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S. Alfonso Maria de Liguori
Lettere

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644. AL MEDESIMO.

Si mostra sollecito della salute di lui e lo soccorre di danaro.

Viva Gesù, Maria e Giuseppe!

ARIENZO, 15 LUGLIO 1770.

Ho ricevuto la vostra lettera.

Sento pena della gran povertà in cui si trovano le case, ma più mi è dispiaciuta la vostra infermità. Sempre sia fatta la divina volontà!

Penso che avrete da venire all'uso della china, e l'avrei a caro che ci veniste presto, se lo consigliano i medici, come credo. E vi pregherei a mandare a chiamare quel buon medico (di cui mi ho scordata la casata), che sta vicino le parti del monastero di S. Giorgio.


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Veniamo alla conclusione.

Ho scritto a Fr. Francesco [Tartaglione] che, di quella somma che tenea esatta de' denari del Collegio1 e che stava riserbata per pagare il cartaro e lo stampatore, ne dia quindici ducati ad arbitrio di V. R. Scriva pertanto V. R. a detto Fr. Francesco che cosa vuole che se ne faccia di detti quindici ducati.

Benedico V. R. e tutti.

Conforme all'edizione romana.




1 Il Santo ritraeva, in quel tempo, dal Collegio de' Dottori una annua pensione di ducento ducati incirca; ed era il Fratello Francesco che esigeva questo danaro nel tempo della scadenza.




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