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Sant'Alfonso Maria de Liguori
Pratica del confessore

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§ V - Come debba portarsi co' moribondi

89. Nel confessare i moribondi non deve andare il confessore con tanta esattezza circa il numero e le circostanze, specialmente se fosse già arrivato il sacerdote col Viatico, e39 il medico facesse premura che si prenda presto; poiché allora è meglio attendere alla disposizione che all'integrità, imponendo al moribondo che faccia poi la confessione intiera quando sarà guarito; e la penitenza sia leggierissima, con dargli la proporzionata per quando starà bene, o pure con imporgli che allora torni da lui.

I feriti e le parturienti, che d'ordinario non possono essere abbandonate dagli assistenti, basta che si facciano accusare in generale de' loro peccati ed in particolare di qualche colpa leggiera, come40 dell'impazienze o bugie, col proposito di confessarsi intieramente se guariscono.


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Avverta il confessore che se il moribondo è obbligato a far qualche restituzione che può allora adempirla, deve imporgli che la faccia subito; e non basta che ne lasci il peso agli eredi: altrimenti non l'assolva41. 90. Se mai poi il confessore vede che il moribondo stesse in istato di ricever l'estrema unzione e la ricusasse42, gli rappresenti i grandi effetti di tal sagramento, cioè di dare all'anima una gran forza per resistere alle tentazioni dell'inferno nell'ultima battaglia e di scioglierla dalle colpe veniali ed anche mortali, se sono occulte, ed inoltre di conferire anche la sanità al corpo, quando fosse conveniente alla salute dell'anima; ma questa sanità non la conferisce quando il moribondo è giunto a tale stato che non possa più guarire se non per miracolo, mentre il sagramento opera per via ordinaria coadiuvando le cause naturali.


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Se mai con tutto ciò l'infermo non acconsentisse, è molto probabile (6, 733) che quegli pecchi mortalmente, almeno contro la carità verso se stesso, privandosi d'un aiuto così grande in sì grande bisogno.

Se poi l'infermo avesse a ricevere una grande afflizione d'animo in sentire che si comunica per Viatico, è probabile che 'l parroco possa dargli la comunione, tacendo le parole: Accipe Viaticum etc., e dicendo le altre della comunione ordinaria: Corpus Domini nostri Jesu Christi custodiat etc.




39 Praxis, 105, ha: aut.



40 Praxis, ibid. omette.

41 Jorio, o. cit., 14, p. 293.



42 Sul sacramento della unzione degli infermi si abbiano presenti le nuove norme contenute nei cann. 998-1007. Si avverta anche che, in base alle Variationes pubblicate dalla S. Congregazione per i Sacramenti ed il Culto divino il 12 settembre 1983:

(a) Anche ai bambini la sacra unzione si amministri quando hanno un tale uso di ragione da poter essere confortati da questo sacramento; in dubbio se abbiano raggiunto l'uso di ragione questo sacramento sia amministrato; (b) il sacerdote che per una causa ragionevole conferisce questo sacramento con il consenso almeno presunto del ministro indicato nel can. 1003. 2 lo informi dell'avvenuta amministrazione; (c) in caso di necessità qualunque sacerdote può benedire l'olio da usare nell'unzione degli infermi, però nella stessa celebrazione del sacramento. Cfr. cann. 1004 e 999.

È da aggiungere che a coloro che sono in pericolo di morte, se ne è il caso, ogni sacerdote può amministrare anche la confermazione (Can. 883. 3). Se il Viatico è ricevuto durante la celebrazione della Messa, l'infermo può ricevere la Comunione sotto le due specie.






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