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S. Alfonso Maria de Liguori
Meditaz. per l'ottava di Natale

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- 208 -


Affetti e preghiere.

E qual timore posso io più avere de' vostri castighi, o amato mio Bambino, or che vi vedo stretto tra le fasce, privandovi, per così dire, di poter alzar la mano a punirmi? Voi


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con queste fasce mi date ad intendere che non volete castigarmi, se io voglio sciogliermi dalle catene de' miei vizi e ligarmi con voi. Sì, Gesù mio, che voglio sciogliermi. Io mi pento con tutta l'anima d'essermi separato da voi con servirmi male di quella libertà che mi avete donata. Voi altra libertà più bella mi offerite, libertà che mi scioglie dalle catene del demonio e mi mette tra' figliuoli di Dio. Voi vi siete fatto imprigionare da queste fasce per amor mio; io voglio esser prigioniero del vostro grande amore. O beate catene, o belle insegne di salute, che ligate l'anime con Dio, deh stringete ancora il mio povero cuore; ma stringetelo tanto che non possa per l'avvenire sciogliersi più dall'amore di questo sommo bene. Gesù mio, io vi amo, a voi mi ligo, a voi dono tutto il mio cuore, tutta la mia volontà. No che non voglio più lasciarvi, amato mio Signore.

Deh mio Salvatore, voi che per pagare i miei debiti voleste non solo farvi stringere da Maria tra le fasce, ma anche farvi ligare qual reo da' manigoldi e così ligato andar per le strade di Gerusalemme, per esser condotto alla morte qual agnello innocente che va al macello; voi che voleste esser inchiodato alla croce e non la lasciaste se non dopo avervi lasciata la vita; deh non permettete ch'io mai abbia a dividermi più da voi, sicch'io abbia a vedermi un'altra volta privo della vostra grazia e del vostro amore.

O Maria, voi che ligaste un giorno tra le fasce questo Figlio innocente, deh ligate ancora me peccatore: ligatemi a Gesù, affinché non mi parta più da' piedi suoi; a lui viva sempre ligato e ligato muoia, acciocché un giorno abbia la sorte poi di entrare in quella patria beata, dove più non potrò e non avrò più timore di sciogliermi dal suo santo amore.




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