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S. Alfonso Maria de Liguori
Lettere

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127. AL SIG. GIAMBATTISTA REMONDINI.

Spedisce altre aggiunte per la Teologia morale; ed accusandogli ricevuta del Confessore di campagna, si duole che vi sia stata unita una Dissertazione non necessaria e che ne rende difficilissima la vendita.

 

Viva Gesù, Maria e Giuseppe!

SANT'AGATA, 3 GIUGNO 1764.

 

Illmo Sig. Sig. e Pne colmo.

Ho pensato di mandarle già certe altre poche aggiunte necessarie, da porsi nella nuova ristampa della Morale. Prego V. S. Illma a farle conservare insieme colle altre; e sarebbe meglio farle collocare da ora a' luoghi loro.


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La prego ad avvisarmi quando le ha ricevute; perché, se mai non le ricevesse, io mi ho fatte le copie per potercele rimandare.

Appunto nella settimana scorsa, ho ricevuto qui ligate le copie del Confessore di campagna.

Mi è dispiaciuto l'esserci stata posta anche la Dissertazione latina;1 perché la latina è inutile per quelli sacerdoti di poca vaglia per cui è fatto questo libro. Meglio era metterci la volgare; della quale V. S. Illma avrebbe potuto farne molte copie a parte per farle vendere sole, e delle quali copie io ne ho tante richieste; perché questa Dissertazione è stata approvata anche da altri che sono della sentenza rigida, e con quella hanno mutato sentimento.

Ma parlando del nostro libretto, non occorreva metterci né la latina né la volgare; mentre io a principio, nel primo trattato, vi ho posto già un compendio, che basta, di tutta questa Dissertazione. Inoltre poi con questa Dissertazione latina, che importa più fogli, il libretto è venuto di maggiore spesa e, secondo il prezzo da V. S. posto, difficilmente potrò smaltire il libro a questi miei preti.

Io non pretendo già né il quaranta per cento, né niente per lo smaltimento, anzi mi contento di rifonderci la spesa che ci ha voluta per lo nolo e dogana, che in quest'anno è stata doppia.

Dell'altre copie, fatte da me qui in Napoli, io ne ho smaltite alcune poche al prezzo solo di 17 grana, e pure vi sta la Lettera apologetica. Onde il libro suo con tutta la ligatura il più che posso smaltirlo è a due carlini; altrimenti saremo a pericolo che il libro non se lo pigliano qui, dove li preti sono molti e son poveri, e la spesa di due carlini è una spesa considerabile per essi.

Per tanto io vedrò di smaltirlo, come meglio posso qui; e quanto ne ricaverò, ce lo manderò, con rifonderci di più (come ho detto) la spesa del nolo.


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Questo in quanto a me; ma in quanto al P. Ferrari, come l'avvisai, già si è protestato che non si fida di smaltire il libro al prezzo che V. S. Illma l'ha posto; perché o non troverà chi se lo piglia, o esso ci averebbe da rifondere. E ciò mi dispiace; perché in questa maniera quest'operetta, che può giovare a molti preti di campagna, resterà senza avere smaltimento.

Io direi che, quanto alla vendita, V. S. Illma per lo prezzo si rimettesse a lui; procurando però di smaltirlo col prezzo maggiore che si può. Quella Dissertazione latina, in quanto alla vendita, fa più danno che utile; perché quei preti a cui bisogna questo libro, a cui puzza la lingua latina, vedendo quelli fogli latini che sono inutili per essi, ricuseranno molti di pigliarsi il libro, specialmente se non l'hanno a buon prezzo.

Ho voluto scrivere tutto ciò per l'utile di V. S. Illma. Del resto, faccia come meglio stima. La prego però, di questo libretto, di mandarne altre copie al Sig. Stasi o altro libraro di Napoli; acciocché si conosca ancora in Napoli questo libro, dove molti se ne possono ancora smaltire.

So che quel libro di un altro prete napolitano: Il Confessore di terre e villaggi ha avuto un grande spaccio; e certamente il libro mio è assai più pieno di cose e di dottrine che quello. Il mio basta per un confessore di fuori; ma quello non basta.

Aspetto poi di sentire, fra poco tempo, ch'ella abbia posto mano alla nuova ristampa della Morale.

Leggo l'opere latine, favoritemi, del P. Patuzzi, e sono belle assai.

Resto confermandomi

Di V. S. Illma

Divmo ed obblmo servitore vero

ALFONSO MARIA, vescovo di Sant'Agata.

Conforme all'originale che si conserva nel nostro archivio generalizio di Roma.

 




1 Dissertatio de usu moderato opinionis probabilis.




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