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S. Alfonso Maria de Liguori
Lettere

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925. AL P. D. DIODATO CRISCUOLI, RETTORE DELLA CASA DI CIORANI.

Il gran male che sia non obbedire prontamente agli ordini d'un Superiore, specialmente se di ordine più elevato.

Viva Gesù, Maria e Giuseppe!

[NOCERA, 8 DICEMBRE 1779.]

.... Io non opero per impegno, ma vedo che voi operate per impegno e per partito.

A me, che sono il Rettore Maggiore e capo della Congregazione, siccome anche il Re mi ha dichiarato, tocca decidere se si ha da diroccare o no [la cupola]; ed a voi, che non siete rettori maggiori, tocca solamente di ubbidire.

Vorrei che ognuno avesse fissa la mente sulla stella; perché, rimovendosi gli occhi dall'ubbidienza, è finita la Congregazione, e resta un ridotto di contrasti. Chi contradice, nemico si dichiara della Congregazione.

Ma noi non la sentiamo così.- Dunque non è uno il direttore; tutti sono direttori.

A me poco importa, perché sto in fine della mia vita, e spero al sangue di Gesù Cristo ed a Maria Vergine di salvarmi; ma voi piangerete la distruzione della Congregazione, quando non potrete più rimediarvi. Tenete per certo che, distrutta l'autorità del Rettor Maggiore, è distrutta anche l'autorità de' rettori locali; e così i malevoli vedranno distrutta l'Opera.

Benedico V. R. e tutti i Padri che non sono rettori maggiori.

Tannoia, nella Vita del Santo, lib. IV, cap. 14.




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