo Consiglio, sentito il parere della Superiora Provinciale.
Le sue mansioni sono stabilite all’art. 178 e nel Regolamento Amministrativo.
La Delegazione
La Delegazione
150 La Circoscrizione eretta a Delegazione riunisce Comunità dipendenti dalla Superiora Generale o dalla Superiora Provinciale, secondo criteri e modalità stabilite nel Direttorio.
La Superiora Delegata
151 La Superiora Delegata è una Religiosa di voti perpetui preposta alla direzione delle Comunità costituite in Delegazione.
Le sue facoltà abituali, conferite dalla Superiora Maggiore con il consenso del suo Consiglio, sono determinate nella lettera di - 148 -nomina e sono rette secondo le norme del Diritto Canonico90.
La Comunità locale
Comunità e Superiora Locale
152 Viviamo nella nostra Casa religiosa, legittimamente costituita, osservando la vita comune91 sotto l’autorità della Superiora Locale92, in Comunità composte da almeno tre Sorelle.
Ogni Comunità è parte viva della Congregazione e della missione a noi affidata.
Costituzione e chiusura
153 Spetta alla Superiora Generale, con il consenso del suo Consiglio e con il consenso scritto del Vescovo diocesano, aprire una nuova Comunità93, su proposta della Superiora di Circoscrizione. - 149 -
Così pure spetta alla Superiora Generale, con il consenso del suo Consiglio, chiudere una Comunità, dopo aver consultato il Vescovo diocesano94, su proposta della Superiora di Circoscrizione.
Il consenso del Vescovo diocesano è necessario anche per destinare una Casa a opere apostoliche differenti da quelle per cui era stata costituita95.
Nomina della Superiora Locale
154 La Superiora Locale è nominata dalla Superiora Maggiore competente, con il consenso del suo Consiglio, sentito il parere della Superiora Generale.
Deve essere Religiosa professa perpetua. È costituita nel suo ufficio per un triennio; può essere confermata per un secondo mandato, previa consultazione delle Sorelle della Comunità. Per ulteriori rinnovi ci si attiene alle disposizioni del Direttorio.
La Superiora Locale dimora nella propria Casa e non se ne allontana se non per vera necessità. - 150 -
Priorità del servizio alla Comunità
155 La Superiora Locale è preposta alla guida e all’animazione della Comunità, secondo le disposizioni previste nel Diritto proprio dell’Istituto e lo specifico progetto comunitario e dell’opera.
Crea un ambiente di comunione fraterna, che faciliti la crescita spirituale, personale e comunitaria e l’attuazione della missione affidata dall’Istituto.
Favorisce la collaborazione e sollecita il senso di corresponsabilità delle Sorelle, nel rispetto delle specifiche competenze. Provvede alle necessità di tutte, con particolare attenzione per coloro che sono inferme e anziane.
In atteggiamento di ascolto, sostiene e incoraggia le Sorelle nelle difficoltà e nelle fatiche apostoliche96.
Facoltà personali
156 La Superiora Locale:
a) coordina e anima le riunioni comunitarie;
b) accoglie e realizza, insieme alle Sorelle, - 151 -le direttive e gli orientamenti della Congregazione;
c) le opportune informazioni per quanto riguarda la Comunità, la Circoscrizione e l’Istituto;
d) distribuisce, sentite le Consigliere, gli incarichi e le attività tra le Consorelle della Comunità;
e) informa la Superiora Maggiore sull’andamento della Comunità;
f) vigila sull’amministrazione della Casa;
g) invia all’Economa di competenza il rendiconto della situazione amministrativa della Casa, a norma dell’art. 180.
Il Consiglio Locale
157 La Superiora di Comunità è coadiuvata nel suo Ufficio da un Consiglio Locale, la cui composizione è determinata nel Direttorio.
Di questo organismo consultivo si avvale per ciò che attiene la vita religiosa e apostolica della Comunità, secondo le disposizioni del Direttorio.
Le Consigliere devono essere professe ­perpetue. Sono nominate dalla Superiora - 152 -Maggiore con il consenso del suo Consiglio, previa una opportuna consultazione della Comunità, sentito, nel caso, il parere della Superiora Generale.
Il loro mandato ha la durata di quello della Superiora Locale; per successivi mandati si rimanda alle indicazioni del Direttorio.
L’Economa Locale
158 L’Economa Locale, Religiosa di voti perpetui, è nominata dalla Superiora Provinciale con il consenso del suo Consiglio, sentito il parere della Superiora Generale. Svolge il suo ufficio in dipendenza dalla Superiora Locale97, in base ai compiti a lei affidati, a norma degli artt. 179 e 180.
L’ufficio di Economa sia distinto, per quanto possibile, da quello della Superiora Locale, a giudizio della Superiora Maggiore.
Comunità dipendenti dalla Superiora Generale
159 In ragione del particolare contesto socio-culturale o di destinazione di servizio, - 153 -la Superiora Generale con il consenso del suo Consiglio riserva alla sua immediata potestà alcune Comunità dell’Istituto rette da uno Statuto proprio.




p. 111
1
Cf. 1Pt 2, 4-5.


2
Cf. SpC, p. 331.


3
Cf. SpC, p. 22.


p. 112
4
Cf. SpC, p. 798.


5
Cf. can. 622.


6
Cf. can 627.


7
Cf. SpC, p. 252.


p. 113
8
Cf. can. 587.


9
Cf. can. 586 §1.


10
Cf. can. 578.


11
Cf. EEVR 49.


p. 114
12
Cf. can. 617.


13
Cf. can. 592 §2.


14
Cf. SpC, p. 211.


15
Cf. can. 590.


16
Cf. SpC, p. 222.


17
Cf. cann. 586 e 678.


p. 115
18
Cf. SpC, p. 717.


19
Cf. FT 17.


20
Cf. SpC, p. 343.


21
Cf. VC 92.


22
Cf. can. 619.


p. 116
23
Cf. SpC, pp. 248-249.


24
Cf. FT 20d.


25
Cf. SpC, p. 548.


26
Cf. can. 618.


p. 117
27
Cf. FT 20f.


28
Cf. cann. 587 §§1-3 e 617.


29
Cf. Benedetto XVI, Lettera 27.09.2005.


30
Cf. SpC, p. 721.


31
Cf. can. 578.


p. 118
32
Cf. FT 9.


33
Cf. VC 37.


34
Cf. can. 633.


35
Cf. SpC, p. 29.


36
Cf. FT 20f.


p. 119
37
Cf. can. 627 §1.


38
Cf. RdC 14.


39
Cf. SpC, p. 681.


40
Cf. can. 631 §1.


p. 120
41
Cf. VC 42.


42
Cf. can. 631 §1.


p. 122
43
Cf. can. 631 §2.


p. 123
44
Cf. can. 631 §3.


p. 124
45
Cf. can. 632.


p. 125
46
Cf. can. 622.


47
Cf. can. 623.


48
Cf. SpC, p. 664.


49
Cf. MR 13a.


p. 126
50
Cf. SpC, p. 674.


51
Cf. can 628 §1.


52
Cf. can 625 §1.


p. 127
53
Cf. can. 119, 1o.


p. 128
54
Cf. can. 592 §1.


55
Cf. can. 628 §1.


p. 129
56
Cf. cann. 832 e 824.


57
Cf. can. 627 §1.


58
Cf. can. 127.


p. 130
59
Cf. can. 627 §2.


60
Cf. SpC, pp. 837-838.


p. 131
61
Cf. can. 153 §2.


p. 132
62
Cf. can. 636 §1.


63
Cf. can. 653 §1.


p. 133
64
Cf. can. 653 §2.


p. 135
65
Cf. can. 647 §1.


66
Cf. can. 641.


67
Cf. can. 647 §2.


68
Cf. can. 656, 3o.


p. 136
69
Cf. can. 657 §2.


70
Cf. can. 665 §1.


71
Cf. can. 686 §1.


72
Cf. can. 686 §3.


p. 137
73
Cf. can. 684 §1.


74
Cf. can. 690 §1.


75
Cf. can. 609 §1.


76
Cf. can. 616 §1.


p. 138
77
Cf. cann. 694, 695, 697 e 699 §1.


78
Cf. can. 621.


p. 139
79
Cf. 16o CGO, pp. 84-85.


80
Cf. SpC, p. 731.


p. 140
81
Cf. can. 625 §3.


82
Cf. can. 624 §2.


83
Cf. can. 622.


84
Cf. can. 628 §1.


p. 141
85
Cf. can. 627 §1.


p. 143
86
Cf. can. 653 §1.


87
Cf. can. 653 §2.


p. 145
88
Cf. can. 641.


89
Cf. can. 656, 3o.


p. 148
90
Cf. cann. 132 e 133.


91
Cf. can. 665 §1.


92
Cf. can. 608.


93
Cf. can. 609 §1.


p. 149
94
Cf. can. 616 §1.


95
Cf. can. 612.


p. 150
96
Cf. cann. 617 e 618.


p. 152
97
Cf. can. 636 §1.





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